Tema sull'amicizia reale e virtuale

Tema sull'amicizia reale e virtuale A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Tema sull’amicizia reale e virtuale. Tema argomentativo sulla differenza tra l'amicizia reale e l'amicizia virtuale, pro e contro di entrambe. L'amicizia secondo Cicerone, Leopardi e ne Il piccolo principe di Saint-Exupéry.

1Amicizia reale e amicizia virtuale: significato

Tema sull'amicizia reale e virtuale
Tema sull'amicizia reale e virtuale — Fonte: getty-images

Credo che tutti noi possiamo affermare una cosa: almeno potenzialmente abbiamo un numero di conoscenze molto molto più alto di quanto era possibile solo alcuni anni fa.

Sui nostri profili social aggiungiamo un numero sempre crescente di contatti o di follower che chiamiamo a volte anche amici

Un numero spropositato di persone che hanno di fatto accesso alla nostra vita, possono vederci, contattarci, usare le nostre foto, i nostri pensieri, i nostri gusti e preferenze.

Cose che solo amici stretti conoscevamo, adesso sono in mano a tanti contatti. E sembra possibile tornare indietro per questo si trova forse più rassicurante chiamare questi contatti “amici”. 

«Inoltre, se è vero che la neocorteccia cerebrale possa gestire non più di 150 relazioni (Numero di Dunbar), avere dunque Migliaia di amici su Facebook è indice, nel migliore dei casi, di un errato uso del termine. Alcuni sono arrivati addirittura a sostenere che l’avvento dei social network come Facebook o Twitter abbia di fatto ucciso la vera amicizia» (da Formiche.net).

2Amicizia reale e amicizia virtuale: pro e contro

Conoscersi di persona è cambiato: se prima bisognava farsi coraggio e andare a parlare alla persona che ci piaceva, adesso basta rintracciarla sui social e scriverle.

Possiamo interagire anche con personaggi famosi (o con chi gestisce le loro pagine), possiamo essere condivisi e diventare famosissimi anche se per poche ore e avere molti contatti in più e persone interessate a noi.

C’è quindi una sinergia tra amicizia virtuale e reale, ma diciamo proprio tra vita reale e virtuale. Il mondo dei social ci ha sconvolto creando una prima e un dopo.  

Ma l’amicizia reale tiene ancora duro: è quella che si crea tra i banchi di scuola, nei pomeriggi di sport insieme, nelle gite delle famiglie, nelle feste. Sono tanti i momenti in cui un’amicizia può scoccare e a volte ci si riconosce amici e amiche al primo sguardo, con un semplice cenno di intesa, con la parola giusta al momento giusto.  

3Tema sull’amicizia reale e amicizia virtuale: le domande che devi porti

In questa dispensa tentiamo quindi di ragionare sull’amicizia reale e virtuale, cominciando, come sempre da alcune semplici domande che ci aiuteranno ad inquadrare meglio la questione.

  1. Quanti veri amici hai? Di solito basta una sola mano per contarli…
  2. Quanti amici virtuali hai (nel senso di persone con cui magari ti scrivi ma che probabilmente non conoscerai mai di persona)?
  3. Ti è capitato che un’amicizia reale diventasse virtuale (magari un tuo amico o amica si è trasferito altrove) o che una virtuale diventasse reale?
  4. Che cos’è per te l’amicizia? Sei in grado di descriverla?
  5. Quale amico/a si avvicina di più alla tua idea di amicizia?
  6. Definisci l’amicizia in base a come si rapportano con te i tuoi tuoi amici e/o amiche oppure cerchi nelle persone ciò che vorresti dall’amicizia in generale? (è un po’ la domanda se sia nato primo l’uomo o la gallina: cioè è nata prima in te l’idea di amicizia o hai avuto prima gli amici e da lì hai avuto la tua idea di amicizia?)
  7. Nei film, nella letteratura, nella musica… quale idea di amicizia ti affascina?
  8. Sei un buon amico anche tu?

Prendi appunti con calma, anche se sono domanda abbastanza generiche. Ti servono però per andare al cuore della questione e riuscire intanto a capire in che modo questo argomento ti sia vicino. Adesso entriamo nel percorso.

4Cicerone e il De amicitia: un trattato sull’amicizia in una prospettiva nobiliare

Per Cicerone l'amicizia autentica nasce perché proviamo ammirazione nei confronti della virtù altrui.

Naturalmente portati alla socievolezza, se siamo uomini di valore – uomini nobili d’animo e gentili, come sosterrà Danteci conquista il valore che vediamo in un altro. Tanto che desideriamo meritarci la sua stima e il suo affetto compiendo azioni lodevoli.

Si creano così le affinità elettive tra le persone: la scelta di condividere il nostro tempo con chi ammiriamo e amiamo.

Scrive Cicerone poi che «tutti sanno che la vita non è vita senza amicizia, se, almeno in parte, si vuole vivere da uomini liberi». E prosegue ripetendo che la felicità esiste solo in una relazione di amicizia, ossia in una condivisione .

