Tema sulla giustizia nei Promessi Sposi

Di Redazione Studenti.

Tema sulla giustizia nei Promessi Sposi: spiegazione della visione di Manzoni della giustizia durante la dominazione spagnola

TEMA SULLA GIUSTIZIA NEI PROMESSI SPOSI

Tema sulla giustizia nei Promessi Sposi
Tema sulla giustizia nei Promessi Sposi — Fonte: getty-images

Il docente ti ha chiesto di fare un tema sui primi tre capitoli dei Promessi Sposi concentrando la tua attenzione sul tema della giustizia?

Di seguito trovi un tema svolto sull'argomento da cui puoi prendere spunto per fare il tuo.  

 

SVOLGIMENTO

Sin dalle prime pagine de I promessi sposi Manzoni descrive una società ingiusta e violenta che risolve i problemi e le questioni sociali con un abuso di potere da parte dei più ricchi. L’autore ci descrive la dura situazione delle regioni italiane sottomesse al dominio degli spagnoli e delle prevaricazioni compiute ai danni della popolazione.

L’episodio fra Don Abbondio e i bravi viene usato dall'autore per una digressione sul clima di violenza che caratterizza in quel tempo il Ducato di Milano: i deboli non vengono tutelati dalla giustizia, che si limita a emanare gride su gride senza alcun effetto positivo. Le gride, secondo Manzoni, servono solo a rendere le leggi meno comprensibili e per questo favoriscono le classi privilegiate. Inoltre signori e signorotti locali eludono le gride e vengono protetti da piccoli eserciti personali composti dai bravi.

Il clima di ingiustizia e di violenza è rappresentato dal potere feudale, ben rappresentato dalla figura di Don Rodrigo, e dalla totale inefficacia della giustizia spagnola, la cui organizzazione burocratica, lenta e macchinosa, non riesce a garantire ai cittadini la dovuta protezione.  Anche gli intellettuali, e taluni uomini di chiesa sono assoggettati dai signori. A questo proposito che il Manzoni scrive la sua massima: “I provocatori, i sovverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi”.

Il tema dell'ingiustizia diventa ancora più evidente nel terzo capitolo, attraverso la figura di Azzecca-garbugli.

Un personaggio comico che rappresenta la crisi del Seicento, l'impoverimento dei valori morali e il rispetto servile nei confronti del potere. Anche la scelta del sacerdozio, per Don Abbondio è motivata dalla ricerca del quieto vivere piuttosto che dalla fede. In questo senso è simbolica l'affermazione del Manzoni che paragona Don Abbondio ad "un vaso di terra cotta costretto a viaggiare tra vasi di ferro".

CONCLUSIONE

Le due ragioni di vita che motivano la sua scelta del sacerdozio, non essendo egli né nobile, né ricco, sono di "vivere con qualche agio" e di "mettersi in una classe riverita e forte", cioè protetta. Fattosi prete, egli si costituisce "un suo sistema particolare di vita" e quando riceve l'ingiunzione violenta di non celebrare il matrimonio, per la sua tranquillità non si fa scrupolo di trasferire la violenza a danno di persone umili, più indifese di lui socialmente e culturalmente.

Guarda gli altri temi svolti:

Guida al tema sull'adolescenzaGuida al tema sull'immigrazioneGuida al tema sull'amiciziaGuida al tema sul femminicidioGuida al tema sul NataleGuida al tema sui social network e i giovaniGuida al tema sui giovani e la crisi economicaGuida al tema sul rapporto tra i giovani e la musicaGuida al tema sulla comunicazione ieri e oggiGuida al tema sulla famigliaGuida al tema sull'amore e l'innamoramentoGuida al tema sull'alimentazioneGuida al tema sullo sport e sui suoi valoriGuida al tema sulle dipendenze da droga, alcol e fumoGuida al tema sulla ricerca della felicitàGuida al tema sul bullismo e sul cyberbullismoGuida al tema sulla globalizzazioneGuida al tema sul razzismoGuida al tema sulla fame nel mondoGuida al tema sull'eutanasia e l'accanimento terapeuticoGuida al tema sulla libertà di pensieroGuida al tema sulla mafia