Tema svolto sul bisogno di conoscenza da parte dell'uomo

Di Redazione Studenti.

Tema sull'uomo e il suo bisogno di conoscenza. L'idea dell'uomo come un Ulisse che ha sete di sapere, con un'analisi attraverso la letteratura.

IL BISOGNO DI CONOSCENZA DELL'UOMO

Ulisse è uno dei personaggi letterari che meglio esprimono il bisogno di conoscenza da parte dell'uomo
Ulisse è uno dei personaggi letterari che meglio esprimono il bisogno di conoscenza da parte dell'uomo — Fonte: getty-images

Ulisse, eroe omerico protagonista dell'Odissea, è un personaggio moderno affamato di conoscenza e rappresenta l'aspirazione all'assoluto.

Ulisse può essere ritenuto exemplum dell’uomo dell’umanesimo, insofferente ai dogmi e ai limiti imposti dal divino, portatore di desiderio di sconfinare in nuove verità e raggiungere qualcosa di ignoto, certo che questo lo appagherà.

Ulisse si contrappone al modello dell'uomo medioevale, chiuso nelle sue certezze sul mondo e sulla divinità.

Lo stesso Dante, modello di uomo medioevale per eccellenza, mosso da un forte spirito religioso, interpreta la volontà di spingersi oltre i confini delle proprie possibilità, come un atteggiamento di follia, sfida ed arroganza. Nonostante ne riconosca le molte virtù, non esita perciò ad inserire Ulisse nella sua Divina Commedia, dove l'uomo viene punito nella bolgia dei consiglieri fraudolenti.

Nel canto XXVI dell'Inferno Ulisse si distingue nettamente dalle anime precedentemente incontrate nel cammino di Dante: a differenza di altri, non è esplicitamente consapevole del peccato commesso. L’evento tragico che lo caratterizza è il suo naufragio, episodio che il personaggio ritiene accidentale, ma che rappresenta invece il compiersi del volere divino di negare ad un uomo la conoscenza che non ha il diritto di avvicinare del tutto.

L’episodio del naufragio ha quindi in Dante la funzione di monito verso tutti coloro che utilizzano l’ingegno per compiere grandi imprese senza essere appoggiati dalla fede. Lo stesso Dante ammette però che è proprio il desiderio di conoscere che caratterizza gli uomini: vivere privi di questo, porta l'uomo sullo stesso pano degli animali.

Anche lo stesso Dante compie un viaggio oltre i propri limiti: la differenza è che lui non è caduto nell’errore di seguire il suo desiderio senza affidarsi a una guida divina.

L'UOMO E LA SETE DI CONOSCENZA

Il fervore di esplorare nuovi orizzonti ha portato Cristoforo Colombo a varcare le Colonne d’Ercole per raggiungere le Indie passando per Occidente, diventando così responsabile della casuale scoperta dell’America.

Lo stesso desiderio di conoscenza ha condotto Galileo Galilei ad effettuare importantissime rilevazioni per capire quali meccanismi regolino le strutture cosmiche.

Domande esistenziali sul senso dell'uomo, della vita, della sua nascita e del suo scopo hanno un’origine antichissima, al punto che nei secoli la filosofia ha cercato di interrogarsi per darsi una risposta.

Le conoscenze fondamentali scaturiscono dalla meraviglia suscitata nell’uomo dalla contemplazione del creato: è ciò che accade nei bambini che, entusiasmati da ciò che li circonda, manifestano la loro curiosità e il desiderio di conoscere con innumerevoli “Perché?”.

Il desiderio di conoscere, insomma, è un bagaglio che ci portiamo dietro fin dalla nascita, e che inizia a manifestarsi appena impariamo a pronunciare le prime parole.

Aristotele riteneva che il fine ultimo dell’uomo fosse la conoscenza disinteressata della verità: l'uomo è per natura proteso verso la conoscenza, e desidera sapere il senso ultimo della sua esistenza.

UOMO E CONOSCENZA: IL RAPPORTO NEL TEMPO

Dall'Umanesimo inizia a manifestarsi un altro problema: conciliare il cammino di ricerca con le verità della chiesa. Basti pensare al processo a Galileo e alla sua necessaria abiura.

Oggi in cui la ricerca scientifica ha raggiunto livelli talmente alti che la nostra società è invasa da dibattiti di natura etica e morale, su argomenti delicati quali la clonazione o l'inseminazione artificiale, ad esempio.

Dal passato sino ad oggi ci si interroga, ad esempio, sul come sia possibile pensare che la terra sia uno dei tanti pianeti del cielo, poi se sia giusto considerare l’uomo non una creatura divina ma un semplice animale che si è evoluto per sopravvivere in un ambiente ostile.

Secondo me l’interrogativo principale è quello di chiedersi se i vantaggi apportati da una data scoperta superano gli incovenienti delal scoperta stessa: la conoscenza e la verità dovrebbero avere come scopo, in fondo, il migliorare e non il peggiorare le condizioni di vita.

La sete di conoscenza oggi porta l'uomo a leggere notizie, viaggiare, sperimentare, praticare sport estremi per provare nuove emozioni. Questa è la stessa ragione per cui, banalmente, leggiamo libri, guardiamo spettacoli, cerchiamo di fare nuovi incontri.

Il bisogno di conoscenza è parte integrante delle nostre esigenze quotidiane: senza di esso l’uomo ricadrebbe nella ripetitività e diventerebbe incapace di un’esistenza piena.

CANTO XXVI INFERNO: ASCOLTA LA LEZIONE

Chi è Ulisse per Dante? Come ci viene presentato l'eroe omerico nel XXVI canto dell'Inferno?

Ascolta l'audiolezione sul canto della Divina Commedia pubblicata all'interno del nostro podcast:

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