Test medicina: 1660 posti solo per chi ha fatto ricorso

Di Maria Carola Pisano.

Ricorso test medicina: la decisione del Consiglio di Stato che conferma che i 1.660 posti devono andare ai soli ricorrenti

TEST MEDICINA

Test medicina: 1.660 posti per i soli ricorrenti
Test medicina: 1.660 posti per i soli ricorrenti — Fonte: istock

Il Consiglio di Stato afferma in manieta netta che solo i soggetti che hanno fatto ricorso al test medicina possono usufruire dell'attribuzione dei 1.660 posti in più che i legali Michele Bonetti e Santi Delia erano riusciti a dimostrare dover essere banditi in più rispetto ai posti disponibili. 

RICORSO TEST MEDICINA

"Le ultime ordinanze di qualche settimana fa davano semplicemente conferma delle nostre vittorie dei mesi precedenti", commentano gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. "In quella sede, difatti, con un dossier inedito, si era dimostrata la conclamata sottoutilizzazione degli ultimi anni delle risorse universitarie che aveva portato a bandire un numero di posti sempre più misero e insufficiente a fronte della crescente domanda. Ecco perché il Consiglio di Stato, aveva scritto che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili."

Nonostante i provvedimenti favorevoli del Consiglio di Stato, fanno sapere gli avvocati, molte università italiane hanno rigettato le richieste di iscrizione dei soggetti ricorrenti. L'11 ottobre, poi, la decisione: i 1.660 posti devono essere assegnati soli ai ricorrenti. La decisione, commentano Delia e Bonetti, “conferma in maniera tranciante e, invero, serve a fare ancora una volta chiarezza su alcuni aspetti fondamentali in ordine alla questione dei posti vacanti. In primis sono gli Atenei e dover disporre delle immatricolazioni; ciò evita una situazione di arresto dettata dall’immobilismo del MIUR che pregiudica la carriera di tanti studenti, i quali avendo la possibilità di utilizzare questi posti non optati si ritroverebbero con una chance in più. In secondo luogo tale decisione, conferma che chi non ha agito in giudizio e non ha un provvedimento favorevole non può pretendere il posto che, al contrario, deve essere assegnato a chi come noi, con successo, ha agito”.