Test ingresso, M5S: sì, ma dal secondo anno

Di Veronica Adriani.

Una proposta di legge contro il numero chiuso in entrata viene dal M5S. L'idea: test ingresso solo dal secondo anno. I dettagli

TEST INGRESSO MEDICINA 2018

Test ingresso: sempre più studenti contro il numero chiuso
Test ingresso: sempre più studenti contro il numero chiuso — Fonte: ansa

Si è svolto nella giornata di ieri il test d'ingresso per la facoltà di Medicina in tutta Italia, con particolare attenzione allo svolgimento delle prove per contrastare eventuali irregolarità. Eppure, nonostante la Guida al test sicuro, diffusa in mattinata dall'UDU, Consulcesi ha dichiarato di aver già ricevuto un gran numero di segnalazioni, al punto da poter prevedere già da ora un incremento del +40% nei ricorsi.

Il numero chiuso non piace e continuerà a non piacere. In mattinata alla Sapienza di Roma non sono mancate le proteste contro un provvedimento che, dicono dalla rete degli studenti MEDI, priva gli studenti della possibilità di accedere al corso universitario desiderato. E si chiede al Governo di intervenire.

TEST NUMERO CHIUSO

Governo che non tarda a rispondere, facendo sapere che già lo scorso anno era stata depositata una proposta di legge a nome Francesco D’Uva, "che poneva requisiti di selezione degli studenti a partire dal secondo anno". Non più una selezione in entrata, quindi, ma una valutazione successiva.

“Il modello a cui puntiamo dovrà prevedere strumenti per verificare le reali attitudini degli studenti e realizzare una corretta valutazione, impossibile da fare al momento del test d’ingresso" spiegano i portavoce M5S. "Ma per rilanciare il nostro sistema universitario non basta fermarsi qui: è fondamentale anche modificare l’attuale meccanismo delle specializzazioni, velocizzare l’accesso al lavoro, ampliare la platea nella cosiddetta ‘no-tax area’ e implementare l’alta formazione tecnologico-professionale”.

Ma i dubbi restano: ci sono strutture in grado di accogliere fra le 60 e le 70.000 matricole ogni anno e sostenerne i costi? Gli studenti restano scettici e nel frattempo continuano a fare calcoli sul punteggio realizzato, nella speranza di aver superato lo scoglio di ingresso. Gli altri tenteranno altre strade: l'IMAT, i test del San Raffaele e della Cattolica, altre facoltà scientifiche affini o, perché no, la strada dell'estero.