Tesina sul colonialismo per la scuola media

Di Redazione Studenti.

Tesina sul colonialismo per la scuola media, con focus particolare sul colonialismo africano

TESINA SUL COLONIALISMO PER LA SCUOLA MEDIA

Africa nel periodo coloniale
Africa nel periodo coloniale — Fonte: getty-images

Il colonialismo è l’espansione di una nazione su territori all’esterno dei suoi confini, spesso per usufruire delle risorse del territorio a discapito dei popoli che erano gia insediati in quel territorio.

L’inizio del colonialismo non si può definire con certezza, poiché già nelle civiltà antiche era presente questo fenomeno, ma raggiunse una certa popolarità nel sedicesimo secolo, con le esplorazioni geografiche europee, e si concluse nel ventesimo secolo con i movimenti anticoloniali.

Esistevano due tipi di colonizzazioni:

  • La colonizzazione commerciale, il primo tipo che i colonizzatori usarono e riguardava solamente le coste. I colonizzatori sceglievano le coste in modo da influire sul commercio marittimo. Questo tipo di colonizzazione per le popolazioni non era molto svantaggiante.
  • La colonizzazione moderna, che consisteva nello sfruttamento di tutte le risorse che la terra poteva offrire facendo lavorare le popolazioni di quel paese nelle miniere e talvolta i colonizzatori costruivano campi di concentramento per far lavorare di più. Questo tipo di colonizzazione era molto vantaggioso per i colonizzatori, ma riduceva le popolazioni a una estrema povertà che persiste ancora oggi in questi paesi.

Nel corso dei quattro secoli della colonizzazione vediamo molte nazioni portare avanti questa pratica, molte di esse anche più volte nel corso della storia.

COLONIALISMO SPAGNOLO

Gli spagnoli furono i primi conquistatori che nel sedicesimo secolo annientarono gli imperi Aztechi dei Maya e degli Incas e instaurarono il proprio governo  nelle terre acquisite, gli spagnoli furono forse i più malvagi nel conquistare i territori,compiendo veri e propri genocidi. Nella massima espansione della Spagna, cioè agli inizi del 1800, essa possedeva tutta la parte occidentale dell’America del sud e tutta l’ america centrale, poi  perse  tutto per via di movimenti rivoluzionari nel 1825. A quel punto alla Spagna rimasero solo le Filippine.

COLONIALISMO PORTOGHESE

Il primo obiettivo della colonizzazione portoghese fu l’India, ma i primi paesi conquistati furono i piccoli stati musulmani: Mozambico, Kilwa, Brava e Mombasa, nella costa sud-orientale dell’Africa. Con il trattato di Tordesillas, il Portogallo instaurò in oriente basi commerciali, in modo da poter dominare i commerci tra india Cina Indonesia e Giappone.

Nelle Americhe, invece, i portoghesi si concentrarono sul Brasile per non infastidire gli spagnoli. Il Brasile fu scoperto nel 1500 da Pedro Alves Cabral. All’inizio venne utilizzato come base per i traffici commerciali ed era considerato meno importante dei territori asiatici, ma gia nel 1530 i portoghesi iniziarono a sfruttare le risorse, come il legno l ‘oro e le gemme preziose.

Con l’occupazione degli spagnoli sul Portogallo inizio il declino delle colonie portoghesi finche non rimase solo il Brasile, che nel 1822 divenne indipendente. Avendo perso il Brasile il Portogallo cercò di  aprire un nuovo ciclo coloniale in Africa, ma  dopo la seconda guerra mondiale il Portogallo  perse nuovamente  tutti i suoi territori.

COLONIALISMO FRANCESE

La Francia entrò più tardi nella competizione coloniale e i primi tentativi francesi furono in Brasile nel 1555. Ma la Francia non riuscì ad affermarsi e cercò più fortuna nell’America settentrionale, nel 1608 Samuel de Champain fondò Quebec che divenne capitale della “nuova Francia”. Nel mentre la Francia stava cercando di creare un impero nelle Indie occidentali. Nel 1624 i francesi si insediarono nella Guyana Francese e in Guadalupe. L’espansione francese si impose anche in Senegal in India nell’Oceano indiano. Nel settecento iniziarono dei conflitti che rimpicciolirono l‘impero della “nuova Francia “.

Con le guerre napoleoniche la Francia riconquistò molte colonie perse in precedenza, e iniziò ad espandersi ancora di più invadendo l’Algeria, la Cocincina e la Cambogia.

Con la fondazione della terza repubblica, i francesi conquistarono tutto il Vietnam e Shanghai. I francesi arrivarono anche in africa occupando la Tunisia, la Mauritania, la Costa D’avorio, il Niger, il Ciad e il Congo.

Dopo la prima guerra mondiale, la Francia ottenne la Siria, il Libano, il Togo e il Camerun.

