Tesina sul rapporto fra uomo e natura

Di Redazione Studenti.

Tesina sul rapporto fra uomo e natura nel XIX secolo, dopo la nascita della filosofia positivista e l’avvento della seconda rivoluzione industriale

RAPPORTO TRA UOMO E NATURA

Rapporto tra uomo e natura
Rapporto tra uomo e natura — Fonte: getty-images

Il XIX secolo rappresenta un movimento di svolta politico, economico e sociale, per varie ragioni:

  • il susseguirsi delle filosofie romantica, idealista e positivista
  • l’avvento della seconda rivoluzione industriale

In questo momento l'uomo ha effettivamente rivalutato il proprio rapporto con la natura che lo circonda, modificandolo sotto molti punti di vista.

La Natura già nell’antica Grecia era osservata nel tentativo di comprenderne i perfetti meccanismi, oltre che l’armonia. Quest'ultima si può definire oltre che dal semplice punto di vista visivo o filosofico e artistico, anche dal punto di vista matematico. L’aforisma enunciato da Galileo, secondo cui il libro della natura è scritto coi caratteri della geometria, conferma che l’armonia del mondo si manifesta nella forma e nel numero.

L’anima e la poesia della filosofia naturale s’incarnano nel concetto di bellezza matematica: ciò che è aggraziato e regolare è utile e perfetto. Già nelle antiche culture la perfezione ha destato curiosità e ammirazione stimolando lo studio dei segreti celati dall’incredibile bellezza.

SEZIONE AUREA E STUDI MATEMATICI

Perr definire l’armonia della Natura è stato introdotto il concetto di sezione aurea. Geometricamente esso fu definito per la prima volta da Euclide nei suoi Elementi attraverso un segmento AB diviso da un punto C in modo che il rapporto tra il segmento maggiore e il segmento minore fosse uguale al rapporto tra l’intero segmento e il segmento maggiore. Matematicamente esso si indica con la lettera greca phi e vale 1,618033.

Questo valore si ritrova curiosamente in moltissimi elementi naturali: le spirali di alcune piante o animali, la disposizione dei petali di alcuni fiori. La visione che subito si coglie osservando questi elementi naturali è inoltre di perfetta armonia.

La sezione aurea è riscontrata in molte applicazioni matematiche, ad esempio:

  • La successione di Fibonacci, che presenta delle forti relazioni con la sezione aurea. In questa successione ogni cifra a partire dalla terza è uguale alla somma delle due precedenti e il rapporto tra un termine della successione e il precedente tende a “phi” quando i termini della successione tendono ad infinito.
  • I frattali, ovvero oggetti in cui il medesimo schema contiene repliche in miniatura di se stesso legate tra loro fa un rapporto di omotetia.

SEZIONE AUREA E GEOGRAFIA ASTRONOMICA

Il concetto di sezione aurea si ritrova anche in geografia astronomica, non soltanto per la forma di alcune galassie che riprendono la spirale logaritmica basata sul rapporto aureo, né solamente nella distanza tra i pianeti del sistema solare. La sezione aurea è alla base di una teoria di evoluzione dell’universo detta dell’inflazione infinita.

Se questa teoria fosse esatta, l’universo che conosciamo non sarebbe altro che uno dei tanti universi tascabili all’interno di una grande e armonica struttura frattale.

SEZIONE AUREA E ARTE

In campo artistico la sezione aurea è stata utilizzata per dare armonia alle forme, sia in architettura (come nel caso dei templi greci), sia in pittura che in scultura.

La teorizzazione del concetto di proporzione divina all’interno dell’arte si deve a Le Corbusier, che nel Modulor del 1948 cercò di creare dei modelli standard per la costruzione di locali ed arredamenti basati sul rapporto aureo. Egli basava tutti i suoi studi sulla figura umana: considerando un'altezza media di 183 cm, 226 col braccio alzato, il rapporto tra la sua statura (183) e la distanza tra l’ombelico e i suolo (113) era uguale ala sezione aurea.

IL RAPPORTO UOMO E NATURA IN FILOSOFIA

L'uomo, abbiamo detto, ha sempre tentato di rapportarsi in modo armonico con la Natura. Tuttavia, con l’avanzare della storia, questo rapporto ha cominciato ad entrare in crisi. 

Il XIX secolo vede approcciarsi due ideologie:

  • Quella romantica/idealista
  • Quella positivista.

Le due differiscono per molti aspetti e nell’ambito del rapporto tra uomo e natura assumo caratteristiche diverse. L’uomo romantico considera la Natura come la presenza dell’infinito o del divino calato nella realtà; di conseguenza la Natura diventa espressione di quello streben, tendenza incessante a superare la propria finitezza, che è caratteristica dell’uomo romantico.

La natura diventa quindi vitalismo, opposto alla concezione meccanicistica che ne aveva dato l’Illuminismo. La Natura viene vista come un tutto vivente e animato, una totalità i cui elementi esistono solo in relazione al tutto. Solo in funzione di questo essa è soggetta ad incessanti processi di trasformazione. Non solo: la fuga romantica del mondo esprime la nostalgia dell’unità dell’uomo con una natura incontaminata, che ormai non esiste più.

La filosofia positivista, al contrario, si basa sul primato della ragione e rompe in questo modo il rapporto che lega uomo e natura, inserendoli entrambi all’interno del processo di evoluzione.

In particolare Comte, attraverso la legge dei tre stadi, spiega come ogni campo del sapere sia passato dallo stato teologico a quello metafisico e a quello positivo e come il rapporto con la Natura e l’utilizzo dell’immaginazione, appartenenti allo stadio teologico, siano stati scardinati dall’avvento della ragione e della società industriale.

LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

A livello storico, il positivismo si manifesta attraverso la seconda rivoluzione industriale, un processo storico che prende avvio tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo in Inghilterra e che si estende successivamente nel resto del mondo durante il XIX e il XX secolo.

Tra le teorie positiviste sviluppate in questo periodo si ricorda il Taylorismo. Lo statunitense Frederick Taylor inserisce i principi dell’organizzazione scientifica del lavoro all’interno delle attività di fabbrica. TPer Taylor l'ottimizzazione del lavoro e dei suoi tempi è fondamentale: è necessario sottoporre il lavoro umano a un’indagine scientifica, dividendo le attività in fasi e calcolando i tempi di realizzazione di ogni fase per guadagnare sul risparmio di tempo totale.

WORDSWORTH E COLERIDGE

Nel XIX secolo, invece, il rapporto tra uomo e natura e trattato dai due autori inglesi Wordsworth e Coleridge.

  • Il primo considera l’uomo e la Natura inseparabili, poichè l’uomo è in grado di trarre dalla Natura tutti gli insegnamenti della vita. Per Wordsworth l’arrivo dell’età adulta e della ragione portano ad una difficoltà nell’uso dell’immaginazione e nello stesso rapporto con la Natura.
  • Il secondo, invece, nella Ballata dell’antico Marinaio, descrive perfettamente il momento di rottura fra uomo e Natura nel momento dell’uccisione dell’albatro portatore di buoni presagi da parte del marinaio.

RAPPORTO TRA UOMO E NATURA IN LEOPARDI

Il rapporto tra uomo e Natura è trattato nel XIX secolo da Giacomo Leopardi, che accusa il progresso di aver tolto all’uomo quel caro imaginar degli Antichi. In particolare nella canzone Ad Angelo Mai Leopardi studia il rapporto tra antichi e moderni e tra natura e ragione: i traguardi raggiunti dalla ragione in tutti i campi non fanno altro che limitare la nostra immaginazione.  

Per approfondire, ti lasciamo un video.