Tesina di terza media sul doping

Di Redazione Studenti.

Tesina di terza media sul doping: percorso multidisciplinare per l'esame di terza media svolto. Collegamenti con storia, italiano, scienze e geografia

Tesina sul doping

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Molti atleti, per migliorare le proprie prestazioni fisiche, fanno uso di sostanze illegali. Il doping, quindi, rappresenta l’assunzione di certe sostanze in grado di aumentare artificialmente le prestazione di un atleta.

Storia: dall'antica Grecia al mondo contemporaneo

Tesina di terza media sul doping
Tesina di terza media sul doping — Fonte: getty-images

Già gli atleti dell’antica Grecia cercavano di migliorarsi anche con l’uso di stimolanti (ci è riferito da Filostrato e da Galeno), così come i popoli dell’America precolombiana, usavano caffeina, cocaina e stricnina come stimolanti quando affrontavano lunghe marce. In Europa, invece, l’uso di stimolanti a base di caffeina iniziò alla fine del ‘500, anche se la prima notizia dell’uso di stimolanti in gare sportive è del 1879 e nel 1886 un ciclista inglese, Luiton, morì durante la Parigi-Bordeaux per eccesso di stimolanti. Il termine inglese “to dope” significa letteralmente “drogare” ma anche “truffare, ingannare”; la radice di questa parola, però, non è inglese, ma del dialetto della tribù africana dei Kafir, che usavano un liquore fortemente stimolante, detto “dop”, durante i riti religiosi.

Scienze: sostanze dopanti

Stimolanti del sistema nervoso centrale

Vengono assunti per aumentare l’aggressività e sentire meno il senso di fatica, ma il loro effetto è discontinuo e facilmente, durante la stessa gara, si verificano cadute di tono e depressione fisica reattiva. Producono, inoltre, disturbi cardiovascolari che possono dar luogo ad aritmie cardiache, anche mortali, oltre che, in caso di assunzione prolungata, a disturbi neurologici e psichiatrici. La stimolazione psichica conduce ad un eccessivo senso di “onnipotenza” che porta il soggetto a superare i propri limiti con possibilità di gravi lesioni. Si verifica facilmente assuefazione a tali sostanze.

Narcotici

I narcotici e gli analgesici più diffusi vengono assunti per non sentire dolore, ma dobbiamo saper che il dolore è un segnale di allarme e non si deve curare il dolore in sé, ma la causa che lo scatena, (continuando ad utilizzare gli organi ammalati se ne pregiudica la guarigione). Tali sostanze, inoltre, producono diminuzione della capacità di concentrazione e dell’attenzione quindi, in sport che prevedono il contatto, è possibile creare danni a se stessi e agli altri e, inoltre, danno con molta rapidità dipendenza psichica e fisica fino alla tossicomania.

Testosterone e anabolizzanti

L’ormone maschile è in grado di aumentare la massa muscolare in modo abnorme, ma bisogna sapere che l’assunzione di testosterone dall’esterno, inibisce la produzione naturale da parte dell’organismo di tale ormone. Ciò comporta seri problemi quando non sarà più possibile recuperare la situazione “normale”, una volta smessa l’assunzione. Aumentando, inoltre, la forza muscolare, ma rimanendo invariata la resistenza dei tendini, si assisterà ad un notevole a-umento delle lesioni e delle rotture tendinee. Si sono rilevati anche casi di ipertrofia del cuore con sviluppo di infarti e cardiopatie dilatative, infertilità maschile, tendenza alla mascolinizzazione nelle donne, arresto precoce nell’accrescimento di statura, problemi al fegato ed un elevato rischio di sviluppare certi tumori. Gli anabolizzanti (sostanze che aumentano l’accrescimento), hanno effetti simili ma con minore azione sessuale.

Diuretici e mascheranti

Sono usati per ridurre il peso (per rientrare nelle categorie inferiori), o per diluire le urine e mascherare la presenza di sostanze proibite. L’uso dei diuretici comporta disidratazione e perdita di elettroliti, soprattutto potassio, con possibili aritmie cardiache, insufficienza renale e disidratazione fino a veri e propri collassi. Le sostanze mascheranti sono capaci di ridurre l’escrezione renale di farmaci usati come doping, ostacolandone il ritrovamento nelle urine. La loro assunzione comporta disturbi urinari, gastrointestinali e circolatori.

