Tema sull'autostima

Di Ilaria Giudice.

Autostima e accettazione: tema con riflessioni sull'importanza dell'autostima e sul perché è importante accettarsi, come affrontare l'insicurezza.

Riflessioni sull'autostima

Cadere e poi rialzarsi, inciampare e tirarsi su con le proprie forze, trovare un ostacolo davanti a sé e affrontarlo, senza girarsi dall’altra parte. Cos’è l’autostima? E perché è importante avere stima di se stessi? E come si fa a non lasciarsi abbattere da un mondo che sembra darci addosso sempre, in ogni momento? Credere in se stessi è uno degli obiettivi più complicati, forse, da raggiungere.

Riflessioni sull'autostima
Riflessioni sull'autostima — Fonte: getty-images

Questo perché siamo costantemente soggetti al giudizio degli altri, delle persone che conosciamo bene, degli sconosciuti, di chi incrociamo una volta soltanto, di chi entra a far parte regolarmente della nostra vita. La difficoltà sta nel sapersi guardare in modo oggettivo.

Come valutare se stessi?

Hai autostima?
Hai autostima? — Fonte: istock

Ma come facciamo a sapere quanto valiamo davvero? Qual è il metro di valutazione che possiamo usare? La realtà non è una soltanto e districarsi tra le possibilità è un compito arduo. Siamo tutti uno, nessuno e centomila, proprio come il Vitangelo Moscarda - protagonista di Uno, nessuno, centomila di Luigi Pirandello - che un giorno si sveglia e si rende conto di essere più persone in una perché lui cambia in base a chi lo guarda e indossa ogni volta una maschera diversa.

Siamo tutti un po’ così: perché al contempo siamo figli, siamo studenti, siamo sportivi, siamo sconosciuti che camminano per strada. Abbiamo dei ruoli e ci caliamo in ognuno di essi con attenzione e riguardo, e in ogni ruolo assumiamo delle caratteristiche. Siamo tutti tante persone in una ed è questo che rende faticoso il capirsi, il comprendersi e, di conseguenza, il credere in se stessi. I primi a giudicarci, infatti, siamo proprio noi.

La difficoltà di credere nelle proprie capacità

È sempre difficile credere nelle proprie capacità, soprattutto lo è quando siamo giovani, adolescenti, nel momento in cui stiamo ancora imparando a conoscerci, a conoscere le nostre caratteristiche, le nostre aspirazioni, i nostri sogni.

Forse serve questo per avere stima di se stessi: comprendere chi vogliamo essere e, solo dopo, definire i contorni della nostra persona e dei nostri valori. Ma questa è una battaglia e noi dobbiamo essere pronti a combatterla perché viviamo in un mondo fatto di gente spesso meschina e sadica, che si approfitta delle debolezze per sentirsi più forte. Basti pensare ai bulli, a tutti quei ragazzi che si fanno grandi sulle fragilità degli altri. Un fenomeno, il bullismo, che  si nutre proprio di questo, della mancanza di autostima. E invece la mossa più coraggiosa che possiamo fare per vincere contro questa gente è una sola: piacerci. Riconoscere le nostre abilità, le nostre attitudini e trasformarle nei nostri punti di forza.

Quanto influisce sull'autostima il modo in cui veniamo cresciuti?

Quando siamo molto piccoli la nostra autostima è tutta in mano ai nostri genitori, alle persone che ci crescono. Viene da chiedersi: quanto influisce il modo in cui veniamo cresciuti? È meglio un genitore apprensivo, oppure uno che ti lascia vivere e sbagliare? È meglio un genitore che quando cadi corre a rialzarti, oppure uno che quando inciampi aspetta che tu riesca a tirarti su con le tue sole forze? Il detto recita: sbagliando si impara. Sì, è vero, sbagliando si impara.

Se non commettessimo errori, o se i nostri genitori non lasciassero che noi li commettessimo, rimarremmo impantanati all’interno di una vita che è molto lontana da quella vera. Dobbiamo avere la possibilità di sperimentare, di metterci alla prova, di verificare quanto in là possiamo spingerci, quanto in là vogliamo spingerci.

Dobbiamo poter avere successo, deludere le nostre aspettative e da lì ricominciare e costruire la nostra persona e la nostra capacità perché quello che non uccide, fortifica e tutte le ferite, le cicatrici che collezioniamo mentre cresciamo non sono solo il simbolo di tutte le volte che siamo caduti o che abbiamo fallito, ma rappresentano soprattutto le volte che ci siamo rialzati e con forza e determinazione abbiamo ricominciato da capo.

E se i nostri genitori ci facessero crescere dentro una campana di vetro non ci sarebbero cicatrici a ricordarci quella forza e quella determinazione che siamo riusciti a mettere in campo. E un giorno non troppo lontano saremo costretti a uscire da quella campana e a scoprire, troppo tardi, com’è fatto davvero il mondo, un mondo dove devi essere in grado di cavartela da solo, di tirare fuori le unghie quando serve, di farti valere quando qualcuno fatica a credere in te.

Il metro da usare per valutare se stessi

Prima mi chiedevo quale fosse il metro da usare per valutare noi stessi: credo che il metro più giusto sia il nostro, quello che ci siamo costruiti negli anni. Dobbiamo giudicarci in maniera severa, ma dobbiamo anche avere riguardo per noi stessi, volerci bene, non pretendere più di quanto non serva, trovare l’equilibrio tra il troppo e il troppo poco. Avere stima di se stessi non significa solo riconoscere le nostre caratteristiche positive e costruire su quelle la nostra vita, ma anche, e soprattutto, riconoscere quelle negative, averne consapevolezza e accettarle. Insomma, dobbiamo scendere a patti con noi stessi e ricordarci una cosa: ognuno di noi è portatore di opportunità, ognuno di noi può offrire qualcosa. L’oceano è immenso, ma ogni goccia ha la sua importanza. Così anche noi. Per questo dobbiamo imparare a non lasciarci irretire da chi ci giudica velocemente e con strumenti inadeguati, da chi vuole sminuirci o riempirci la strada di ostacoli per il semplice gusto di farlo.

Scegliere le persone di cui circondarsi

Avere autostima significa, infatti, anche saper scegliere le persone da cui vogliamo essere circondati e dire di no a quelle che invece riteniamo dannose, tossiche addirittura, per il nostro benessere. Dobbiamo, però, anche essere in grado di non delegare il giudizio di noi stessi agli altri, di non sentirci adeguati, giusti, bravi e belli solo se gli altri ci dimostrano che lo siamo.

La chiave dell’autostima è l’indipendenza dal giudizio altrui, è eliminare dal nostro vocabolario parole e frasi come “Non ce la farò mai”, “Non è per me”. Avere autostima non significa sentirsi migliori o superiori agli altri, ma conoscersi e rispettarsi.

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