Tema su Alessandro Manzoni, il grande autore de I promessi sposi

Tema su Alessandro Manzoni, il grande autore de I promessi sposi A cura di Joshua De Loa.

Tema su Alessandro Manzoni: come iniziare, spunti e riflessioni che devi fare, cosa sapere sul pensiero di Manzoni e la sua opera ed infine una riflessione su Manzoni nella pandemia da COVID-19

1Introduzione al tema su Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni — Fonte: getty-images

Alessandro Manzoni (1785-1873) è considerato uno dei massimi autori della letteratura. È celebre per I promessi sposi, opera imprescindibile a motivo sia dell'utilizzo di una lingua nazionale, ossia quella italiana, che per il ruolo di modello letterario fondamentale con cui si sono misurati i successivi scrittori. 

Ciò che si può conoscere di Manzoni si limita solitamente a quello che ci è capitato di studiare a scuola

Infatti, l’opinione dominante che si ha sull’autore è tendenzialmente approssimativa e sbrigativa e, al di fuori dell’ambiente e del periodo scolastico, non si ha la benché minima curiosità di approfondire la questione

Se, nominando Manzoni, noia e tedio sono le prime sensazioni che proviamo è perché probabilmente, al di là dei gusti personali, ci si adagia e si continua a coltivare un certo tipo di narrazione stereotipata. 

Monumento a Dante Alighieri in Piazza Santa Croce a Firenze
Monumento a Dante Alighieri in Piazza Santa Croce a Firenze — Fonte: getty-images

Fortunatamente è possibile interrompere questa dinamica. Basti pensare alle feconde e felici operazioni e attività culturali che si son realizzate per Dante Alighieri (1265-1321).

Per il settecentenario della morte dell’autore si son svolte moltissime conferenze, studi, seminari, mostre etc. tanto che il pubblico più allargato ne ha beneficiato rispolverandolo dalle memorie scolastiche e rivalutandolo in senso positivo.

Nel futuro, si potrebbe affacciare presto una volontà collettiva di riconsiderare favorevolmente Manzoni e le sue opere, come è avvenuto con Dante

Attingendo a degli spunti di riflessione proposti da questa guida o da altri luoghi in cui sei andato a cercare, con la tua sensibilità e con le tue idee, magari questa piccola rivoluzione la potresti avviare proprio tu. 

Prima di cominciare ad affrontare l’argomento, ti invito ad armarti di carta e penna dove appuntarti i pensieri, perplessità e/o dubbi stimolati dagli spunti che ti verranno proposti più avanti e dal seguente questionario:

  • Cosa è attuale di Manzoni? Cosa è in un certo senso immortale?
  • Cosa invece non è attuale?
  • Perché dobbiamo amare Manzoni e perché dobbiamo ancora studiarlo a scuola?
  • Cosa mi ha lasciato Manzoni mentre lo studiavo a scuola?
  • Quello che si dice di lui e delle sue opere corrispondono al vero?
  • Perché, se anche non siamo credenti, dovremmo apprezzare la sua poetica?
  • Quali sono dei suoi simboli ricorrenti che possiamo percepire ancora oggi come archetipi?
  • Qual è il suo esempio di uomo e di scrittore? È ancora valido oggi?

2Tema su Alessandro Manzoni: operazione preliminare

Ritratto di Alessandro Manzoni (Milano, 1785 - Milano, 1873). Olio su tela di Giuseppe Molteni
Ritratto di Alessandro Manzoni (Milano, 1785 - Milano, 1873). Olio su tela di Giuseppe Molteni — Fonte: getty-images

Perché tu possa scrivere un tema su Alessandro Manzoni oppure sviluppare un percorso tematico (tesina), è prima necessario studiarne la biografia e il contesto storico. Conoscendo questi elementi, è possibile poi anche comprendere il rapporto complesso che hanno la sua poetica e le sue opere con la realtà in cui viveva e con cui si confrontava.

Prima di andare a consultare i testi o i documenti di Manzoni, prova invece a descrivere le scene o i versi delle sue opere che hai studiato durante i tuoi anni scolastici che per te sono state significativi: tirando fuori questi tuoi ricordi, ti renderai conto che probabilmente sono le medesime immagini o frasi che fanno parte della conoscenza collettiva.

Rimani per un momento su quello che ti ricordi, approfondisci che tipo di pensieri e di sentimenti ti lasciano e scrivili su un foglio. Ciò ti servirà più avanti per il tuo elaborato.

