Test di Medicina: neanche il primario di fama internazionale lo passerebbe

Di Valentina Vacca.

Il primario di fama internazionale Giuseppe Remuzzi ha raccontato al Corriere della Sera di aver provato a fare una simulazione dei test d'ammissione a Medicina: il risultato è stato di 15 risposte errate, quindi in teoria Remuzzi non sarebbe stato ammesso

E' un nefrologo italiano di fama internazionale il primario Giuseppe Remuzzi; lui, membro dell’Advisory Board e con pubblicazioni sulle più importanti riviste mediche del mondo come Lancet nonché membro del comitato editoriale del "New England Journal of Medicine" oggi probabilmente alla Facoltà di Medicina non sarebbe stato ammesso.

Il primario ha infatti raccontato al Corriere della Sera di aver fatto la simulazione del test d'ingresso a Medicina e di aver sbagliato 15 risposte; probabilmente quindi, se Remuzzi oggi fosse tra quelle migliaia di ragazzi che provano ad accedere a Medicina, non avrebbe passato la selezione. Il primario spende parole molto forti nei confronti di chi sceglie la tipologia di domande per l'ammissione a Medicina:<<Quanto a me non so se l'avrei passato l'esame di ammissione, forse no, di domande ne ho sbagliate almeno quindici. E avrei dovuto rinunciare a tutto quello che ho avuto dal mio meraviglioso lavoro. L'essere vicino a tanti ammalati e guarirne qualcuno. E poi la ricerca, lo scoprire cose nuove e imparare a scriverle.

Test di medicina
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In questo test non c’è nulla che aiuti a capire se il futuro medico saprà parlare con gli ammalati. All’Università della Virginia chi dimostra garbo, sensibilità e buon senso viene ammesso, altrimenti è fuori. La selezione per un futuro medico dovrebbe guardare altro: la sua etica ad esempio sulle staminali, la sua preparazione, anche storica, su malattie come l’Aids. Non di certo il taoismo o le poesie di Gabriele D’Annunzio.

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Fare il dottore è un po’ come fare il cuoco o guidare l’aereo, bisogna essere portati: chi è troppo introverso o troppo scontroso o troppo facile a seccarsi è bene che non ci provi nemmeno.

E anche chi non è disponibile a studiare tutta la vita. Insomma, certi non vanno bene anche se sanno l’origine della tragedia greca. Inoltre nei test non c’è nemmeno una domanda d’inglese che da anni ormai è la lingua della medicina>>.