Tema sulla guerra tra Russia e Ucraina: riflessioni, spunti e materiale

Tema sulla guerra tra Russia e Ucraina: riflessioni, spunti e materiale A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Riflessioni, spunti e materiale per sviluppare un tema sulla guerra tra Russia e Ucraina: cause della guerra, gli sviluppi e le conseguenze, i punti che devi toccare e la conclusione finale. Scopri come fare.

1Introduzione

Veicoli militari a Kramatorsk, in Ucraina
Veicoli militari a Kramatorsk, in Ucraina — Fonte: getty-images

Qualche tempo fa girava uno spot televisivo della De Agostini che puntualizzava la divisione tra Russia e Ucraina, fino a quel momento unite ma, dopo lo scioglimento dell’U.R.S.S., separate.

L’Ucraina aveva trovato la sua indipendenza il 24 agosto del 1991, staccandosi dalla madre Russia. Questi due stati hanno così inaugurato una lunga ostilità già negli anni immediatamente seguenti perché lo sgretolamento dell’Unione Sovietica aveva fatto sì che gli stati satellite guardassero via via più a Occidente, ai modelli capitalisti.

Inoltre l’Ucraina aveva sempre avuto una rilevanza fondamentale per l’economia e le risorse della Russia. Ora le cose stanno più o meno o così:

  • perdo dei territori che col tempo hanno maturato una loro autonomia;
  • perdo le risorse;
  • vedo che queste risorse stanno confluendo in modo più conveniente a Occidente (dove sono i miei competitor mondiali);
  • faccio una guerra per rientrare in controllo di ciò che ritengo legittimamente mio.

Questa è la visione di Putin, in soldoni.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy a Kiev
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy a Kiev — Fonte: getty-images

Zelensky invece è a capo di uno stato giovane e voglioso di imporsi nello scenario mondiale, con tante risorse da poter vendere ai migliori offerenti, ma è anche a capo di una nazione dove la destra – con tutto ciò che ne consegue – ha creato uno stato militarizzato, una sorta di regime non diverso da tanti altri, e vuole resistere a oltranza, sperando che proprio l’Occidente intervenga in aiuto.

Non stanno combattendo tutti gli eserciti del mondo, ma stanno di sicuro combattendo tra loro tutte le economie, perché oggi è in fondo soprattutto così che si fa la guerra.

2Le domande che devi porti

  1. Ritieni che possano esserci guerre giuste?
  2. Cerca di studiare fino in fondo le motivazioni di almeno tre guerre che conosci bene (prendile dal mondo antico, dal medioevo, dal mondo moderno… fai tu)
  3. Perché farsi la guerra è più semplice che collaborare per una visione condivisa?
  4. Hai mai conosciuto un profugo di guerra? Che impressione ne hai avuto?
  5. Hai mai avuto paura che la guerra arrivasse anche qui nei giorni immediatamente seguenti l’invasione dell’Ucraina?
Le regioni dell'Ucraina
Le regioni dell'Ucraina — Fonte: getty-images

Io mi fermerei qui. Prendi appunti. Devi cercare tante risposte a tante domande e quindi dovrai consultare molto materiale, scandagliare articoli su articoli.

Osserva bene la cartina geografica, guarda bene gli affacci sul mare, le linee di confine, le montagne, gli stati vicini. Comincia a mettere delle crocette sui punti in cui si sta combattendo: dov’è il Donbass che tanto hai sentito nominare?

E ancora Kupiansk, Balakliya, e soprattutto Izyum.

E ancora: Odessa e il suo porto. Guarda tutto e cerca di capire anche dalla cartina quali sono gli spostamenti in atto.

Ascolta le parole di Putin, leader della Russia e quelle di Zelensky, che non è disposto a trattare.

Ti offro adesso alcuni spunti su cui riflettere sulla guerra in Ucraina e più in generale sulle guerre.

3Tema sulla guerra: capire è sempre difficile

Non sono un esperto di geopolitica, e credo neanche tu, ma davanti a questi grandi eventi non possiamo non avere un’opinione. 

Scoppia una guerra e sentiamo tutti che è qualcosa di profondamente sbagliato. D’altronde bisogna pur difendersi, giusto? Se qualcuno ci invadesse, non dovremmo difenderci? 

Detta così è facile, ma è anche vero che queste ostilità hanno sempre una rete di situazioni spesso inestricabili e l’invasione può risultare solo l’ultimo atto di una guerriglia covata sotto la cenere

Dunque proviamoci a capire, ben sapendo che non sarà facile. 

