Prima prova maturità 2014: svolgimento traccia Renzo Piano

Di Chiara Casalin.

Lo svolgimento del tema su Renzo Piano, traccia valida come prima prova della maturità 2014 svolta dai tutor di Studenti.it

ORALE MATURITA'

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TRACCE MATURITA’ 2014 – E’ iniziata la maturità 2014 con la prova di italiano. La traccia del tema di attualità che il MIUR ha scelto per i maturandi 2014 è su Renzo Piano e sull’Italia, "Paese straordianario e bellissimo, ma anche fragile". Ecco la traccia svolta su Renzo Piano per la maturità 2014, scritta dai tutor di Studenti.it:

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Basta guardarsi intorno per capire che il malessere sociale è costantemente presente. Si cerca di nasconderlo, di rifiutarlo ma eccolo lì, alle nostre spalle, di fronte a noi. Si ci potrebbe trovare davanti un palazzo abbandonato e mai riutilizzato, una strada dissestata e mai ricomposta. Sono questi i primi sintomi di un abnorme dislivello economico e di una coesione sociale praticamente inesistente.
Bisognerebbe investire sul degrado e mutare questo in armonico vivere comunitario. Si prenda come esempio Roma e la sua periferia per comprendere l'alto livello di disagio urbano tipicamente italiano: è lasciata a se stessa, la cura che si ha di essa è pari a zero. Chi vive non nel centro storico ha a che fare quotidianamente con problemi pratici (quali il trasporto) ed è circondato da mostri vecchi e inutilizzati, o da mostri nuovi ma clamorosamente discordanti con il paesaggio urbano circondante.
Lo stesso termine (dal greco, portare intorno) definisce quella che potrebbe essere la funzione di un sobborgo: ampliare in modo sano le bellezze del centro permettendo a un numero di persone più grande di godere dei vantaggi e delle peculiarità di ogni città. Invece no, chi vive nell'hinterland è povero, devastato dalla vita e vive probabilmente con dieci persone in una casa; non ha spazi migliori, e se ne ha, essi sono colmi di fetore e spazzatura.
Non si capisce che il centro di una città è uno spazio troppo limitato per poter contenere le meraviglie di uno spazio urbano. Perché non si investe nelle periferie?

Renzo Piano, architetto e senatore a vita italiano sarebbe, i cui meriti del suo primo mestiere sono riconosciuti a livello internazionale, insieme al team G124, concentrerà la sua attività sul recupero e sulla trasformazione delle periferie italiane. Lo scopo è rendere queste socialmente vivibile: perché nei quartieri dormitorio bisogna avvertire e interiorizzare il disagio di esistere? Attraverso un semplice sforzo che consisterebbe nel promuovere attività e costruzioni che permettano vivibilità e sostenibilità, come dice Renzo Piano nel testo Rammendo delle periferie, “c'è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee”. Renzo Piano potrebbe suggerirle ma sta ai giovani e alla politica attuarle. Non si tratta di genialità o dell'ideazione dell'impossibile ma semplicemente del naturale processo di sviluppo della città.
Lo spazio geografico ci definisce e ci forma: perché si continua a ignorarlo? Perché siamo in “un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile”, scrive ancora l'architetto italiano.
Il concetto di periferia potrebbe mutare, potrebbe togliersi di dosso il pregiudizio del degrado e invece no, si continua a costruire e a investire sul brutto e sul degrado, perché è periferia e in qualità di ciò, questo è legittimo.
Svegliarsi e realizzare il sogno di distese di bellezza architettonica sembra impossibile, irrealizzabile o per lo meno non un problema prioritario o se trattato, trattato in modo sbagliato. Non si comprende che facendo così saremo sommersi dalla povertà e neanche il supporto di uno spazio urbano concordante al nostro essere umani potrà darci supporto.
Si spera che l'opera di Renza Piano si diffonda tra le nuove teste architettoniche e si spera che gli italiani non avvalino la possibilità di vivere in condizioni migliori.