Tema sulle donne nella letteratura medievale

Di Redazione Studenti.

Tema sulle donne nella letteratura medievale: traccia svolta con riferimenti al dolce stilnovo, a Dante e Petrarca

TEMA SULLE DONNE NELLA LETTERATURA MEDIEVALE

Tema sulle donne nella letteratura medievale
Tema sulle donne nella letteratura medievale — Fonte: getty-images

Devi affrontare un tema sulla figura della donna nella letteratura medievale? Di seguito trovi un esempio svolto con riferimenti letterari e storici.

Nella letteratura medievale, la figura della donna è spesso rappresentata in modo stereotipato e sessista. Le donne sono spesso descritte come angeli o demoni, rappresentanti della purezza o della tentazione. Nella letteratura cortese, le donne sono spesso idealizzate e viste come oggetti di desiderio. Inoltre, molte opere letterarie medievali erano scritti da uomini e riflettevano la prospettiva maschile dell'epoca, rendendo la rappresentazione delle donne spesso poco realistica e poco sfaccettata.

La concezione della donna nella storia è cambiata nel tempo. Se ci si sposta indietro di alcuni secoli, si può notare che la figura femminile era vista in modo diverso rispetto a come viene percepita oggi. In particolare, durante il periodo stilnovistico, la donna veniva idealizzata come un angelo, e per un uomo medievale, amare e essere amato da una donna era considerato come una benedizione divina. Nella letteratura stilnovistica, la donna non veniva descritta in termini fisici, ma solo per la sua bellezza interiore e il suo sguardo magnetico, che non lasciava l'uomo con certezze ma solo con fantasie mai volgari. Ad esempio, nella canzone "Al cor gentil rempaira sempre amore" di Guido Guinizzelli, la frase "tenne d'angel sembianza" non significa solo che la donna era bella come un angelo, ma soprattutto che essa aveva un effetto positivo e virtuoso sul cuore del poeta. Come le intelligenze angeliche garantiscono l'ordine cosmologico, le donne-angeli garantiscono l'ordine morale.

Un altro esempio della rappresentazione della donna come angelo nella letteratura medievale si può trovare in Dante, in particolare nella poesia "Tanto gentile e tanto onesta pare" tratta dalla Vita Nuova, in cui Dante esprime il suo amore per Beatrice e descrive le sue virtù e gli effetti meravigliosi su chiunque entrasse in contatto con lei, come si può notare nella prima quartina in cui scrive "e li occhi no l'ardiscon di guardare" e nella seconda quartina con "e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare Inoltre, in Petrarca, oltre alla descrizione spirituale della donna, si può trovare anche la rappresentazione della disperazione interiore causata dall'amore per una donna, come ad esempio nel sonetto Solo et pensoso i piu' deserti campi che esplora le cause dell'amore per una donna.

I due sonetti in antitesi: nel primo, egli celebra l'amore e la sofferenza provata per la sua amata; nel secondo, invece, si autoaccusa. Un altro sonetto notevole del Petrarca è "Erano i capei d'oro a laura sparsi", in cui descrive la bellezza dei capelli dorati della sua amata e paragona la luce dei suoi occhi a quella di un "spirito celeste" e "vivo sole". Questo sonetto può essere paragonato al sonetto di Dante "Tanto gentile e tanto onesta pare".

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