4I morti e la loro voce con cui fare i conti

I bombardamenti sulla città di Kharkiv, Ucraina, 6 settembre 2022
I bombardamenti sulla città di Kharkiv, Ucraina, 6 settembre 2022 — Fonte: getty-images

Nei giorni immediatamente seguenti il 24 febbraio del 2022 – dopo alcune ore di immane tensione, la Russia ha attaccato l’Ucraina, riprendendo ostilità mai sopite e che duravano dal 2014.

Non è la prima volta che il mondo è in guerra a partire dal 1945, anzi, ma questa volta l’effetto è stato più dirompente nel nostro immaginario: non si tratta di guerre dall’altra parte del mondo, in Medio Oriente, in Africa, etc. La guerra questa volta è molto più vicina.

Infatti credo che tutti e tutte abbiamo avuto la sincera paura che stesse per scoppiare un nuovo conflitto mondiale: il terzo. Paura infondata? Chi può dirlo: sono sempre inimmaginabili le conseguenze quando si prende la piega sbagliata.

L’effetto domino che si può creare quando due paesi occidentali si scontrano non è facile da immaginare.

La città di Mariupol dopo l'assedio, 28 agosto 2022
La città di Mariupol dopo l'assedio, 28 agosto 2022 — Fonte: getty-images

Dunque non è facile prevedere le conseguenze di quello che sta accadendo, ma vale la pena cercare di avere uno sguardo ampio e complesso sulla realtà, tentando di capire anche le contraddizioni inevitabili che simili eventi scatenano.

Restano come sempre i morti a porci queste domande: mai come questa volta i morti sono entrati in prima serata nei telegiornali, interi, coperti da un velo da cui spunta una mano con un «abbandono più forte del sonno», come direbbe Manzoni, un braccio, un gamba.

Corpi brutalizzati, dilaniati, corpi che erano persone qualunque come noi siamo persone qualunque su questa terra. E viene da chiedersi perché tutto questo.

Ti propongo di leggere questo brano di Cesare Pavese che è una meditazione su tutte le guerre e che ci fa capire bene cosa significhi tutta questa faccenda. Il passo riguarda la seconda guerra mondiale, ma è ancora di assoluta attualità.

«Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l’ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitato sul posto per caso. Si ha l’impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione». (da Cesare Pavese, La casa in collina, 1947).

5Prima ancora: il crollo dell’URSS

I confini dell'Ucraina
I confini dell'Ucraina — Fonte: getty-images

Dopo il crollo dell’URSS a seguito della Prerestrojka, l’assetto geopolitico della Russia e degli stati satellite cambia notevolmente, spostando il baricentro sempre più verso Occidente creando le premesse per continui squilibri e tensioni sociali.

Un articolo di Pancho Pardi ci dà un’idea di come sono date le cose. Non è detto che abbia ragione, ma la sua lettura è interessante perché mette in discussione la fobia dell’accerchiamento della NATO più volte tirata in causa da Vladimir Putin.

«Il crollo, esclusivamente endogeno, dell’URSS ha prodotto alcune conseguenze obbligate come mosse di scacchi. Dal punto di vista del nostro problema attuale, il fenomeno più rilevante è la diaspora dei paesi satelliti. Questi colgono l’occasione per liberarsi dalla sottomissione al Paese Guida (si chiamava così). E ovviamente guardano verso l’Europa. Che altro dovevano fare? C’era forse un’alternativa? E in ogni caso stava a loro sceglierla. L’hanno fatto. Qui si innesta la favola dell’accerchiamento Nato. È una favola che sia la causa della diaspora, è invece uno dei tanti effetti. Bisogna guardare in faccia la realtà: se anche la Nato non fosse esistita i paesi ex satelliti avrebbero guardato in ogni caso all’Europa. Perché? Si dovrebbe chiedere a loro ma non è difficile indovinare. Avrebbero dovuto restare sotto il tallone, fin da prima mal sopportato, di un impero che dal 1991 in poi nel volgere di pochi anni riusciva a mantenere in piedi i peggiori aspetti del socialismo fallito e ad acquisire con incosciente disinvoltura i peggiori caratteri di un capitalismo gangsteristico? Una Cosa che è inevitabile chiamare ormai “Impero asiatico”? Gli ex satelliti hanno voltato le spalle all’Impero asiatico e si sono rivolti all’Europa» (Pancho Pardi, L’Occidente è cattivissimo, su micromega).

Dunque l’Occidente ha funto da calamita per l’Ucraina, libera dalla Russia. Come abbiamo letto, questo avvicinamento non è stato però pacifico e ha creato forti correnti di opposizione che poi hanno generato ostilità mai sopite.

6Guerra Russia-Ucraina: un riepilogo delle ostilità

6.1Euromaidan e annessione della Crimea

La crisi russo-ucraina è uno scontro che invade la sfera politica, diplomatica e militare in atto tra Russia e Ucraina che ha il suo inizio nel febbraio del 2014.

