Scienze della formazione primaria 2018: serve ancora?

Di Maria Carola Pisano.

Scienze formazione primaria 2018: la denuncia del Coordinamento Nazionale

TEST SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA 2018

Si è svolto oggi il test Scienze formazione primaria 2018 a partire dalle ore 11 e per una durata di 150 minuti. Prima dell'inizio del test il Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento ha distribuito migliaia di volantini agli studenti che dovevano partecipare al test. Secondo il Coordinamento il corso non garantisce più nulla.

Test Scienze della formazione primaria 2018: la denuncia degli ex studenti
Test Scienze della formazione primaria 2018: la denuncia degli ex studenti — Fonte: istock

Nel volantino distribuito prima dell'inizio del test Scienze della Formazione Primaria 2018 gli ex studenti del corso di laurea magistrale mette in guarda i futuri studenti. Il Coordinamento Nazionale spiega che con l'approvazione dell'articolo 4 del Decreto Dignita verrà permesso ai diplomati magistrali di scavalcare gli ex studenti di Scienze della formazione Primaria in graduatoria.

SCIENZE FORMAZIONE PRIMARIA 2018: LA DENUNCIA DEGLI EX STUDENTI

Il testo integrale del volantino:

“Abbiamo da poco terminato il Corso di Laurea quinquennale abilitante in Scienze della Formazione Primaria, titolo necessario per l’accesso all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria dal 1998, eppure vediamo sacrifci e fatiche degli ultimi anni rischiare di diventare vani.

Sappiamo infatti che con l’approvazione dell’articolo 4 del Decreto Dignità proposto dalla maggioranza di governo in questi giorni, di fatto una sanatoria attraverso un concorso non selettivo per gli abilitati con 24 mesi di servizio, verrà permesso ai diplomati magistrali ricorsisti, che avevano ottenuto l’inserimento in Gae con riserva dal 2014, di scavalcarci.

La sentenza del Consiglio di Stato, in seguito all’Adunanza Plenaria del 20 dicembre scorso, aveva portato chiarezza: il diploma magistrale ante 2001/2002 era da considerarsi abilitante, ma per accedere al ruolo, come per i laureati in Scienze della Formazione Primaria, come è previsto dall’Art. 97 della Costituzione, era necessario superare un concorso.

Con le sue scelte questo governo esclude invece i laureati del Nuovo Ordinamento di Scienze della Formazione Primaria, che diffcilmente hanno prestato 24 mesi di servizio, anche a causa delle minori possibilità di accedere a supplenze a lunga durata a causa delle posizioni illegittime in graduatoria.

Per noi la questione fondamentale non è il titolo posseduto (seppure questo argomento risulta ancora molto aperto e dibattuto), ma il sistema di reclutamento degli insegnanti, vittima della macchina dei continui ricorsi, a svantaggio dei giovani studenti/laureati in Scienze della Formazione Primaria che si vedono negato il diritto di accesso a scuola, nonostante la durata quinquennale degli studi e i quattro anni di tirocinio attivo svolto nelle scuole, ma soprattutto la selezione su fabbisogno nazionale.

Di fronte a questa inaccettabile ingiustizia, che colpisce noi, ma anche lo stato di diritto nel quale viviamo, come Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria pensiamo sia necessario continuare la mobilitazione e realizzare in tutte le sedi possibili confronti, assemblee, dibattiti che ci aiutino ad allargare il fronte di chi non vuole piegarsi e accettare passivamente lo status quo fnché un concorso selettivo per tutti gli abilitati, dm o sfp, non si affermi come unica soluzione che garantisca un servizio pubblico di qualità per tutti i bambine e le bambine che frequentano la scuola dell’infanzia e quella primaria.

Discutiamone insieme. Democrazia è partecipazione è scegliere. Non farlo fare agli altri per te”