5Il bello di essere amici

La foto ritrae un brindisi tra amici
La foto ritrae un brindisi tra amici — Fonte: getty-images

Ma cosa c’è di più bello che parlare agli amici, confidarsi, sentire che con loro i nostri segreti sono al sicuro? E come è bello divertirsi insieme, perché da soli non possiamo mai davvero divertirci. Infatti come diceva Cicerone, citato prima, la felicità non esiste se non è condivisa con qualcuno.

Pensate anche a un fatto semplice: brindare insieme, bere del buon vino, come nei simposi greci e romani. Si beve insieme perché condividiamo il momento e diamo sangue alla nostra amicizia che resisterà anche quando siamo lontani.

Infatti un vero amico è quello che puoi non vedere per anni, e che, se ti capita di rivederlo, sembra mancare da soli due giorni. Al di là di qualche differenza tra amicizia maschile e femminile (di cui si potrebbe generalizzare e banalizzare all’infinito), possiamo dire che quando ci si guarda nel profondo del cuore, quando si condivide la più profonda amicizia, il tempo trascorso lontani non ha poi così tanto valore. E sappiamo di essere in presenza del nostro migliore amico. 

C’è una bellissima poesia di David Maria Turoldo che vale la pena leggere e anche una di Saffo. Te le allego. 

6Addomesticarsi: l’amicizia ne “Il piccolo principe”

Vivere è anche costruire dei ricordi e i ricordi più belli sono quelli che sono condivisi con qualcuno di caro, come un’amica o un amico. Infatti i luoghi che possono sembrare più anonimi, come un muretto, una casa, un campo di calcio di periferia si colorano dei ricordi che abbiamo passato lì con le persone a cui teniamo.

L’amicizia diventa allora anche un modo non solo di addomesticare l’altro, renderlo vicino a noi, domestico appunto (da domus, casa), ma anche di vedere le persone a noi care in ciò che ci circonda.

Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry
Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry — Fonte: getty-images

Leggiamo un famoso dialogo tra la volpe e il piccolo principe.

"Cerco degli amici. Che cosa vuol dire ‹addomesticare›? E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ‹creare dei legami›"… "Creare dei legami?" "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi…Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano". (A. de SAINT EXUPERY, Il piccolo principe, 1943)

7Difendere i più deboli: l’amicizia secondo Rosso Malpelo

Illustrazione di Arnaldo Ferraguti dalla novella "Rosso Malpelo" di Giovanni Verga (1840-1922)
Illustrazione di Arnaldo Ferraguti dalla novella "Rosso Malpelo" di Giovanni Verga (1840-1922) — Fonte: getty-images

La letteratura è piena di amicizie meravigliose sin dagli albori. Una coppia di amici davvero splendida è quella formata da Don Chisciotte e Sancho Panza, la cui amicizia è celata dietro i limiti gerarchici dei loro ruoli (Don Chisciotte è il padrone, Sancho è il suo scudiero).

Ma c’è anche un’altra coppia che ho sempre trovato di grande bellezza. Un’amicizia autentica, vera, nata nella difficoltà e nella fatica, nata dalla pietà e dall’empatia verso le sofferenze dell’altro.

"Per un raffinamento di malignità sembrava aver preso a proteggere un povero ragazzetto, venuto a lavorare da poco tempo nella cava, il quale per una caduta da un ponte s'era lussato il femore, e non poteva far più il manovale. […] Intanto Ranocchio non guariva, e seguitava a sputar sangue, e ad aver la febbre tutti i giorni. Allora Malpelo prese dei soldi della paga della settimana, per comperargli del vino e della minestra calda, e gli diede i suoi calzoni quasi nuovi, che lo coprivano meglio. Ma Ranocchio tossiva sempre, e alcune volte sembrava soffocasse; la sera poi non c'era modo di vincere il ribrezzo della febbre, né con sacchi, né coprendolo di paglia, né mettendolo dinanzi alla fiammata. Malpelo se ne stava zitto ed immobile, chino su di lui, colle mani sui ginocchi, fissandolo con quei suoi occhiacci spalancati, quasi volesse fargli il ritratto.” (G. VERGA, Rosso Malpelo - "Vita dei campi", 1880)

Malpelo capisce che Ranocchio sta veramente male e non sa come fare per aiutarlo. Fa tutto ciò che è nelle sue forze, rinunciando alla sua paga pur di confortarlo. Malpelo non è stato educato all’amore per il prossimo, ma sente che Ranocchio è uno sventurato come lui e la sventura li unisce implicitamente in un rapporto molto solido. Spesso accade così: i veri amici si trovano nella sventura.

8Le amicizie virtuali: pro e contro

8.1Per l’amicizia ci vuole tempo

Non basta un click per avere un “amico” in più, così come le cerchie di contatti includono spesso persone estranee. L’amicizia vera ha sempre (e credo avrà per sempre) bisogno di tempo condiviso insieme, di attenzione, affetto, disponibilità.