In seguito all'Euromaidan e alla successiva rimozione del presidente ucraino Viktor Janukovyč (22 febbraio 2014), in Crimea iniziarono ad avere luogo alcune proteste filorusse. L’assetto geopolitico del Donbass si rivelava quindi molto fragile con numerose spinte separatiste.

Con l’evolvere degli eventi, gruppi di soldati russi occuparono le principali infrastrutture e i centri amministrativi della regione. A questi avvenimenti la Russia invase ufficialmente la Crimea e il 16 marzo, dopo un referendum ritenuto irregolare dai paesi occidentali, la Russia annesse la penisola di Crimea alla Federazione.

6.2Le repubbliche popolari di Doneck e Lugansk e il protocollo di Minsk

Una donna soldato ucraina a Donbass, il 15 agosto 2022.
Una donna soldato ucraina a Donbass, il 15 agosto 2022. — Fonte: getty-images

Ad aprile del 2014 di quello stesso anno scoppiarono proteste filorusse nelle maggiori città del Donbass che portarono a una vera e propria guerra tra il governo ucraino e le forze separatiste, nel frattempo costituitesi nelle repubbliche popolari di Doneck e Lugansk e dichiaratesi indipendenti l'11 maggio in seguito a un referendum.

Le ostilità tra le milizie separatiste del Donbass e l'esercito ucraino proseguirono incessantemente per tutto l’anno finché il 5 settembre 2014 tutte le parti coinvolte si incontrarono a Minsk e siglarono un protocollo per stabilire il cessate il fuoco.

Questo protocollo fu più volte violato da entrambe le parti.

6.3Una tregua inefficace

La foto mostra alcuni veicoli militari russi che si dirigono verso il confine nella regione del Donbas, nell'Ucraina orientale il 23 febbraio 2022
La foto mostra alcuni veicoli militari russi che si dirigono verso il confine nella regione del Donbas, nell'Ucraina orientale il 23 febbraio 2022 — Fonte: getty-images

Per provare a fermare nuovamente le ostilità in Donbass il 12 febbraio 2015, grazie alla mediazione di Francia e Germania, Ucraina e Russia siglarono un nuovo protocollo per stabilire la tregua.

Anche questo secondo accordo venne violato numerose volte e nel 2018 si verificò un incidente nello stretto di Kerč' che coinvolse direttamente navi russe e ucraine.

Tra l'ottobre e il novembre del 2021 la Russia diede inizio a una vasta mobilitazione delle sue forze armate sul confine ucraino, dispiegando ulteriori forze in Bielorussia, Transnistria e Crimea oltre alla flotta del Mar Nero.

6.4Lo stato attuale: il Donbass e l’invasione dell’Ucraina

Il 21 febbraio del 2022 la Russia riconobbe le repubbliche popolari del Donbass. Il 24 febbraio ha invaso l’Ucraina.

Forse Vladimir Putin, leader russo, aveva pensato ad una guerra lampo data la schiacciante superiorità militare russa; invece ne è nata una guerra lunga, di logoramento a cui anche la Nato ha dovuto partecipare con l’invio di armi all’Ucraina, trovandosi in una posizione difficile.

7Guerra Russia-Ucraina, un conflitto per le risorse

Le motivazioni di questa guerra sono quindi tante e in parte sono emerse dalla difficile situazione geopolitica. Sicuramente le grandi risorse naturali dell’Ucraina hanno avuto sicuramente un peso perché ogni guerra ha un suo bottino.

Sin dalla guerra di Troia, ogni guerra ha una profonda motivazione economica.

Quali sono le risorse dell’Ucraina?

«Al secondo posto in Europa per le riserve di gas, l’Ucraina ha infatti il 10% delle riserve mondiali di ferro, il 6% di titanio e il 20% della grafite. Ottava riserva al mondo di manganese, nona di uranio, il paese ha anche ingenti giacimenti di ossido di litio, stimati in 500.000 tonnellate. Da aggiungere miniere di nichel, cobalto, cromo, tantalio, niobio, berillio, zirconio, scandio, molibdeno, oro e grafite. Proprio per valutare l’entità di tali riserve l’Ucraina aveva iniziato a mettere all’asta i permessi di esplorazione. “L’idea era quella di attirare gli investitori verso partnership e collaborare con nazioni dell’Unione Europea per stabilire forniture di minerali strategici”, ha affermato Roman Opimakh, capo del Servizio geologico statale ucraino. Al riguardo era stato messo a punto un programma di investimenti in grado di attirare risorse per 10 miliardi di dollari e portare allo sviluppo di più di venti siti minerari» (da Circular Economy Network).

