Test Medicina: pochi posti per ridurre i costi della sanità

Di Marta Ferrucci.

Cosa c'è dietro il test di accesso a Medicina e i pochi posti messi a disposizione? Associazioni e studenti hanno le idee chiare

TEST MEDICINA, LA PROTESTA DELL'UDU

Test medicina 2019
Test medicina 2019 — Fonte: istock

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L'Unione degli Universitari manifesta oggi davanti a tutti gli atenei in cui si stanno svolgendo i test di Medicina per ribadire ancora una volta la propria contrarietà ai test di accesso per le facoltà a numero programmato SEGUI LA DIRETTA LIVE.
Una misura che ha poco senso in un paese, l'Italia, in cui i medici scarseggiano. Nonostante quest'anno i posti siano un po' aumentati, questa misura non è sufficiente e l'obiettivo è puntare alla sua abolizione.
Se noti irregolarità durante i test scrivi alla redazione.

Secondo Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, nonostante il tema del superamento del Numero Chiuso per i corsi di Area Medica sia stato molto presente nel dibattito pubblico e fosse presente anche tra i punti principali del Governo, ancora una volta si assiste all'ennesima lotteria dei Test d’accesso per i corsi a numero programmato nazionale.
L'ennesimo segnale di quanto gli investimenti in Istruzione e Università e Ricerca siano soltanto promesse elettorali e frasi spot, che poi nella realtà non trovano mai applicazione, neanche dopo l’evidente crisi in cui il Servizio Sanitario Nazionale si è venuto a trovare a causa della carenza di Medici, che manifesta ancor di più il fallimento del Numero Chiuso.

Continua Gulluni: “Anche quest’anno decine di migliaia di studenti saranno impegnati in quella che ormai rappresenta una vera e propria competizione, una guerra tra poveri, dove i soggetti economicamente meno abbienti e partono fortemente svantaggiati rispetto a chi, già consapevole della propria scelta, ha speso gran parte di quest’anno nella preparazione attraverso corsi privati a pagamento, incentivando attorno al Numero Chiuso un vero e proprio business".
L'Italia è il paese con un numero di laureati di gran lunga inferiore alla media OCSE e con investimenti in istruzione e formazione dei giovani di gran lunga la di sotto della media Europea, eppure piuttosto che inversioni di rotta ed investimenti si assiste ad ulteriori chiusure alla formazione. 
Inspiegabilmente tutto questo continua ad accadere anche in quei corsi in cui da anni il numero di partecipanti al Test e assolutamente paragonabile o addirittura inferiore al numero dei posti messi a bando, come Architettura e Formazione Primaria, in cui il Test è solo una formalità che tuttavia rappresenta una spesa ulteriore per i partecipanti.

Conclude Gulluni: ”Per tutte queste ragioni come UDU siamo oggi qui per far emergere ancora le problematiche in merito all'accesso, ovvero per ribadire quello che chiediamo da anni, cioè la necessità di superare il numero chiuso e di rifinanziare in toto il sistema universitario. Chiediamo l’immediata abolizione del numero programmato per i corsi in Architettura, Medicina Veterinaria e Formazione Primaria e un piano strutturato per superare nel medio periodo anche la programmazione per Medicina e Odontoiatria, prevedendo nel frattempo l’introduzione di un modello transitorio, che abbia l’obiettivo di arrivare alla totale apertura dei corsi dell’area medica con delle tempistiche chiare e brevi e con finanziamenti congrui alle peculiarità formative e didattica di tali corsi di studio, e parallelamente l’ulteriore ampliamento delle borse di specializzazione medica per eliminare l’imbuto formativo che gli studenti si trovano alla fine del proprio percorso di studi.”