Test di ammissione universitaria: quali sono, tipologie, quali università li propongono e come

Una futura matricola deve sapere tutto dei test di ammissione universitaria: quali sono le tipologie esistenti e in che categoria ricade l'Ateneo scelto

Test di ammissione universitaria: quali sono, tipologie, quali università li propongono e come
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Test di ammissione universitaria: quali sono, tipologie, quali università li propongono e come

Test di ammissione universitaria
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Quando si parla di test di ammissione universitaria si fa riferimento a una prova scritta, da dover necessariamente superare per poter procedere con l’immatricolazione presso un dato Ateneo (Test orientamento universitario: scopri per quale facoltà sei più portato!). Nella maggior parte dei casi il tutto si svolge nel mese di settembre. Nel caso dei corsi ad accesso programmato nazionale, le date sono le stesse in tutte le regioni.

Tipologie di test di ammissione universitaria

Non tutti i test di ammissione universitaria sono uguali, affatto. È possibile dividerli in tre categorie. Di seguito le analizziamo tutte nel dettaglio, a partire dai corsi a numero chiuso nazionale.

In questo caso il ministero dell’Istruzione indica ogni anno il numero di posti disponibili per le nuove immatricolazioni, per ogni ateneo. Si tratta di una regolamentazione del mercato del lavoro, alla base. Si stabiliscono inoltre il tipo di contenuti presenti nel test e le modalità delle prove, definendo infine quelle che sono le graduatorie.

Differente il discorso per i corsi a numero chiuso locale. Anche in questo caso l’accesso programmato avviene tramite dei test di ammissione, ma il numero di posti messi a disposizione non viene stabilito dal MIUR. È l’Ateneo stesso a delineare i dettagli, sulla base delle proprie disponibilità e della struttura in sé.

Ciò vuol dire che per lo stesso corso di laurea, possono esserci sostanziali differenze tanto a livello locale, quanto regionale e nazionale. Esistono però dei casi limite. Alcuni dei corsi di laurea che generalmente rientrano in questa categoria, richiedono questo test soltanto in alcuni atenei. In altri, invece, si sostiene soltanto un test di autovalutazione. È il caso di Giurisprudenza, che vanta un numero chiuso soltanto a Bergamo, Rende, Catanzaro, Livorno, Napoli, Roma, Trento e Verona. Lo stesso dicasi per Mediazione Linguistica e Culturale, di libero accesso negli atenei di Milano, Torino, Napoli, Casino, Lazio Meridionale, L’Aquila e Pescara, Cagliari e Sassari, Macerata e Siena.

Passiamo infine al test di valutazione delle conoscenze, appena citato. In questo caso l’Ateneo non prevede alcun limite ai posti per gli studenti che intendono immatricolarsi.

Si richiede però un test di valutazione del livello del singolo soggetto, utile a stabilire il livello iniziale di competenze delle matricole. Un modo per stabilire, inoltre, anche degli eventuali OFA, ovvero Obblighi Formativi Aggiuntivi. Si tratta di una sorta di debito formativo universitario. Si richiede dunque di colmare le proprie lacune per terminare il percorso di laurea.

Test di ammissione universitaria: quali facoltà

Come detto, sono tre le tipologie di test di ammissione universitaria.  Ognuna di queste riguarda un certo numero di corsi di laurea, che di seguito riportiamo:

  • Corsi a numero chiuso nazionale: Medicina e chirurgia (in italiano e in inglese), Medicina veterinaria, Odontoiatria e protesi dentaria, Architettura, Scienze della formazione primaria, Corsi di primo e secondo livello per la formazione del personale sanitario;
  • Corsi a numero chiuso locale: varie tipologie di Ingegneria, varie tipologie di Design, facoltà di Studi Economici e Giuridici, facoltà di Scienze del Farmaco, facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari, Scienze della Mediazione Linguistica e Culturale, facoltà in campo psicologico e della formazione, Scienze Motorie, facoltà di Scienze e Tecnologie, Scienze Politiche, Economiche e Sociali, Scienze della Comunicazione;
  • Test di valutazione delle conoscenze: Studi Umanistici (Lettere, Storia, Filosofia, Lingue e letterature straniere, Beni Culturali ecc.), Scienze geologiche, Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali, Matematica, Fisica.

Perché gli Atenei propongono i test di ammissione

Alla base dell’istituzione dei test di ammissione universitari c’è la necessità di migliorare la qualità del percorso formativo.

Che si tratti del numero chiuso nazionale o di quello locale, con ingerenza del MIUR o meno, si parte sempre da una necessità oggettiva.

Nel caso dell’intervento del Ministero, si tiene conto soprattutto di quello che è il mercato del lavoro, con le sue necessarie variazioni. Si tiene conto, inoltre, delle generali disponibilità delle strutture operanti in Italia, al fine che possa garantire pieni servizi a tutti gli immatricolati. In alcuni corsi, infatti, un numero eccessivo potrebbe comportare una carenza qualitativa del percorso formativo.

Un discorso ancor più evidente nel caso del numero chiuso locale, che vede lo stesso Ateneo dettare regole molto specifiche, decidendo modalità del test, numero d’accesso e sistema di superamento della prova. Si è infatti ben consapevoli delle proprie caratteristiche e disponibilità, così come dei propri limiti. Ammettere tutti gli interessati sarebbe semplicemente controproducente per gli stessi.

La presenza di un test, inoltre, dovrebbe spingere gli studenti a mettersi alla prova con le proprie competenze. Un modo per indirizzare al meglio la scelta post diploma, sempre molto delicata, al fine di ridurre il numero di abbandono degli studi, così come del cambio corso.

Come si svolge un test di ammissione universitario

Tutte le informazioni del caso sono disponibili sui siti degli Atenei. Si consiglia dunque di verificare attentamente. Per avere un quadro generale, però, ecco alcune informazioni che possono di certo tornare molto utili.

Per quanto riguarda Medicina, Professioni sanitarie, Veterinaria, Farmacia, Biologia, CTF e Biotecnologia, i test di ammissione prevedono domande di logica, biologia, chimica, fisica, matematica e cultura generale.

A ciò occorre aggiungere anche quesiti di sport, nel caso di Scienze Motorie. Un topic che sparisce, ovviamente, in caso di tentativo d’accesso ad Architettura, che prevedono il primo blocco di domande indicato, insieme con storia e disegno. Per quanto riguarda Scienze della Formazione, invece, ciò che l’Ateneo valuta è la competenza linguistica del soggetto, così come la sua capacità di ragionamento logico. A ciò si aggiungono cultura storico-sociale, geografica, letteraria e matematico-scientifica.

Di seguito rispondiamo ad alcune delle domande più frequenti online:

  • È consentito sostenere più test d’ingresso universitari;
  • TOLC indica il Test Online CISIA, che consente l’autovalutazione prima dell’ingresso ai corsi di laurea (non tutte le università si avvalgono del servizio;
  • In caso di test non superato, è possibile optare per un corso di laurea privo di test, che consenta di ottenere crediti per esami in comune con il percorso desiderato. Un modo per non “perdere l’anno”, ritentando l’accesso a settembre. È anche possibile che la graduatoria scorra, con posti liberati da soggetti che decidono di non immatricolarsi, perché hanno sostenuto e superato più test. L’ultima alternativa è quella di recarsi all’estero, frequentando atenei che non prevedono test d’ingresso.

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