Corticosteroidi

Il cortisone è un potente anti infiammatorio, riduce il dolore, è uno stimolante psichico, combatte la fatica. Gli effetti collaterali sono altrettanto potenti e gravi: facilita la rottura di tendini e muscoli diminuendone l’elasticità, provoca diabete mellito, ulcere gastriche, aumenta la pressione arteriosa e la ritenzione idrica.

Beta-bloccanti

Vengono usati per ridurre la frequenza cardiaca e lo stress emotivo. Producono, però, problemi respiratori, specie nei predisposti all’asma bronchiale ed una discreta riduzione dell’efficienza cardiaca. Danni legati ad una riduzione delle performance e nei casi più gravi al collasso.

Eritropoietina

È  un ormone prodotto dal rene che stimola la produzione di globuli rossi. Viene usato in medicina per curare l’anemia in soggetti privi di reni e dializzati. Il sangue diventa  più denso comportando un carico di lavoro maggiore al cuore.

Ormone della crescita

Viene usato perché consente di ottenere gli stessi effetti degli anabolizzanti e non c’è possibilità che venga scoperto. Gli effetti si manifestano molto tempo dopo e sono irreversibili, consistono in deformazioni ossee, insufficienze cardiache, diabete e neoplasie.

Doping non farmacologico

Uno dei trattamenti più usati è la cosiddetta autoemotrasfusione: è il prelievo di una certa quantità di sangue dell’atleta in periodo non competitivo, al fine di ritrasfondere tale sangue nell’atleta stesso nell’imminenza della gara. Ciò viene fatto nel tentativo di aumentare le capacità di trasporto di ossigeno del sangue in atleti impegnati in sport di lunga durata. Il vantaggio non è scientificamente dimostrato mentre il rischio di contrarre infezioni e di creare scompensi circolari è reale.

Educazione civica: il consumo di droga nei giovani

Le sostanze stupefacenti, però, non riguardano soltanto l’ambito sportivo, ma l’intera società. Negli ultimi anni l’età a rischio si è abbassata notevolmente. Secondo alcuni osservatori, s’incomincia a fare uso di spinelli e acidi tra i quattordici e i sedici anni; L’età a rischio per l’eroina si colloca subito dopo, tra i sedici e i diciotto anni. Difficilmente un giovane comincia a drogarsi dopo i vent’anni, quando la personalità è già formata. I motivi per cui gli adolescenti si drogano sono di tre tipi:

  • Individuali: curiosità, noia, solitudine, imitazione, desiderio di provare sensazioni nuove o dimostrare di essere “forti”;
  • Familiari: carenze affettive e comunicative con la famiglia, ribellione ai valori trasmessi, reazione alla mancanza fisica di uno o di entrambi i genitori;
  • Sociali: reazione alla frustrazione derivante dalla mancanza di lavoro, mancanza di “interessi” ma, soprattutto, bisogno di appartenenza ad un gruppo o legami affettivi con un tossicodipendente.

Droghe pesanti

Eroina: è una sostanza derivata dal papavero da oppio, ed è una droga conosciuta da secoli in Oriente. Gli effetti dell’eroina (che si inietta in vena) all’inizio non sono spiacevoli e traumatizzanti; dopo le prime iniezioni, però, si instaura il meccanismo della tossicodipendenza: le sensazioni piacevoli lasciano il posto ad un malessere generale e, se il soggetto non assume più droga, va incontro alle crisi di astinenza, caratterizzate da vomito, dolori addominali e diffusi, diarrea, brividi, etc. L’eroina è la causa principali per le morti per droga sia per overdose (dose eccessiva rispetto alla tolleranza dell’organismo), sia perché gli spacciatori tagliano le dosi con altre sostanze tossiche (talco, stricnina…).