Durante e dopo la seconda guerra mondiale, la Francia perse molte delle sue colonie occupate dai nemici stranieri. Con i movimenti anticolonialisti, la Francia perse il Vietnam e l’Algeria. Infine nel 1959 la Francia garantì l'indipendenza di tutte le colonie.

COLONIALISMO OLANDESE

L’impero olandese era, anch’esso, molto grande e si orientava sull’Asia e sulle Americhe. Gli olandesi occuparono una parte del Sudafrica chiamata la Colonia del Capo, e una parte del Brasile chiamato “nuova Olanda”, inoltre occuparono le Antille la zona di new York, allora chiamata New Amsterdam, e cercarono di occupare le indie con le campagne delle indie occidentali e orientali.

COLONIALISMO RUSSO

Anche la Russia voleva conquistare nuovi territori verso sud e verso ovest. La prima colonia fu quella della Siberia, la conquista incominciò nel 1580 e gli abitanti della Siberia respinsero i Russi, ma nel 1598 i siberiani furono sconfitti e i russi invasero la Siberia.

I russi arrivarono anche in America attraverso la scoperta dell’Alaska da parte di Ivan Federov nel 1732, dopo circa 50 anni dalla scoperta dell’Alaska fu fondata la prima colonia, non molto redditizia, cosa che portò i russi nel 1867 a vendere l’Alaska agli statunitensi per 7 milioni di dollari. L’ ultimo tentativo per creare una colonia fu in estremo Oriente: la Russia però riuscì a conquistare solo delle isolette vicino al Giappone, e con delle mosse false scatenò la guerra russo-giapponese nel 1904. La Russia perse la guerra e dovvette cedere le isole Sakhain al Giappone.

COLONIALISMO TEDESCO

La colonizzazione tedesca inizia nel 1528 con il sacro romano impero che acquisì i territori del Venezuela, ma solo nel 1871 la Germania cerco di creare un impero coloniale. Come molte altre nazioni del tempo la Germania aveva messo gli occhi sull’Africa compiendo anche dei genocidi come quello degli Herero nell’attuale Namibia, la Germania si impadronì anche della Tanzania e del Camerun. Dopo la prima guerra mondiale, con il trattato di Versailles la Germania fu costretta a cedere tutte le sue colonie alle vincitrici della guerra.

COLONIALISMO ITALIANO

Subito dopo l’Unità il Regno d’Italia iniziò ad ambire possedimenti coloniali.

Il colonialismo italiano iniziò con l’acquisizione dei porti di Assab e Massaua sulla costa africana del mar rosso. La seconda guerra mondiale comportò la perdita di tutte le colonie italiane eccetto la Somalia Italiana.

Le colonie italiane furono in Africa l’Eritrea, la Somalia Italiana, la Libia e l’Etiopia Italiana ed in Europa il Dodecaneso e l’Albania.

A differenza delle altre potenze europee, l’Italia non stabilì mai nessun possedimento coloniale negli altri continenti oltre l’Africa e l’Europa, se si esclude la piccola colonia italiana di Tientsin in Cina.

COLONIALISMO IN AFRICA E GRAN BRETAGNA

In Africa il colonialismo è stato un fenomeno senza tregue per le popolazioni. Nella prima metà dell’nono secolo l’Africa era una torta divisa tra le varie nazioni: in quel tempo esisteva un solo stato indipendente: la Liberia.

Le colonie africane si dividevano in territori che gli europei speravano di usare come risorse di materie prime e come basi commerciali per i loro prodotti, come la Costa d'oro, lo Stato Libero del Congo, la Nigeria, e colonie in cui veniva incoraggiata l'emigrazione europea, come l'Algeria o la Colonia del Capo.

I confini erano tracciati in modo casuale e le popolazioni originariamente nemiche erano costrette a stare insieme, mentre altre, unite dalla stessa lingua e dalla stessa storia, venivano divise. Questo creò molti problemi agli Stati africani anche dopo la decolonizzazione.

Le idee a cui si ispiravano le politiche coloniali delle nazioni europee erano diverse. La Francia usava un modello che proponeva agli africani di ottenere gli stessi diritti dei francesi se acquisivano la cultura e la lingua francese. Nella realtà però le possibilità per gli africani di diventare realmente persone che gestivano l'amministrazione e gli affari pubblici erano in realtà pochissime.

La Gran Bretagna invece cercava di non influenzare le altre culture e usanze locali, lasciando al potere i capi tradizionali e lasciando il diritto di famiglia sotto il controllo delle corti indigene. Questo sistema di governo era preferito dalle   popolazioni colonizzate ma privilegiava le persone più importanti delle società indigene. Ed Anche qui la possibilità di democrazia reale erano molto scarse.

In molte colonie, come i due Congo e le colonie portoghesi, fu sfruttato il lavoro forzato, con conseguenze paurose per i popoli africani. In altri casi i lavori pubblici più faticosi venivano fatti fare a persone di altre colonie, ad esempio indiani o cinesi.

