Tema svolto sui disturbi del comportamento alimentare

Di Redazione Studenti.

Disturbi del comportamento alimentare o DCA: cosa sono? Tema svolto sulle cause e le conseguenze psicologiche di anoressia e bulimia

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE O DCA

Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare o DCA?
Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare o DCA? — Fonte: getty-images

Traccia per un tema argomentativo sui disturbi del comportamento alimentare:

Gli usi scorretti dell’alimentazione si riscontrano ad ogni età, ma sono più frequenti fra i giovani e le giovani. Come mai secondo te? Argomenta.  

Anoressia e bulimia sono da sempre in crescita fra gli adolescenti: sembrano in apparenza due fenomeni opposti, ma in realtà sono collegati molto più di quanto si immagini. Prima di trarre conclusioni, quindi, è opportuno analizzarli meglio.

COS'È L'ANORESSIA

L’anoressia è tecnicamente il rifiuto di mangiare da parte di una persona. La prima conseguenza evidente è la perdita di peso al di sotto dell'85% di quanto previsto per il proprio corpo.

Quando un anoressico sceglie di dimagrire, inizia a mostrare una paura irrazionale di recuperare il peso perduto, anche quando arrivano ad evidenti livelli di denutrizione.

Questo fenomeno interessa in maggior parte - anche se non in maniera esclusiva - le ragazze, che spesso soffrono, per conseguenza, di amenorrea, cioè assenza di ciclo mestruale per periodi di almeno tre mesi.

L'anoressia diventa nervosa e cronica quando i pasti vengono completamente aboliti. Ma le difese che l'organismo mette in atto portano il corpo a richiedere una gran quantità di cibo attraverso un senso di fame insopportabile. Può capitare quindi che le persone anoressiche cedano a questo stimolo, mangiando ma poi inducendosi il vomito o la diarrea tramite lassativi, o svolgendo un'eccessiva attività fisica per compensare le calorie introdotte attraverso il cibo.

COS'È LA BULIMIA

Talvolta l’anoressico si arrende al senso di fame e mette in atto quelle che in gergo vengono definite abbuffate. Tecnicamente queste si identificano come episodi durante i quali una persona mangia grandi quantità di cibo in poco tempo, indipendentemente dalla percezione dei fame e con un senso di perdita di controllo.

Quando le abbuffate si manifestano con cadenza almeno settimanale, si inizia a parlare di bulimia.

La bulimia è la condizione di chi consuma cibo in quantità decisamente superiori alla norma. Il bulimico, di fronte a questa perdita di controllo, mette in atto i cosiddetti atteggiamenti compensatori: si induce il vomito, utilizza lassativi,fa sport oltre misura.

DIFFERENZE FRA ANORESSIA E BULIMIA

Rispetto a un anoressico, il bulimico è più nervoso ed istintivo. Mostra meno forza di volontà e controllo, e si trova in una condizione di perenne infelicità per la sua condizione, dal momento che anela alla magrezza tanto quanto l'anoressico.

DISTURBI ALIMENTARI: CAUSE

La Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare in uno studio ha mostrato che durante la pandemia l'incremento dei casi di disturbi del comportamento alimentare registrati tra i giovanissimi è stato del 30%. Un numero spaventoso, che ha portato alla costituzione di uno sportello d'ascolto aperto dal lunedì al venerdì per supportare i ragazzi in questa difficoltà.  

Ma come si arriva a manifestare un disturbo alimentare? Quali sono le cause? È davvero un caso che durante la pandemia la percentuale di casi sia cresciuta così tanto?

Una delle cause che maggiormente vengono presentate proviene dal modello ideale di magrezza e felicità che i media propongono ogni giorno ai ragazzi: modelli per lo più ideali che non rispondono a canoni reali, ma che loro tentano di imitare. La conseguenza più immediata nel riscontrare la difformità fra se stessi e quei modelli non realistici è una perdita di autostima e fiducia in se stessi.

La seconda motivazione risiede nella disponibilità, in termini di reperibilità e costi, di tonnellate di cibo spazzatura, da quello venduto nei fast food alle bibite gassate, fino alle merendine onnipresenti nei supermercati. Questi modelli di cibo inducono al consumo esagerato, non consapevole e veloce.

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È probabile che alla radice vi sia comunque una mancanza di affetto e di considerazione da parte delle famiglie dei ragazzi, che questi ultimi vivono in prima persona, riflettono in chi sta loro attorno e trasformano in autolesionismo perché non hanno gli strumenti per agire in altro modo.

Non è un caso che gran parte delle ragazze anoressiche siano molto brave a scuola e perfette in tanti aspetti della loro vita, al punto da ricercare la perfezione anche nel loro corpo.

Basterebbe forse anche solo un po’ più di amore per se stessi, una maggior valorizzazione delle caratteristiche di ognuno per rendere ininfluenti i messaggi esterni.

Personalmente, trovo giusto che un adolescente curi il suo aspetto e gestisca la sua alimentazione, ma è necessario che lo faccia in modo autonomo e controllato, senza che la gestione della sua alimentazione venga dettata dalle mode o dalle suggestioni collettive.

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