Tema sulle migrazioni di ieri e di oggi

Di Redazione Studenti.

Le migrazioni di ieri e oggi: tema argomentativo su come è cambiata l'immigrazione nel corso del tempo e con il nuovo millennio

TEMA SULLE MIGRAZIONI

Migrazioni ieri e oggi
Migrazioni ieri e oggi — Fonte: istock

Anche se ormai siamo nel terzo millennio già da un ventennio, la maggior parte della popolazione mondiale si trova ancora a lottare contro la fame, cerca disperatamente un lavoro o viene perseguitata per motivi politici. Sembra incredibile che in un periodo che dovrebbe essere caratterizzato da un avanzato progresso tecnologico si verifichino ancora situazioni simili, eppure è così. E da sempre, la soluzione più efficace per l’uomo, è la stessa: immigrare in un paese più ricco o sviluppato, o che comunque presenti un maggior numero di possibilità di lavoro, vita o semplici condizioni di libertà.

I flussi migratori dall’Africa del nord o dal Vicino Oriente, punti di transito per paesi ben più lontani, sono una realtà da anni. Quotidianamente le notizie di sbarchi di migranti per lo più irregolari sono sui giornali, e nonostante ciò non si è ancora riusciti a trovare una soluzione per arginare i problemi alla base della partenza dei migranti verso l’Europa (e non solo): la povertà, le guerre, le persecuzioni, le dittature.

MIGRAZIONI OGGI

Al contrario, il risultato più evidente è una diffusa paura dello straniero. Le immigrazioni spaventano la popolazione del paese ospitante, al punto che il fenomeno è conosciuto con il nome di xenofobia. Il rifiuto dei migranti è diffuso ovunque: quasi sempre si assume un comportamento del tutto razzista. E proprio il razzismo nasce molto spesso dall’ignoranza, nel senso più puro del termine: la gente solitamente non conosce il motivo per cui chi emigra va alla ricerca di una speranza in un paese nuovo fuggendo da paesi devastati da guerre, conflitti etnici e calamità naturali.

A tal proposito bisogna anche riflettere sul fatto che non è possibile dimenticare l’esito delle imponenti migrazioni di massa del passato, fatte stavolta dai conquistatori europei: in America ed in Australia furono sterminati o fatti prigionieri tutti gli indigeni del luogo, vittime di un vero e proprio genocidio. Adesso, dunque, la situazione si è capovolta: il migrante si vede spesso vittima di violenze razziste ed abusi, anche quando gli sia stato riconosciuto lo status di rifugiato politico.

Non è raro che tra gli immigrati emergano rilevanti figure in ambito politico, nello sport e nelle arti, e che i lavoratori migranti diano un contributo economico e culturale al paese ospitante: nella sola Germania, per fare un esempio, l’immigrazione ha contribuito ad un aumento del prodotto interno lordo per abitante. Nonostante ciò, però, nella maggior parte dei casi vengono operate evidenti restrizioni: i poveri sono immediatamente ricacciati nei loro paesi di origine, mentre quando a emigrare sono uomini d’affari stranieri viene riservata loro una “calda accoglienza”: come a dire che l’immigrazione, più che un fatto di necessità, sia una questione di potere.

Ma l’immigrazione non ha soltanto riguardato il Nord Africa o l’Europa orientale; infatti, crediamo di parlare di “loro” e parliamo di noi. L’immigrazione è come uno specchio: più lo guardiamo, più ci rimanda l’immagine della nostra società e della nostra vita. Paesi come l’Italia sono ancora vittime di una cosiddetta immigrazione interna: molti giovani italiani ancora oggi emigrano dal Sud Italia verso il Nord alla ricerca di un lavoro.

GRANDI MIGRAZIONI STORICHE

È da aggiungere poi che gli spostamenti di popoli da una terra ad un’altra hanno caratterizzato la storia umana per migliaia di anni: è stato un fenomeno sempre presente che ha interessato a volte singole famiglie, a volte intere popolazioni. Fin dalla preistoria l’uomo si è spostato da un territorio all’altro in cerca di cibo: si pensi, inoltre, alle migrazioni degli ebrei dall’Egitto verso la Terra promessa o a quelle che sono state le imponenti invasioni barbariche che hanno interessato l’Europa del V secolo e che, pian piano, hanno provocato il crollo dell’impero romano d’Occidente. Tra la fine del XIX secolo e la fine del XX anche milioni di italiani hanno lasciato l’Italia per andare a vivere all’estero: le mete principali sono state l’America Latina e gli Stati Uniti.

Oggi l’Italia sembra preoccupata per gli sbarchi di migranti che arrivano nella nostra penisola per cercare lavoro. Gli italiani sono sempre più convinti che la situazione in corso sia un’emergenza: questo perché l’immigrato viene spesso considerato come un delinquente. Purtroppo, però, questa situazione è destinata a continuare fin quando l’uomo non riuscirà ad accettare la sua vera condizione di cittadino del mondo in una moderna visione cosmopolita che sembra sempre più caratterizzare il nostro tempo.