Cocaina: è ricavata dalle foglie della pianta di coca che cresce nelle zone occidentali dell’America Meridionale. Viene assunta per inalazione nasale (in gergo: sniffo) o per iniezione. La cocaina agisce da stimolante del sistema nervoso centrale e produce un grave stato di dipendenza psichica. In dosi elevate può generare avvelenamento, delirio, allucinazioni e persino la morte.

LSD: è un allucinogeno sintetico chiamato acido. Agisce sul sistema nervoso centrale, dando anche allucinazioni visive ed uditive. Il superdosaggio e l’associazione ad altre sostanze tossiche possono provocare turbe mentali irreversibili.

Crack: è l’ultimo prodotto comparso sul mercato della droga. Si presenta in forma di grani ed è composta da cocaina e bicarbonato di sodio. Questa micidiale sostanza raggiunge subito il cervello e provoca uno stato di euforia, seguito da forti depressioni. La tossicodipendenza è quasi immediata e, spesso, porta con sé malattie infettive.

Ecstasy: venduta in pasticche colorate, è la più famosa ed usata tra le droghe sintetiche.Lanciata ad Ibiza nella seconda metà degli anni ’80, è subito divenuta la “regina ” delle discoteche, perché non fa sentire la stanchezza e fa reggere la musica ad altissimo volume. Come altri allucinogeni, non da dipendenza automatica, ma provoca comunque scompensi, quali tachicardia, deficit cognitivo ed alterata percezione del pericolo. Associata ad alcool o ad altre droghe sintetiche, è responsabile delle morti del sabato sera. Secondo gli ultimi dati, il consumo di eroina e cocaina è in diminuzione, ma la droga non sta scomparendo dalla vita dei giovani. Dopo il boom dell’ecstasy, vanno di moda i cocktail di sostanze chimiche sfornati a basso costo dai laboratori clandestini e rivenduti, in pillole, con profitti vertiginosi. Le ultime droghe arrivate sul mercato prendono il nome di: Eve, Shaboo, Smari drugs, Rave energy, Roipnol…

Oppio: si ottiene per condensazione del latice ricavato per incisione delle capsule immature del Papaver somniferum, coltivata nei Paesi balcanici, nell’Asia Minore, in Iran, in Cina e in alcune regioni dell’America Settentrionale e Centrale. L’oppio fu inizialmente utilizzato in Europa per combattere la dissenteria. Finché esso era esclusivamente fumato, non costituiva alcun pericolo, il che si presentò dal momento in cui iniziò ad essere iniettato, poichè produceva effetti parentali a quelli della morfina. Esso, però, ebbe un ruolo molto importante in medicina, in quanto, può essere utilizzato come analgesico, con effetti meno devastanti di quelli rappresentati dalla morfina.

La guerra all'oppio

L’oppio inteso come droga, può essere ricondotto al colonialismo e in particolare alla guerra dell’oppio; all’inizio dell’8oo gli Inglesi erano interessati ad acquistare dai cinesi tè, seta, tessuti di cotonina, broccato e porcellane. Ai cinesi, invece, interessava acquistare l’oppio, una droga la cui vendita era vietata dal governo cinese. Ignorando questo divieto, gli Inglesi cominciarono a vendere di contrabbando l’oppio ai cinesi. Il pretesto di cui si avvalse il governo inglese per dare inizio alla guerra dell’oppio , furono le misure attuate dal funzionario cinese Lin Tse-hsü, per impedire l’ingresso in Cina di 20.000 casse di oppio indiano, che i commercianti inglesi tentavano di introdurre di contrabbando. Dalla fine del XVIII il governo cinese aveva ripristinato un antico editto che vietava l’importazione di oppio in Cina; ciononostante era continuato il traffico fino al momento in cui  Lin Tse-hsü non tentò di porvi fine. La vera origine della guerra dell’oppio va , tuttavia, ricercata nella volontà dell’Inghilterra di ottenere l’apertura al commercio e alla penetrazione occidentale dei porti della Cina. Alla decisa iniziativa di   Lin Tse-hsü l’Inghilterra rispose allestendo una squadra navale, al comando dell’ammiraglio Eliot, che attaccò la Cina bloccando Canton nel novembre 1839 e occupandola successivamente (giugno 1840). La guerra terminò nell’agosto 1842 con la vittoria inglese e con l’accettazione del governo cinese del libero commercio di oppio e con la cessione della città di Hong Kong. Liberi di commerciare sul territorio cinese, in pochi anni gli inglesi, trasformarono la Cina in un mercato per le loro merci. Non si limitarono cioè soltanto a vendere droga, ma diffusero i loro prodotti industriali. A quelli inglesi si aggiunsero i prodotti di tutti gli altri Paesi occidentali e del Giappone. Di conseguenza l’economia cinese, com’era già avvenuto in India, entrò in crisi.