8Collaborare per la pace o sopprimere l’avversario?

L’umanità è sempre divisa tra due possibili scelte: collaborare o sopprimere l’avversario. Si vis pacem, para bellum, dicevano i Romani: se vuoi la pace, prepara la guerra.

Rifletterei anche sul fatto che a seguito della Rivoluzione industriale, ma in maniera massiccia, a seguito del secondo conflitto mondiale con l’avvento della globalizzazione, si è creata un’interconnessione del mondo per quel che riguarda le risorse.

Dunque si può collaborare: io ti do le risorse che non hai, tu mi dai quelle che non ho. Generiamo economia, guadagni, utile. Magari fosse sempre così semplice e pacifico.

Tutti vogliono guadagnare più degli altri e gli stati sono in qualche modo come dei Paperoni che vogliono sempre di più e non tollerano di perdere.

C’è inoltre un paradosso: in un mondo che vede di continuo l’azzeramento delle distanze, l’iper-connessione, la possibilità di spostare e spostarsi sempre e ovunque, un mondo che si è davvero fatto così piccolo, il concetto di confine è diventato ancora più decisivo perché in quel confine c’è il controllo delle risorse che permettono lo sviluppo economico di un paese.

Dunque l’accesso alle risorse naturali è sempre il punto nevralgico, il casus belli.

Anche perché si comincia a temere – e non a torto – che non basteranno per sempre.

E quindi anche la crisi delle risorse porta a una crisi di proporzioni immensamente più grandi e ogni fatto seppure lontano ci riguarda moltissimo (come appunto la guerra in Ucraina), perché ha conseguenze dirette su ognuno di noi: sulla nostra economia.

Rischiamo da un momento all’altro di andare al collasso. Lo abbiamo visto con la questione del gas che, appunto, importiamo dalla Russia.

9Tema sulla guerra tra Russia e Ucraina: conclusioni

Manifestazione a Washington contro la guerra in Ucraina
Manifestazione a Washington contro la guerra in Ucraina — Fonte: getty-images

Ogni guerra è terribile e nasce per motivazioni che sembrano molto complesse, ma in fondo sono motivazioni di scarsa intelligenza come quelle tra Russia e Ucraina.

Fatichiamo a comprendere la stupidità della politica talvolta perché se capissimo fino in fondo i limiti dell’uomo e dell’umanità certo non spenderemmo il nostro tempo a farci la guerra in nome del maggior potere che potremmo ricavarne.

Il potere genera le guerre e ha sempre qualcosa di ottuso e incomprensibile: è oscuro. C’è bisogno di intelligenza e di capire quanto sia più bella la vita, quanto sia più bello vivere per un mondo migliore per tutti.

E poi non riesco a capire cosa significhi andare a morire per un confine in tempi in cui abbiamo abbattuto questi. Il fatto è che a volte bisogna combattere lo stesso in nome della libertà ed è questo il dramma.

Non avere scelta ed essere strappati alla propria vita come bambini da un letto nel cuore della notte.

La guerra coinvolge i giovani, uomini e donne, come soldati. La maggior parte di loro andavano ancora a scuola o all’università, o avevano appena cominciato la loro vita, e sono stati arruolati senza potersi opporre.

Immagina che qualcuno domani ti dica: ti devi arruolare per andare a combattere. Sembrano i giochi al computer, quelli tipo spara-tutto. E le guerre sembrano partite a Risiko. E poi ci sono i film, gli eroi, il gusto dell’avventura e del pericolo.

La guerra ha anche una sua mitologia precisa sin dai tempi dell’Iliade e dei grandi generali antichi e la assorbiamo sin da bambini.

Una volta a Gerusalemme vidi giocare dei bambini con due fucili finiti e in quella città capii che significava ben altro. Non era un gioco. Era l’orrore che cominciava a familiarizzare attraverso il gioco.

Certamente muoiono anche i civili, li abbiamo visti, e che colpa ne hanno? Muoiono senza aver fatto qualcosa, condannati a morte senza processo. Forse muore anche chi sopravvive alla guerra stessa, come scrisse Remarque in «Niente di nuovo sul fronte occidentale».

Ci vogliono generazioni di pace per dimenticare le ferite che ogni guerra porta con sé.

Allora cosa ne pensi? Quale idea ti sei fatto della guerra ai giorni nostri, delle sue motivazioni e delle possibili soluzioni? C’è bisogno di pace nel mondo e sono sicuro che i tuoi pensieri, le tue motivazioni e i tuoi sogni aiuteranno ad attuarla.

10Le guide per svolgere gli altri temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: