Medicina: la sentenza che ammette gli iscritti al test con riserva

Di Marta Ferrucci.

Il Tar del Lazio ha ammesso alla facoltà di Medicina gli iscritti con riserva che avevano fatto il test di Medicina nel 2014. Ecco la sentenza

RICORSO TEST MEDICINA 2017

Ricorso test medicina 2017
Ricorso test medicina 2017 — Fonte: istock

Studiare Medicina senza entrare in posizione utile in graduatoria? E' possibile. E' quanto è successo a diversi iscritti grazie a una sentenza del Tar del Lazio che dopo, dopo 3 anni, prende atto del fatto che gli iscritti con riserva nel 2014 hanno ormai una carriera accademica a tutti gli effetti: hanno frequentanto le lezioni e sostenuto gli esami e ora, questa carriera, non si può cancellare. Un risultato che riempie di speranza chi, a fronte di scorrettezze e irregolarità, pensa ancora al ricorso.

Con la sentenza 4193/17 il Tar del Lazio ha ammesso alla Facoltà di Medicina i candidati che avevano svolto il test nell’anno accademico 2014-2015 e che avevano fatto ricorso con Consulcesi contro le irregolarità dei test che si erano verificate proprio quell’anno. Il Tar del Lazio, ha dichiarato l’Avv. Tortorella, non è neanche entrato nel merito del ricorso ma ha valutato il consolidamento della posizione acquisita nel corso degli studi. Insomma chi ha fatto ricorso e per due anni ha frequentato e dato esami alla facoltà di Medicina è stato considerato dal giudice a tutti gli effetti uno studente di Medicina, indipendentemente dal test e dall’esito del test.

«Il Tar del Lazio con questa sentenza - spiega l’avvocato Tortorella che ha patrocinato i ricorsi per Consulcesi – ha sostanzialmente ritenuto consolidate le iscrizioni al corso di laurea ottenute in virtù dell’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato (Ordinanza n. 2557/15) in ragione degli esami sostenuti e delle iscrizioni agli anni successivi». Gli studenti che avevano aderito ai ricorsi per le irregolarità della prova erano stati iscritti con riserva a Medicina. Questo ha dunque permesso loro di seguire i corsi e portare avanti gli esami, in attesa che il Tar del Lazio si esprimesse in maniera definitiva sulla riammissione.

«La consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato – si può leggere nella sentenza – in fattispecie del tutto analoga, ha ritenuto applicabile il principio di cui al richiamato articolo 4, comma 2 bis, del d.l. n. 115/2005 convertito dalla legge, n. 168/2005 con conseguente consolidamento della posizione acquisita in via cautelare da parte ricorrente […]; pertanto, anche nei confronti di tali ricorrenti il ricorso va dichiarato improcedibile, ma per consolidamento della posizione acquisita».

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