La colonizzazione europea dell'Africa creò spesso barbarie su grande scala. I tre casi più spaventosi furono probabilmente quelli del Congo, dell'Africa Sud occidentale tedesca e del Sudafrica.

Nello Stato del Congo il re Leopoldo II del Belgio per riavere i soldi dalle enormi spese usate per colonizzare la regione inventò un sistema di sfruttamento delle risorse del paese. Gli indigeni furono costretti al lavoro forzato e sottoposti ad un’amministrazione di terrore e ad un regime   armato.

Nel 1908 il Congo venne legato al Belgio e sottoposto alla sovranità del Parlamento belga. Questa data segnò la fine della schiavitù, anche se il lavoro forzato e le punizioni continuarono ad essere di moda nella colonia. Alcuni ritengono che negli anni di Leopoldo II siano morti minimo 10.000 Congolesi. La stessa cosa venne riprodotta nel vicino Congo francese ,con conseguenze drammaticamente simili.

Le crudeltà nell'Africa sud occidentale tedesca invece riguardano gli Herero, una popolazione di pastori di lingua bantù. Nel 1904 gli Herero si ribellarono alla colonizzazione e uccisero duecento coloni tedeschi. La risposta del generale tedesco condusse al primo genocidio del ventesimo secolo. Il generale tedesco ordinò un annientamento. Gli Herero furono deportati in massa nel deserto di Omaheke dove morirono di fame e di sete. Si calcola che le vittime siano state 65 000 Herero.

Ci furono anche altre ferocie compiute da nazioni europee contro altri colonie. Ad esempio durante la guerra anglo-boera, in Sudafrica, nei campi di concentramento inglesi morirono circa 30.000 coloni boeri.

Negli tempi della Seconda Guerra Mondiale ci furono grandi cambiamenti politici. Gli ideali di libertà diffusisi dopo la vittoria delle democrazie nel conflitto diedero lo sfondo ideale al malcontento dei neri verso la dominazione coloniale.

Quindi negli anni intorno al 1950 iniziò una spinta rivoluzionaria delle popolazioni africane: i popoli indigeni volevano il diritto di essere indipendenti dal colonizzatore e di decidere del proprio destino, con insurrezioni e movimenti di protesta.

Si possono fare quindi alcune affermazioni:

  • L’opposizione degli indigeni al colonialismo è guidata dal ceto medio indigeno
  • I ceti popolari africani, In molti paesi questa ribellione dei neri contro il colonialismo fu guidata da partiti politici che si ispiravano ai principi di un "socialismo africano",

Davanti a una tale opposizione, i colonizzatori dovettero cedere le colonie pacificamente o dopo lunghe lotte.

Le colonie divennero quindi stati africani indipendenti, con strutture politiche ed economiche governate da un ceto dirigente indigeno europeizzato. Era così avvenuta la decolonizzazione, cioè la fine degli imperi coloniali, poiché la madrepatria riconosceva l’indipendenza alle colonie.

Dopo che le colonie divennero indipendenti dovettero affrontare moltissimi problemi come la disuguaglianza sociale la povertà e l’analfabetismo dei contadini.

Con lo sviluppo urbano, poi, i contadini emigrati in città diventarono solo manodopera operaia mal pagata al servizio delle grandi imprese. Le masse povere africane sopravvivono tuttora in una misera condizione di povertà, fame, malattie e sovraffollamento, subendo gli effetti della mancanza di adeguate strutture sanitarie e scolastiche.

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Ciò ovviamente ostacola il pieno sviluppo dell’economia africana in ogni settore e il raggiungimento di un dignitoso standard di vita per la popolazione.

i nuovi stati africani avevano preso dal colonialismo anche i propri confini, disegnati casualmente dai diplomatici europei che avevano tracciato linee di confine tra le loro colonie. Ciò portava una mancanza di un’unità nei nuovi stati ciò esplode spesso in feroci lotte tra fazioni, tribù e regioni e numerose crisi interne.

I nuovi stati indipendenti africani sono quindi ora, legati alle grandi potenze europee per via della servitù politica ed economica.

Si può dire quindi che è presente diversa forma di dipendenza dei paesi africani dalle potenze economiche, che ha dato luogo al neocolonialismo.

Ci sono molte ipotesi degli storiografi per descrivere il fenomeno del colonialismo:

  • L’interpretazione economica: questa ipotesi fu avanzata da Hobson e poi ripresa da Lenin, forse la più veritiera per descrivere il fenomeno della colonizzazione. Questa ipotesi faceva capire che il motivo per questa colonizzazione era il desiderio di volere sempre più potenza economica.
  • La rivalità fra le grandi potenze: questa ipotesi interpretava il colonialismo come una competizione tra le nazioni che appunto praticavano questo fenomeno.
  • Fattori culturali e ideologici: questa ipotesi invece voleva far capire che la colonizzazione era come un trasferimento di cultura, per aiutare a far crescere il popolo africano.

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