Geografia: la Cina

Storia

La civiltà cinese è una delle più antiche della Terra. Il nucleo originario è la valle del Fiume Azzurro, dove da tempo si pratica l’agricoltura utilizzando il fertile limo, e nascevano le distinzioni tra classi sociali, mantenutesi sino a tempi recenti. Circa 250 anni a.C. il re di Ch’in, unificò tutti gli Stati in cui era diviso il territorio, battezzandoli con il nome di Cina. Questa opera fu accompagnata dalla costruzione della Grande Muraglia. L’amministrazione dello Stato venne affidata a funzionari, (in genere figli di ricchi proprietari terrieri), che gli Occidentali chiamavano “mandarini”. Le invasioni furono avvenimenti frequenti nella storia cinese, ma la più importante fu quella mongola, avvenuta 700 anni fa. Durante il loro regno, giunse in Cina il veneziano Marco Polo per esplorare il Paese allora noto come Catai. Egli, meravigliato dalle bellezze che serbava la Cina, decise di descrivere il territorio (conosciuto solo dai mercanti arabi che attraverso la Via della seta portavano in Occidente le preziose stoffe) in un libro “Il Milione”. Circa 400 anni fa, i Portoghesi fondarono la prima colonia sulla costa meridionale, a Macao. Tuttavia la penetrazione occidentale divenne gravosa solo nel XIX secolo, in un periodo di carestie. Per ottenere il controllo dei suoi mercati, le potenze europee ingaggiarono duri conflitti con la Cina, costringendola a trattati molto svantaggiosi l’Inghilterra si appropriò di Hong Kong e Kowloon  (ritornate alla Cina nel 1997) e fece aprire numerosi porti al commercio con l’estero. Il tracollo decisivo si ebbe all’inizio del XX secolo, dopo la cosiddetta rivolta dei “boxer”, diretta contro gli stranieri e repressa da un corpo di spedizione internazionale.

Nel 1912 la proclamazione della repubblica pose fine al millenario impero. Seguirono decenni di lotte interne tra due opposti partiti : quello nazionalista del Kuomintang guidato da Ciang-kai-shek e quello comunista con a capo Mao Zedong. Dopo una lunga tregua negli anni della II ª guerra mondiale, per combattere il Giappone aggressore, si riaccese la guerra civile : alla fine prevalsero i comunisti, che nel 1949 proclamarono la Repubblica Popolare Cinese, mentre i nazionalisti ripararono nell’isola di Taiwan, dove fondarono uno Stato cinese indipendente (Taiwan). 

Territorio e clima

La Repubblica Popolare Cinese comprende un’area vastissima che si estende dall’Asia centrale all’oceano Pacifico. Confina a nord con Kazakistan, Federazione Russa e Mongolia, a est con la Corea del Nord, a sud con Vietnam, Laos, Birmania, Unione Indiana, Nepal e Bhutan e ad ovest con Pakistan, Afghanistan, Tagikistan, Unione Indiana e Kazakistan. Gli 11.000 km di costa si affacciano sull’oceano Pacifico che, da nord a sud, forma tre grandi mari : il Mar Giallo, in cui si apre il Golfo del Chili, chiuso dalle due maggiori penisole cinesi, quella di Shantung e di Liaotang; il Mar Cinese Orientale; il Mar Cinese Meridionale, con il Golfo del Tonchino. Tra questi ultimi due mari, lo Stretto di Formosa separa la Cina dall’isola di Taiwan.

