Test medicina 2020: i consigli dell'esperto a pochi giorni dalla prova

Di Redazione Studenti.

Test medicina 2020: stress e ansia prima della prova? Ecco i consigli dell'esperto per affrontare il test e per reagire a un'eventuale delusione

TEST MEDICINA 2020

Mancano pochi giorni allo svolgimento del test medicina 2020 (SEGUI LA DIRETTA LIVE) prova che sosterranno in circa 66mila candidati e che regola l'accesso alla laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. Gli oltre 66mila candidati si contendono circa 13mila posti disponibili a livello nazionale. Il test prevede 60 domande a risposta multipla e gli studenti sono alle prese con le ultime simulazioni prima della prova.  

TEST MEDICINA 2020: I CONSIGLI DELL'ESPERTO

Con pochi posti disponibili e una posta in gioco così alta gli studenti che studiano per superare la prova d'ingresso a medicina possono sperimentare stress e ansia. Secondo lo psicoterapeuta Giorgio Nardone, sentito da Consulcesi, network legale di riferimento per chi è già medico ma anche per chi vuole diventarlo,è necessario che gli studenti gestiscano al meglio i pochi giorni che ci separano al test: «Le full immersion gli ultimi giorni prima del test non servono. Alimentano soltanto l’ansia. Meglio – sottolinea - uno studio di poche ore al giorno spalmate in un periodo più lungo. È infatti così - riferisce l'esperto - che si fissano meglio i concetti da apprendere».  Il giorno del test è bene non farsi prendere dalla fretta: «Anche se si hanno pochi secondi a domanda, bisogna leggere attentamente quello che c’è scritto per evitare di cadere nei tranelli», suggerisce Nardon. Se non si dovesse superare la prova poi, meglio reagire di conseguenza: «La maggior parte degli studenti arriva da me dopo il test, dopo la delusione di non averlo superato nonostante tutti gli sforzi», riferisce l’esperto.  «C'è chi supera la delusione passando subito al piano B, ad esempio iscrivendosi a una facoltà affine a quella di Medicina per ritentare i test l’anno seguente, e chi invece entra in una spirale di depressione, spesso per problemi pregressi che si sommano e che richiedono un’adeguata terapia», aggiunge.

In generale, Nardone suggerisce un approccio molto semplice, che prevede sostanzialmente due fasi.  «Il fallimento va vissuto come un lutto: bisogna toccare il fondo prima di risalire», dice.  «Quindi, ok a qualche giorno di lacrime. Nel frattempo, però - prosegue - bisogna ragionare in termini di ‘problem solving’: riflettere sul da farsi senza perdere tempo. Solitamente consiglio di darsi una seconda occasione e riprovare i test l’anno seguente almeno una seconda volta».

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