Terremoto in Turchia e Siria: cosa è successo e le foto dei crolli. Ripercussioni in Italia?

Terremoto in Turchia e Siria, foto e testimonianze del più grave e disastroso terremoto del secolo. L'Italia è a rischio? Ora si teme l'epidemia sismica

Turchia zona sismica

La Turchia si trova in una zona sismica da sempre attiva e nella sua storia recente ha visto molti terremoti significativi:

  • Nel 1999 un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la città di İzmit causando oltre 17.000 morti.
  • Nel 2011, un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito la città di Van causando circa 600 morti.
  • Una serie di altri terremoti di magnitudo inferiore hanno avuto luogo in diverse regioni del paese negli ultimi anni.
Un'immagine dall'alto della distruzione
Un'immagine dall'alto della distruzione — Fonte: getty-images

Nonostante il tentativo di migliorare la preparazione e la resilienza ai terremoti attraverso la costruzione di edifici più resistenti, una maggiore formazione sul tema della preparazione al terremoto e all'implementazione di piani di emergenza, non si è riusciti ad evitare che il terremoto del 6 febbraio nel sudest della Turchia si sia trasformato in una strage che, al momento, conta 17.500 vittime.

  • Il terremoto, di magnitudo 7.9, potrebbe aver provocato 20.000 morti ma si tratta di dati provvisori.
  • La scossa ha avuto una potenza distruttiva 1.000 volte superiore a quella che ha raso al suolo Amatrice.
  • Secondo l’ingegnere geofisico Övgün Ahmet Ercan, afferma che il sisma aveva la potenza di 130 bombe atomiche.

Terremoto in Turchia: cos'è successo esattamente

Terremotati nella neve
Terremotati nella neve — Fonte: getty-images

La faglia si è attivata per circa 150 km spostando la placca araba di 3 metri verso Nordest-Sudovest rispetto alla placca anatolica. La scossa è stata avvertita anche in Siria, Libano e Israele. Secondo il sismologo Alessandro Amato dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), la nuova faglia ha provocato uno spostamento del suolo di 10 metri. Secondo Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv, "è come se la Turchia si fosse mossa relativamente alla placca araba verso Sudovest”.

La mappa delle scosse

Il sisma di magnitudo 7.9 è stato localizzato alle ore 02:17 italiane del 6 febbraio 2023 nella parte sud-orientale della Turchia, al confine con la Siria, nella regione dell'Anatolia sud-orientale. Tra le città più vicine all'epicentro, a circa 30 km, c'è Gaziantep, una delle più grandi della Turchia.

Il terremoto ha avuto un ipocentro a circa 20 km di profondità ed è stato risentito in tutta l'area meridionale della Turchia e Siria.

Immagine dell'INGV che descrive in modo esaustivo la localizzazione delle scosse
Immagine dell'INGV che descrive in modo esaustivo la localizzazione delle scosse — Fonte: redazione

Il terremoto si è verificato tra le placche Anatolica, Arabica e Africana. La posizione del terremoto e la distribuzione delle repliche sono coerenti con la Faglia Est Anatolica, importante struttura che consente l’estrusione (interruzione violenta di un'adesione o di un contatto fra due superfici) verso ovest della Turchia nel Mar Egeo. Non si può escludere che sia interessata anche la faglia del Mar Morto.

Mappa delle principali strutture tettoniche attorno alla Placca Anatolica
Mappa delle principali strutture tettoniche attorno alla Placca Anatolica — Fonte: redazione

Il terremoto in Turchia ed i rischi per l'Italia. Il timore dell'epidemia sismica

Un terremoto di queste dimensioni rischia di poter avere ripercussioni anche in Italia? Possono arrivare scosse anche nel nostro Pese? Secondo Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv, il sisma si è sviluppato in un'area distante dalla faglia italiana. E anche se il "comportamento epidemico" dei terremoti è noto, si tratta di una zona davvero molto lontana. Resta il fatto che, a 3 giorni dal sisma in Turchia, si sono avvertite scosse anche in Italia: nella notte tra l'8 e il 9 febbraio, infatti, a Siena si sono registrate circa 40 scosse di bassa intensità.  

