Test Medicina: potrebbero aumentare i posti disponibili per questo anno accademico

Di Maria Carola Pisano.

Test Medicina 2017: c'è speranza per i ricorsisti. Ecco l'apertura del Consiglio di Stato per gli studenti del numero chiuso che chiedono al Miur di aprire i posti ancora vacanti

TEST MEDICINA 2017: CONTRO IL NUMERO CHIUSO

Test Medicina 2017: ci sono ancora posti liberi
Test Medicina 2017: ci sono ancora posti liberi — Fonte: istock

Il test per entrare, la competizione massacrante e la rincorsa al punteggio minimo: questa è solo una parte degli aspetti che riguardano il test Medicina che quest'anno ha scatenato diverse polemiche tra gli aspiranti medici. Rispetto alla prova di ingresso per l'anno accademico 2017/2018 ci sono importanti novità e arrivano dagli Avvocati  Santi Delia e Michele Bonetti da sempre in prima linea per la difesa del diritto allo studio.

Come si legge nel comunicato dell'Avv. Santi Delia, il Consiglio di Stato ha accolto in sede monocratica i primi appelli sulle decisioni cautelari del T.A.R. Lazio per l'ammissione al corso in Medicina e Odontoiatria. Il nodo centrale della discussione riguarda 177 posti che sarebbero ancora vacanti e che, secondo gli avvocati, il Miur potrebbe non redistribuire agli studenti. I 177 posti vacanti sono quelli che non sono stati assegnati e che erano riservati ai cittadini extracomunicatai che, però, sono di fatto ancora liberi. Non solo, perché come segnalano gli Avvocati Bonetti e Delia, gli atenei avrebbero una capienza di altri 1757 posti che il Miur potrebbe assegnare ai molti studenti rimasti fuori dal test medicina 2017. Se ai 177 posti di Medicina aggiungiamo anche quelli liberi e riservati a cittadini extracomunitari di Veterinaria e Architettura, i posti vacanti non assegnati arrivano a oltre 500.

L'UDU PER L'ABOLIZIONE DEL NUMERO CHIUSO

Dopo questi primi risultati anche l'UDU si pronuncia, nelle parole della coordinatrice nazionale Elisa Marechetti: "Avevamo segnalato come ancora una volta i conti non tornano. A nostro avviso esistono 177 posti, inizialmente riservati a studenti extracomunitari, che resteranno non assegnati, a dimostrazione di come il nostro Paese non sia attrattivo per l’estero. A questi si aggiungono 1700 posti di differenza tra la capienza massima degli atenei e il fabbisogno fissato, che rispecchia poi il contingente indicato nei bandi". Allo stesso tempo l'Unione degli Universitari, che continua a sostenere il libero accesso contro il numero chiuso, invita alla cautela: "In queste settimane la giustizia amministrativa ad ogni livello si sta pronunciando con decreti e ordinanze da parte dei vari organi in merito alle irregolarità riscontrate durante i test dello scorso settembre sui ricorsi  dell’Unione degli Universitari patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Si tratta di provvedimenti tutt’altro che definitivi, pertanto invitiamo tutti alla massima cautela".