L’immenso territorio si divide in due regioni:

  • la Cina orientale, con pianure fertili e popolarissime;
  • la Cina occidentale, inospitale per la presenza di alte montagne, altipiani e deserti.

I rilievi sono per lo più concentrati nella zona occidentale del territorio; presso i confini con Mongolia e Federazione Russa, vi è però la catena del Grande Kinghan. Ad ovest, invece, la catena degli Altaj e il gigantesco arco formato dai monti del Tian Shan, del Pamir, del Karakorum e dell’Himalaya, costituiscono il limite settentrionale del Tibet, il più vasto altopiano cinese. Gli altri due sono il Sinkiang a nord-ovest ed il cosiddetto Altopiano del Loess a nord-est, che prende il nome dal fertile limo (loess).

Estese le regioni desertiche o semi-desertiche: la Zungaria ed il Tarim a nord-ovest; a sud del confine mongolo si trova il freddo Deserto del Gobi.

La Grande Pianura Cinese, di origine alluvionale, occupa gran parte del bacino inferiore del fiume Hoang-ho. Meno vaste sono la Manciuria, a nord ed i bassipiani lungo il corso del fiume Yang Tse-kiang nella zona centro-meridionale. I due maggiori fiumi cinesi nascono in Tibet e si gettano nel Pacifico : il Fiume Azzurro (5800 km) il quarto fiume del mondo, in buona parte navigabile; il Fiume Giallo (4850 km) l’ottavo al mondo, ha un corso accidentato. L’Amur scorre lungo la frontiera con la Federazione Russa.

I tre elementi fondamentali che determinano la varietà di clima sono: la presenza dei monsoni, la latitudine e l’altitudine. Il Sud-Est risente dell’influsso monsonico : estati molto piovose, inverni miti, una vegetazione che diventa sempre più lussureggiante verso il Tropico del Cancro. A nord e in tutta la Cina occidentale prevalgono climi freddi di tipo continentale : si passa dai sei mesi di gelo nelle zone più settentrionali, alle forti escursioni termiche nei deserti. Anche la vegetazione cambia dalla tundra polare dei rilievi, ai boschi e alle praterie, fino alle steppe aride.

Ordinamento dello Stato e popolazione

La Cina è un paese socialista: vi è un partito unico, quello comunista; le terre, confiscate ai grandi proprietari terrieri, sono diventate di proprietà collettiva; lo Stato possiede anche quasi tutte le attività economiche rilevanti (banche, industrie, trasporti, servizi sociali, commercio all’ingrosso, grandi magazzini). Dopo la morte di Mao Zedong, tuttavia, sono nuovamente state privatizzate molte attività economiche e tale processo è tuttora in atto. 

La Cina, il paese più popoloso della Terra, è suddiviso in province e regioni e ospita  circa 1250 milioni di abitanti. La popolazione è distribuita in modo uniforme sul territorio, ma si addensa nella Cina orientale. Verso occidente, invece, vastissime aree non raggiungono la densità di 1 ab./km². Ma va ricordato anche che decine di milioni di cinesi sono emigrati all’estero.

Il rapporto città-campagna ha conservato un certo equilibrio : la popolazione delle città ha raggiunto il 30% del totale ed esistono metropoli sovraffollate (Pechino, la capitale, Canton, Shanghai), ma la maggioranza vive ancora nei tradizionali villaggi agricoli trasformati dalla rivoluzione in “comuni popolari”, ossia, unità di lavoro e di consumo che si auto amministrano. Questi elementi, uniti ad una assistenza sanitaria molto curata, hanno diminuito l’insorgenza di malattie e conseguentemente di mortalità. Il problema più urgente resta quello di contenere le nascite; per limitare questa questione, i governi centrali hanno spesso attuato vari  provvedimenti, a volte anche brutali.

