Test medicina: aumentare i posti disponibili. Il parere dell'esperto

Di Maria Carola Pisano.

Test medicina: dopo le ultime novità del MUR, parla Ludovico Callerio, Co-Founder e CEO di Testbusters

TEST MEDICINA 2023

Test medicina: il parere dell'esperto dopo le ultime novità del MUR
Test medicina: il parere dell'esperto dopo le ultime novità del MUR — Fonte: getty-images

La ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha organizzato un gruppo di lavoro per capire se e come ripensare il test medicina e superare il numero chiuso.  Per la ministra, oggi, è necessario capire qual è il fabbisogno effettivo di medici e sanitari e capovolgere il sistema, adeguando capacità e offerta alle necessità.

In una lettera inviata al Corriere della Sera Bernini ha specificato che "Oggi il tasso di occupazione dei laureati in Medicina è superiore all’83 per cento, mentre è molto basso il tasso di abbandono: il 2 per cento degli studenti lascia nel passaggio dal primo al secondo anno".  

TEST MEDICINA: AUMENTARE I POSTI DISPONIBILI

Secondo Ludovico Callerio, Co-Founder e CEO di Testbusters, realtà che si occupa dal 2011 di preparazione per i test di ingresso e principale community italiana di studenti di medicina, bisogna tenere conto di una serie di altre variabili per adeguare i posti disponibili per medicina: "Quello che osserviamo in misura sempre maggiore è che una volta laureati i nuovi medici possono lavorare in vari ambiti al di fuori del Sistema Sanitario Nazionale. La programmazione degli accessi alle facoltà mediche, almeno negli ultimi 10 anni, non ha sufficientemente tenuto conto dei cambiamenti in atto sotto questo profilo, risultato di un contesto professionale che sta cambiando velocemente. Secondo le nostre stime circa il 5-7% degli studenti ogni anno sceglie o almeno sperimenta altri percorsi professionali (in libera professione, come medical advisor o altro). A questo dobbiamo aggiungere il tema degli abbandoni.

Se è vero che solo il 2% degli iscritti lascia dopo il primo anno, è anche necessario prendere in considerazione il dato di chi abbandona negli anni successivi e dei fuori corso, per riuscire a prevedere quanti medici potranno effettivamente entrare nel SSN, quindi pianificare adeguatamente gli accessi.

L’aumento del numero di posti disponibili in queste facoltà, a cui già assistiamo da alcuni anni, per essere efficace, dovrà quindi tenere attentamente conto delle prospettive professionali di chi si iscrive oggi a questi corsi, non riducibili ai soli impieghi all’interno del SSN, e del reale numero di persone che conclude i propri studi ogni anno".  

Callerio è disponibile a mettere l'esperienza di Testbusters a disposizione del Ministero: "Come realtà che si occupa da ormai 12 anni di test di accesso a queste facoltà siamo a disposizione del Ministero per contribuire con i nostri dati e la nostra esperienza ad una efficace riforma dell’accesso universitario ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Professioni sanitarie".

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