Tema sui diritti negati ai bambini

Di Redazione Studenti.

Tema sui diritti negati ai bambini e sullo sfruttamento minorile a partire da Rosso Malpelo. Riflessioni e possibili sviluppi futuri

TEMA SUI DIRITTI NEGATI

Tema sui diritti negati ai bambini
Tema sui diritti negati ai bambini — Fonte: getty-images

Solo scrivere questo tema significa già ammettere che la violenza sui bambini esiste. Già l'autore siciliano Verga, nella novella Rosso Malpelo, aveva inquadrato il problema. Giovanni Verga parla dello sfruttamento minorile nel lavoro nelle zolfare siciliane, della mancanza di misure di sicurezza e delle basse paghe. Nel mondo sono 160 milioni i bambini, di età compresa tra i cinque e i quattordici anni, costretti a lavorare dalle cinque alle sedici ore al giorno.

SVOLGIMENTO

La maggior parte del lavoro minorile avviene senza nessuna misura di sicurezza, proprio come Rosso Malpelo della novella di Verga, smarritosi nella miniera dove lavorava. In tutti i paesi del mondo il lavoro infantile è considerato illegale, infatti i dati non sono statistiche ufficiali ma stime redatte dalle organizzazioni internazionali sulla base della conoscenza del contesto sociale ed economico dei paesi presi in esame. Il fenomeno del lavoro minorile non riguarda, purtroppo, solo i paesi in via di sviluppo, ma anche gli Stati Uniti e l'Europa, in particolare l'Italia, la Gran Bretagna, il Portogallo e i paesi dell'ex Unione Sovietica.

Il lavoro minorile permette di abbassare i costi di produzione e di contare su una manodopera remissiva e consenziente. Inoltre, i bambini per la loro agilità e la loro struttura fisica rendono meglio degli adulti in determinate mansioni. Ma non sono solo le imprese locali a utilizzare il lavoro minorile ma anche famose multinazionali, che appaltano la produzione delle merci a imprese del luogo, le quali appunto, impiegano manodopera a bassissimo costo. L'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), fortemente impegnata nella tutela dei diritti dell'infanzia e nella lotta al lavoro infantile, nel 1973 ha adottato la convenzione n°138, con cui è stata fissata l'età minima di ammissione al lavoro, che non deve essere inferiore ai 15 anni.

Dopo aver descritto ciò sorge una domanda spontanea: cosa spinge gli adulti a maltrattare un bambino? "La madre di Malpelo s'era asciugati i suoi (occhi) dopo che Mastro Misciu era morto,e adesso si era maritata un'altra volta,ed era andata a stare a Cifali;anche la sorella s'era maritata e avevano chiuso la casa".

Le soluzioni? Non esistono soluzioni efficaci ed immediate. Sono state enunciate molte leggi come il diritto all'istruzione nella Convenzione sui Diritti dell'Infanzia del 1989. L'Unesco, fondata nel 1945 con lo scopo di promuovere la collaborazione internazionale nei campi dell'educazione, ha conseguito in tal senso risultati soddisfacenti: tra il 1960 e il 1980 il tasso di iscrizione elementare è raddoppiato in Asia e in America latina ed è addirittura triplicato in Africa.

CONCLUSIONE

Negare il diritto alla scuola significa impedire ai bambini di oggi la possibilità di rivendicare, nel futuro, il diritto alla salute, a un lavoro specializzato, a condizioni economiche dignitose, non offrire loro gli strumenti per contribuire al progresso del proprio paese.  

L’obiettivo 8.7 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite richiama alla necessità di intraprendere azioni ed adottare misure per eliminare le peggiori forme di lavoro minorile entro il 2025. Nel 2021, anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile, l’ILO ha lanciato insieme ai suoi partner, tra cui la nostra Organizzazione, l’Alleanza 8.7, un’iniziativa mondiale tra Stati membri, parti sociali, imprese, la società civile e le organizzazioni regionali e internazionali per porre fine al lavoro minorile, al lavoro forzato, alla schiavitù moderna e alla tratta degli esseri umani.

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