8.2La comunicazione non verbale e il corpo

Un’altra criticità risiede nelle amicizie virtuali vengono meno alcuni aspetti fondamentali che costituiscono un’autentica relazione umana: su tutti il corpo e il linguaggio non verbale, che consentono di dare sempre maggiori sfumature alle parole o addirittura permettono di non usarla nemmeno. 

Pensiamo alla forza comunicativa di uno sguardo, di un abbraccio, di un sorriso o viceversa alle labbra contratte, gli occhi scuriti dalla rabbia

8.3Le bugie hanno le gambe corte (ma non sui social)

Sui social network è più semplice mentire su noi stessi, su come stiamo, su quello che pensiamo davvero. Possiamo camuffare le nostre emozioni, chattare con smile ed emoticon che esprimono allegria anche se in fondo al cuore proviamo l’esatto opposto.

Inutile dire che la sincerità anche nel mostrarsi fragili o arrabbiati è alla base della costruzione di un’amicizia autentica

8.4Il Phubbing: isolarsi in un contesto di convivialità

La foto mostra un esempio di phubbing
La foto mostra un esempio di phubbing — Fonte: getty-images

Talvolta i social dividono anziché unire. Infine, il rischio dei social di “isolare invece che unire” si esprime bene quando si vedono gruppi di amici magari insieme a tavola o in altro contesto conviviale ognuno intento a spulciare le notifiche del proprio cellulare.

Dunque c’è un paradosso: nonostante ci sia in un contesto sociale reale, si preferisce andare sui social virtuali. Questo è il fenomeno del Phubbing, cioè l’atto di trascurare il proprio interlocutore in un contesto sociale concentrandosi sul proprio smarthphone.

La virtualità, in questo caso, rischia di danneggiare la qualità della relazione amicale reale

8.5I pro dei social network: un positivo prolungamento delle relazioni reali

Ci sono anche dei lati molto positivi: intanto i social sono un’estensione delle relazioni reali e permettono di ridurre le distanze quando si devono lasciare gli amici a causa di un trasferimento di casa, di lavoro. Questo permette di sentirsi meno soli e anzi circondati da una schiera ampia e accogliente di persone care.

8.6Dare continuità alle relazioni

Ovviamente i social permettono di consolidare un contatto appena creatosi e quindi molto fragile, ancora suscettibile di essere messo presto da parte (un legame quindi non ancora significativo). 

I social permettono di dare non solo certa continuità a relazioni che altrimenti sarebbero destinate a chiudersi, ma anche permettono di creare l’opportunità che sta alla base.

Pensiamo a persone conosciute in vacanza, in uno stage all’estero, in uno scambio culturale, insomma in contesti diversi dalla quotidianità

8.7Trovare nuove amicizie in contesti difficili (come le grandi città)

In alcune città è impossibile farcela senza social. Quando ero a Roma, i social erano fondamentali per sentire e rimanere in contatto con persone che altrimenti avrei faticato a incontrare dal vivo. 

Non solo i social rendono possibili nuovi potenziali legami di amicizia significativi, consentendo di unire persone con interessi simili tuttavia senza amici in comune tali da permettere un incontro dal vivo come occasione di conoscenza. 

In questa prospettiva, e possiamo includere anche il dating online, i social network sono preziosi facilitatori delle relazioni offline.

8.8Un aiuto (ma non un sostituto) a chi ha difficoltà patologiche nel relazionarsi

Non bisogna poi sottovalutare che questi mezzi di comunicazione possono costituire un valido sostegno per persone con patologiche difficoltà relazionali, offrendo la possibilità di creare dei legami, seppure virtuali.

Certo questo ha anche creato il fenomeno degli hikikomori, persone (spesso ragazzi) che si isolano e si rinchiudono nelle proprie stanze, legati con il mondo esterno solo dai social.

Se è indubbio, come già specificato, che la relazione virtuale manchi di diversi aspetti che costituiscono una relazione reale, le amicizie online possono costituire per queste persone delle risorse importanti contro l’isolamento.  

9Tema sull’amicizia reale e virtuale: conclusione. L’amicizia come valore universale. La lezione di Leopardi

Tutti abbiamo bisogno degli amici
Tutti abbiamo bisogno degli amici — Fonte: getty-images

Leopardi sosteneva che l’amicizia fosse un valore universale sia al livello personale, sia al livello sociale. Gli uomini, una volta che comprendono quanto sia difficile stare al mondo e sopportare i mali della nemica natura, dovrebbero ritenersi tutti alleati, cioè amici di sventura

Ora non è che Leopardi intenda che dobbiamo essere tutti amici del cuore, ma intende che dobbiamo difendere l’idea che possiamo essere idealmente amici dell’umanità ed evitare di farci del male a vicenda, di odiarci, invidiarci, farci guerre e invece imparare ad amarci reciprocamente, a sollevarci dallo sconforto, a consolarci. 

Che sia offline oppure online, l’amicizia ci deve ricordare questo intanto: che tutti abbiamo un enorme bisogno di amore.   

10Le guide per svolgere gli altri temi

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