Etnicamente i Cinesi sono omogenei: per il 92% sono del gruppo Han, discendenti dai gialli che hanno popolato le terre della Cina fin dagli inizi della storia;8% comprende diverse minoranze, quasi tutte di razza gialla. Esiste un’unica scrittura, di tipo ideografico, ma non un’unica lingua : è considerata lingua ufficiale il dialetto di Pechino. Le religioni tradizionali hanno una diffusione limitata : il buddismo, praticato in Tibet; e il confucianesimo, nato in Cina 2500 anni fa.

Le comunicazioni

Il più efficiente mezzo di comunicazione per le grandi distanze è la rete ferroviaria (oltre 65.000 km): dalla nascita del nuovo Stato cinese le linee principali sono state raddoppiate. Questo evento, inoltre, è stato accompagnato dalla costruzione di importanti tronchi in alcune regioni periferiche. Nello stesso periodo, la rete stradale (circa 1,2 milioni di km) è aumentata di sei volte per raggiungere le più remote comuni popolari. Sono molto diffusi solo i mezzi motorizzati pubblici : le auto private, infatti, sono ancora rare e, per i percorsi brevi, è utilizzata la bicicletta.

Le vie d’acqua sono collegamenti tradizionali: vi sono sia antichi canali ancora in uso (il Canale Imperiale), sia opere recenti. I porti mercantili sono stati ampliati e si sono resi più fitti i collegamenti con l’estero. I porti principali sono situati sul Mar Giallo (a Dalian ed a Qingdao) sul Mar Cinese Orientale (a Shanghai) e sul Mar Cinese Meridionale (a Canton). Gli aeroporti più importanti si trovano a Pechino, a Shanghai, a Chengdu e a Canton.

Economia

La rivoluzione comunista trasformò le basi dell’economia e della società cinesi. Negli anni Cinquanta l’obiettivo era creare l’industria pesante; tecnici specializzati ed aiuti finanziari sovietici andarono ai ausilio alla Cina, ma non giunsero a risultati previsti. Si decise, allora, di sviluppare l’agricoltura. In anni recenti è stato avviato il programma di industrializzazione, con il fine di avvicinare la Cina agli Stati più avanzati.

  • Settore primario: nell’agricoltura è cambiata la proprietà del suolo e si sono ammodernate le tecniche di coltivazione. I contadini hanno provveduto alle opere di controllo delle acque, ad esempio costruzione di dighe, rimboschimento delle zone più soggette ad inondazioni, estensione dei sistemi d’irrigazione. È aumentato l’uso di sementi selezionate e di concimi chimici, accanto a quelli naturali. Le macchine agricole hanno iniziato ad affiancarsi al lavoro umano, ma solo in parte. Oggi l’agricoltura è di tipo intensivo e riesce a dare rese sufficienti ai bisogni della popolazione. Tra i prodotti ricordiamo : a sud, irrigato e fertile, il riso ed al nord, il grano; la Cina è il primate mondiale per la produzione di granoturco, orzo e sorgo, soia, arachidi, patate comuni e dolci, barbabietola da zucchero, ortaggi e legumi. Tra le coltura industriali, invece, cotone, canapa, iuta, tabacco e tè. Un altro primato mondiale riguarda la tradizionale bachicoltura, ovvero l’allevamento dei bachi da seta. L’allevamento si diversifica per la Cina orientale, dove prevale il pollame  e per la Cina occidentale, fonte fertilissima che offre ottimi pascoli per bovini, ovini, caprini, suini ed equini.
  • Settore secondario: questo apparato copre tutti i settori, anche se il livello complessivo delle tecnologie di fabbricazione non è molto elevato. La distribuzione sul territorio è omogenea, l’industria è abbastanza sviluppata, ma sfrutta solo in parte sia il più ricco potenziale di energia idroelettrica mondiale, sia l’ingente ricchezza mineraria : nel sottosuolo cinese ci sono le maggiori riserve mondiali di carbone, petrolio e gas naturale, svariati tipi di metalli (ferro, manganese, stagno). Le industrie più importanti sono quella siderurgica, meccanica pesante, tessile; in forte espansione l’industria chimica, farmaceutica e meccanica.