Ciononostante, è necessario tenere alta l'attenzione perchè l'Italia è e resta un paese a rischio, in cui "la vitalità geologica" è sempre presente.  

Cos'è l'epidemia sismica?

Per epidemia sismica si intende una situazione in cui si susseguono una serie di terremoti di intensità relativamente bassa che si verificano in una determinata area geografica e in un breve periodo di tempo. Questo tipo di eventi sismici può essere causato da molteplici fattori, tra cui l'attività vulcanica, la deformazione delle rocce sottostanti a causa di pressioni o sollecitazioni, o la risposta delle strutture geologiche a un grande terremoto che si è verificato in precedenza.

In alcuni casi, l'epidemia sismica può essere un segnale di una futura attività sismica più forte, ma non sempre è così.

È importante che la comunità scientifica continui a monitorare questi eventi sismici per comprendere meglio la dinamica delle strutture geologiche e prevedere eventuali terremoti più forti in futuro.

Terremoto: come aiutare Turchia e Siria

Una strada distrutta dal sisma
Una strada distrutta dal sisma — Fonte: ufficio-stampa

Dopo il disastro provocato dal sisma, sono innumerevoli le famiglie imaste senza casa che hanno un disperato bisogno di riparo, assistenza medica, cibo, denaro e fonti di calore. Peggiora la situazione delle donne e delle ragazze, in particolare per quelle che erano già fuggite dalle loro case in Siria e che facevano affidamento sull'assistenza umanitaria. Nelle aree colpite del sud-est della Turchia abitano complessivamente circa 12 milioni di persone, tra cui due milioni di rifugiati siriani che vivono per lo più in tende e strutture di fortuna nei campi su entrambi i lati del confine. Nelle aree colpite della Siria nord-occidentale si stima vivano circa 4,6 milioni di persone, già in condizioni di insicurezza alimentare e che avranno bisogno di ulteriore assistenza alimentare.

Entrambi i paesi stanno affrontando una pesante situazione economica. In Siria, dal 2020 al 2022, i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 532% portando oltre 12 milioni di siriani a sperimentare l’insicurezza alimentare. Nel gennaio 2023, l'inflazione in Turchia ha raggiunto il 57,68% e il costo degli affitti è aumentato, incidendo sul potere d'acquisto delle persone. È quindi molto probabile che questa emergenza incida in modo significativo sulle economie già indebolite di entrambi i Paesi.

La risposta delle ONG: come aiutare i terremotati

In questa fase la priorità dell’intervento di ActionAid è fornire un sostegno d'emergenza in termini di riparo, vestiti caldi e cibo a tutti coloro che hanno perso le loro case e sono per strada. In Turchia, ActionAid è impegnata con un team di intervento per sostenere la risposta di emergenza nazionale in tutta la regione, in stretto coordinamento con il governo e le principali parti interessate. In Siria ActionAid è attiva nel governatorato di Idleb attraverso un’organizzazione partner basata nel Sud della Turchia e sta operando in particolare nella zone di Harem e Armnaz.

Per donare a sostegno dei terremotati vai qui.

L'organizzazione umanitaria Azione contro la Fame ha già mobilitato le sue squadre di emergenza per valutare e rispondere ai bisogni iniziali delle vittime del terremoto in Siria e Turchia. Da una prima valutazione nelle aree colpite è emersa come prioritaria la necessità di fornire kit per dormire (materassi e coperte), stufe, carburante e kit per l'igiene. Individuati come prioritari il ripristino dei sistemi igienico-sanitari, il sostegno psicologico alle vittime e la fornitura di denaro alle famiglie colpite. Il team di emergenza sta lavorando direttamente con le organizzazioni e le autorità locali che stanno coordinando la risposta in entrambi i Paesi. Per donare ad Azione contro la Fame per aiutare i terremotati vai QUI.

Terremoto in Turchia: l'infografica

L'epicentro del sisma in Turchia
L'epicentro del sisma in Turchia — Fonte: getty-images