Test medicina in inglese 2017 ad aprile? Gli studenti protestano

Di Chiara Casalin.

Il test IMAT 2017, cioè il test di medicina in inglese, potrebbe svolgersi ad aprile. Ecco le ultime informazioni e le proteste di UDU

TEST MEDICINA IN INGLESE 2017

Un nuovo comunicato stampa del sindacato studentesco Unione degli Universitari riporta le prime informazioni sul test IMAT 2017, ossia il test di medicina in lingua inglese che viene organizzato annualmente dal Miur per selezionale i candidati che potranno immatricolarsi ai corsi di laurea di Medicina e Chirurgia in inglese presso le università italiane. Secondo quanto riporta UDU, negli ultimi giorni sono circolate delle indiscrezioni sul fatto che il Miur starebbe valutando di organizzare l’IMAT 2017 nel mese di aprile, anticipandolo rispetto agli anni scorsi. Se ciò fosse vero, fa notare il sindacato studentesco, si creerebbero notevoli disagi per i giovani candidati.

TEST IMAT 2017 APRILE

Test medicina in inglese ad prile 2017? News e proteste di UDU
Test medicina in inglese ad prile 2017? News e proteste di UDU — Fonte: istock

Nel comunicato di UDU si legge: “È di questi giorni l’indiscrezione che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca stia valutando l’ipotesi di anticipare al mese di aprile la data del test di ingresso al corso di Medicina e Chirurgia in lingua Inglese, vista la richiesta avanzata da parte della CRUI al fine di evitare ritardi rispetto al resto d’Europa.” Da quanto si legge, quindi, non ci sarebbe l’ipotesi di anticipare il test di medicina in italiano e gli altri test d’ingresso.
La coordinatrice nazionale di UDU, Elisa Marchetti, ha sottolineato comunque come la scelta di anticipare l’IMAT metterebbe in difficoltà gli studenti per due motivi: meno tempo per prepararsi per un test reso ancora più difficile dal fatto che è in inglese e, in più, la sovrapposizione con lo studio per la maturità.

I MOTIVI DELLA SCELTA

La Marchetti ha fatto notare come già qualche anno fa - nel 2014 per la precisione - il Ministero avesse anticipato i test d’ingresso ad aprile: “Già in passato si era tentata questa via del test in primavera e ricordiamo tutti quali danni avesse comportato alle carriere degli aspiranti studenti di Medicina e della facoltà a numero chiuso.”  La coordinatrice nazionale ha continuato: “La CRUI, nel chiedere di anticipare le tempistiche della prova di selezione al fine di evitare ritardi rispetto al resto d’Europa e quindi che i ‘migliori’ studenti stranieri si iscrivano in altri Paesi, dimostra di non avere pienamente chiaro il quadro del sistema universitario italiano.” Secondo UDU, infatti, la scarsa capacità di attrarre studenti dall’estero non dipenderebbe dal fatto che il test IMAT si svolge a settembre, in quanto i motivi sarebbero ben altri. La Marchetti ha affermato infatti: “Siamo tra gli ultimi in Europa con un sistema di diritto allo studio tra i più sottofinanziati; siamo il Paese con il modello di programmazione dell’accesso tra i più stringenti d’Europa, dove molti altri Stati neanche prevedono selezioni inziali; siamo tra i primi per quanto riguarda i tassi di disoccupazione giovanile. E facciamo anche di peggio: quando uno studente extracomunitario arriva in Italia e sostiene il test, molto spesso viene ‘respinto’ per non aver ottenuto la soglia minima, nonostante siano ancora disponibili dei posti destinati per legge a cittadini extracomunitari. È di ieri la vittoria dei nostri ricorsi che hanno finalmente consentito a questi studenti di studiare in Italia.”

Marchetti ha concluso dicendo: “Queste sono le principali cause del perché sempre meno studenti si recano in Italia dall’estero, queste sono le priorità d’intervento: indicare l’unico problema nella data del test è sintomo di una preoccupante miopia. Bisogna invece rivedere tutto il sistema, a partire dal finanziamento del diritto allo studio e dall’abolizione del numero chiuso. Solo così l’Italia tornerà competitiva e attrattiva verso chi viene dall’estero. Di recente il CNSU ha approvato una mozione che chiede l’istituzione di un tavolo che discuta della revisione dell’attuale sistema d’accesso: il MIUR riparta da lì. Prenda in considerazione le istanze degli studenti.”