Letteratura: il vizio del fumo

Non dobbiamo intendere come droghe solamente quelle illegali, ma anche quelle sostanze alle quali lo Stato ha permesso la legalizzazione. Infatti, possono essere considerate droghe anche il fumo e l’alcool, in quanto, oltre a provocare gravi danni all’organismo, creano una dipendenza a livello psicologico. Questo brano di Italo Svevo ci fornisce un’idea.

Il protagonista è Zeno Cosini, un uomo cinquantenne che vive a Trieste. Egli è ricco e rispettato, ha una moglie che ama e che lo ama, ma è infelice perché non riesce a sentirsi a proprio agio nella vita; è abulico ma vorrebbe partecipare alla lotta per la vita, prova desideri ma non riesce a realizzarli, ammira le certezze altrui ma è incapace di porsi dubbi . Per questo e perché fuma troppo e vorrebbe smettere, si rivolge ad uno psicanalista. Il medico lo induce a scrivere la sua autobiografia e gli suggerisce di cominciare dai ricordi legati al fumo; Zeno continua poi a ripercorrere con la memoria gli aspetti importanti della sua vita.

Iniziò così la seduta con il dottore: il medico consigliò a Zeno di analizzare sé stesso, cosicché fosse in grado di scoprire tutti gli aspetti della sua personalità. Il primo ricordo legato al fumo, furono le sigarette che fumava, ora non più in commercio, le quali presentavano il marchio austriaco dell’aquila bicipite. Un giorno, inoltre, rimasto in assenza di sigarette e denaro, l’accanimento al fumo lo condusse a rubare gli spiccioli di suo padre, finché, pentito di ciò, si ripromise di non farlo più. A questa promessa, ne seguirono molte altre che non riuscì a mantenere. Zeno era consapevole che il fumo nuocesse gravemente alla sua salute, ma la dipendenza era troppo forte. Fu così che egli continuò a fumare molte sigarette che non erano le ultime.

Scienze: le mutazione cancerose

Una sostanza tossica come il fumo, può danneggiare gravemente l’organismo, tanto da causare la formazione di cellule tumorali. Per meglio comprendere il concetto di cellula tumorale, occorre partire dalle mutazioni.

La mutazione è un cambiamento ereditario nel patrimonio genetico della cellula. Essa è determinata da un cambiamento nella sequenza delle basi azotate del DNA. Se l’organismo è unicellulare tutti i suoi discendenti presenteranno un effetto più o meno rilevante dovuto al gene mutato. Se l’organismo è pluricellulare si possono avere due casi:

  1. se la mutazione si verifica in una cellula riproduttiva (mutazione germinale) essa verrà trasmessa alla discendenza;
  2. se invece si verifica in una cellula del corpo (mutazione somatica) essa sarà ereditata solo dalle cellule che discendono da essa per mitosi. Il più delle volte le cellule somatiche mutate vengono riconosciute ed eliminate dal sistema immunitario. Altre volte non vengono riconosciute e possono trasformarsi in cellule tumorali.

Le cause delle mutazione possono essere determinate da sostanze mutagene che danneggiano il DNA e producono cambiamenti nel codice genetico. Ne sono esempio alcune sostanze contenute nel fumo di sigaretta che causano il cancro del polmone. In questo caso, la sostanza mutagene ha trasformato cellule normali in cellule cancerose. Anche alcuni virus, i cosiddetti virus oncogeni, introducendosi tra i geni di un cromosoma, ne modificano l’espressione e provocano un’alterazione cancerogena della cellula.

Le cellule cancerose

Le cellule cancerose sono molto diverse dalle cellule normali dalle quali si formano. Si chiamano anche cellule neoplastiche, appunto perché presentano caratteri nuovi:

  • un cambiamento nel numero e nella struttura dei cromosomi;
  • una modificazione della forma e della membrana cellulare;
  • contrariamente alle cellule normali, hanno una vita illimitata e si riproducono senza controllo;
  • possono migrare da un tessuto all’altro dove si riproducono producendo la cosiddetta metastasi.

Le cellule che formano i tumori benigni hanno il normale numero dei cromosomi ed una crescita illimitata e l’asportazione chirurgica, se completa, risolve il problema in modo definitivo.