Tema sulla superficialità

Di Redazione Studenti.

Cos'è la superficialità? Secondo Oscar Wilde si tratta proprio del "vizio supremo". Breve tema svolto su questa componente dell'indolenza.

Cos'è la superficialità?

La superficialità è l’approssimazione nel fare e nell’essere ed è una componente dell’indolenza, il vizio capitale che indica l’avversione all’operare mista a noia e indifferenza.

L’atteggiamento superficiale in alcuni casi è condannato dal codice penale, che considera quali norme precauzionali di natura sociale la negligenza, l’imprudenza e l’imperizia, ad esempio:

  • la negligenza si ha quando la regola precauzionale impone di tenere un comportamento positivo, come chiudere il rubinetto del gas;
  • l’imprudenza consiste nella trasgressione di una regola precisa, come non mettersi alla guida in stato di ubriachezza;
  • l’imperizia, invece, è riferita alle attività che richiedono particolari conoscenze tecniche, come l’attività medica.

Semplicità e semplicismo

Inoltre, è necessario distinguere la semplicità dal semplicismo. Essere semplici significa agire con semplicità e naturalezza. Essere semplicista, invece, significa non approfondire.
L’atteggiamento superficiale nasce da una scarsa autostima perché chi non dà adeguata importanza alle proprie azioni, le compie in modo superficiale, sciatto.

La superficialità ha ripercussioni significative nella società moderna: una percentuale sempre maggiore di persone che si dedica a funzioni intellettuali e burocratiche, che non svolgono con diligenza il proprio lavoro, danneggiano i processi cui sono chiamati a contribuire, come il dente di un ingranaggio rotto che danneggia tutto il meccanismo.

Oscar Wilde definisce la superficialità come il vizio peggiore, un’abitudine dannosa che non nuoce solo alla persona superficiale ma anche a coloro che la circondano; apparentemente potrebbe sembrare che porti benefici ma non è così: nel lavoro essere superficiale può alleggerire lo stress e la fatica ma le lacune così create dovranno essere colmate da qualcun altro.

La superficialità della società di oggi

A prima vista, la società contemporanea sembra permeata da atteggiamenti superficiali.

Il centro propulsore della stragrande maggioranza delle persone sono oramai i soldi, il lusso e il potere. I valori importanti, quelli che danno importanza all’esistenza stanno capitolando.

Il pensiero di Oscar Wilde sulla superficialità può essere condivisibile mentre lo è molto meno la disgiunzione esclusiva di valore fra gli interessi materiali e quelli spirituali: parlare di motori non è argomento peggiore della seconda guerra mondiale, della metempsicosi o della critica letteraria novecentesca. Dipende sempre da come se ne parla e con quale spirito critico si affronta la discussione. Fare shopping, elaborando e analizzando il proprio senso estetico, non è meno importante che girare tra gli scaffali di una libreria. Arrivare a conclusioni scontate è anch’esso un atteggiamento superficiale: risulta semplice criticare e giudicare senza un’adeguata analisi dei fatti. E’ invece importante l’atteggiamento di colui che, per scelta ragionata, si pone come anticonformista pagando sulla propria pelle la coerenza delle proprie idee.

Una soluzione alla superficialità è la profondità del sentire e il responsabilizzarsi sulla realtà che ci circonda: è necessario rispondere alle persone in prima persona, risvegliando strati della nostra sensibilità non ancora attivati, dedicandogli tempo ed energie. I nostri occhi, a poco a poco, saranno allenati a leggere la realtà in profondità, senza paura.

Temi: scalette, sviluppo, materiali e riflessione