Test Medicina 2014, ecco perché il problema è il liceo

Di Redazione Studenti.

Abolire le prove di ingresso o riformare le scuole superiori?

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Anche quest’anno un altro test di medicina è andato, e come ogni anno sono state segnalate numerosi problemi (ecco le informazioni sulle irregolarità test medicina 2014). Si è arrivati perfino a parlare di una class action, ma ancora non se ne hanno notizie certe, ed i risultati sono normalmente usciti il 22 aprile. L’anno scorso l’UDU, a causa del caso del Bonus Maturità, riuscì a far entrare più di 1000 studenti a medicina, cioè quasi uno studente su dieci di medicina era stato iscritto grazie ai ricorsi. Viene naturale porsi la domanda quanto possa essere efficace il numero chiuso e la sua applicazione.

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TEST NUMERO CHIUSO, E' NECESSARIO - Partiamo da un presupposto: i test e il numero chiuso, al di là della loro efficacia e della loro regolarità, io credo siano necessari, questo vale per medicina, dove solo uno studente su sei riesce ad entrare, ma per molte altre facoltà, come economia, ingegneria e architettura, per citare le più gettonate. I test si sono resi necessari al sistema scolastico italiano poiché ha un problema strutturale gigantesco alla sua base: il numero troppo grande di iscritti ai licei. Gli ultimi dati che abbiamo in mano sono del 2012, e gli iscritti ai licei rappresentano il 46,6% degli studenti di istituti superiori in Italia. Reputo che questo sia un dato anomalo, in quanto penso che il liceo vada considerato come una scuola di livello alto, dove soltanto l’eccellenza riesce a “sopravvivere” per un naturale processo di selezione naturale dovuto alla difficoltà degli studi. Ma ciò non accade per molteplici ragioni che non ho spazio di trattare qui.

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DOPO IL LICEO L'UNIVERSITA' - Questo sistema infernale porta a un gigantesco numero di studenti che hanno finito i vari licei, con risultati ovviamente alterni, e che non possono fare assolutamente niente nella vita, poiché sono in sostanza obbligati ad inserirsi nel sistema universitario per poter praticare, dopo aver finito un corso di laurea, una qualsiasi professione. Ciò

ha portato a un sovraffolamento delle università e alla conseguente necessità di fare una rigida selezione per alcune facoltà preferite dagli studenti. Alla base di questo sistema vi è però una falla nella gestione delle scuole medie di secondo grado. Sto parlando della totale insufficienza delle scuole tecniche di livello medio e medio-alto del nostro sistema scolastico. Esse sono troppo spesso ignorate, sia dagli studenti che dai genitori, che si vergognerebbero se il loro caro pargolo frequentasse un istituto tecnico.

ISTITUTI TECNICI, SCUOLE DI SERIE B? - Esse sono insomma considerate scuole di serie B. Questo ha portato un grandissimo numero di studenti che fino a un paio di decenni fa non sarebbero sopravvissuti nei licei ad iscriversi ad essi e il sistema scolastico italiano, al posto di eliminare fisiologicamente questa anomalia, ha abbassato il livello permettendo ad essa non solo di permanere, ma anche di crescere. In più questo sistema è stato aiutato dalla Legge Gelmini di qualche anno fa, che ha eliminato una serie di scelte all’interno dei licei che li rendevano minimamente strutturati, e tagliando una grande fetta dei finanziamenti. Come si può risolvere un’anomalia di questo tipo? Non è difficile, basta tornare a investire su queste scuole, renderle competitive e attrattive per i ragazzi, facendo in modo che riescano ad assorbire quella gran fetta della popolazione scolastica che non presenta risultati ne sopra ne sotto la media, ma semplicemente nella media.

Simone Fiorentino è un alunno del Liceo Scientifico Einstein di Milano;

da due anni dirige il giornale della scuola, lo Scripta Restant.