Una volta definito ciò che ti è rimasto impresso riguardante Manzoni, ti invito a domandarti se le immagini che tu hai scelto hanno una loro funzione archetipa, cioè come ti possano essere familiari: è probabile che tu le abbia incontrate in dei disegni, quadri, libri o film? Oppure ti è capitato di viverle in prima persona o ne hai sentito parlare da qualcuno.

Se per te sono significative e perché in qualche misura ti appartengono. Fatto ciò, ora puoi andare a riguardare quei passi che ti sei segnato e rileggerli con attenzione.

Un aiuto per il tuo elaborato per avere altri spunti può essere quello di leggerti i pareri critici su Manzoni e sulle sue opere, come quelli di Angelini, De Sanctis, Parisi, Raimondi o di Nencioni. Lungo questa guida ne saranno comunque citati altri.

Per poter comprendere anche parte dello stato attuale circa la figura di Manzoni e delle sue opere, potresti cercarlo su Google e vedere come ne è parlato, discusso e quali sono le opinioni a riguardo. Appuntati quello che ti può sembrare interessante e utile per il tuo tema.

Dopo questa fase preliminare, possiamo iniziare.

3Riflessioni e spunti su Alessandro Manzoni

3.1La lingua italiana

All’indomani dell’Unità d’Italia, i problemi erano tantissimi e uno tra tutti era l’eterogeneità linguistica della Penisola: nella prospettiva di formare uno stato unitario e moderno, la necessità di una lingua omogenea, insegnata, parlata e compresa in tutto il territorio nazionale diventava sempre più urgente: Manzoni e le sue opere, in particolare modo I promessi sposi, sono i protagonisti del dibattito attorno alla questione della lingua italiana.

Dopo l’uscita della prima edizione de I promessi sposi, conosciuta come la “Ventisettana”, Manzoni espresse la sua insoddisfazione per la sua opera dal punto di vista linguistico.

Alla fine, la scelta dell’autore cadde sul fiorentino poiché, a detta di Manzoni, era la lingua scritta più vicina a quella parlata e ciò si confaceva alla sua esigenza di far arrivare il suo romanzo ad un pubblico più vasto possibile. Da qui, la celebre frase: «Sulle rive di questo Arno nelle cui acque risciacquai i miei cenci».

«Manzoni vede chiaramente i limiti del linguaggio: limiti naturali, derivanti dalla sua convenzionalità, e limiti ontologici, dovuti al fatto che esso e un fatto umano. Forse proprio da questa consapevolezza, espressa esplicitamente in più luoghi delle prose manzoniane, nasce l’esigenza di chiarezza che domina l'imponente sforzo linguistico e stilistico di Manzoni; il linguaggio non è un valore fine a sé stesso: il suo fine e comunicare il pensiero. […] Manzoni opera una scelta che capovolge la forma mentis dei letterati italiani: piega la lingua in modo da non esserne dominato, tendendo risolutamente ad una perfetta adesione della lingua al pensiero. Pur senza negare la tradizione letteraria italiana, Manzoni rimodella il lessico, la sintassi e la retorica in modo da raggiungere il massimo della comunicabilità» (dall’articolo di Diego Maria Bertini sulla rivista Aevum, anno 68, fascicolo, 3 settembre-dicembre 1994).

In contrapposizione al modello manzoniano sulla questione della lingua negli anni dell’Unità d’Italia ci fu il linguista Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907): egli preferiva un livellamento linguistico graduale che potesse emergere dal basso anziché imposto dall’alto.

Probabilmente tale processo avrebbe richiesto parecchio tempo perché affiorasse una sola lingua, data l’eterogeneità degli idiomi italiani all’epoca.

Oltre al fiorentino, i volgari italiani più diffusi nella penisola erano il veneziano e il siciliano: riusciresti ad immaginare un’Italia che parli quel dialetto anziché un altro?

3.2Manzoni e il romanzo storico

La quantità incredibile di romanzi storici e la loro presenza nella nostra vita quotidiana ci portano a credere che questo modello letterario abbia da sempre un riconoscimento unanime.

Ma se già nel XIX secolo il dibattito intellettuale sulla liceità e sulla validità di questo genere narrativo era già molto acceso, tuttora rimane una questione aperta.

Ne I promessi sposi, Manzoni ha affrontato e ha posto il problema del vero: ossia, quali siano le possibilità di esprimere la verità sia tramite i fatti storici sia l’invenzione poetica. Successivamente, vedendo che tale questione rimase aperta nonostante il suo tentativo del romanzo, Manzoni rifletté ancora sulla mediazione e sintesi tra vero e verosimile nel Dialogo dell’Invenzione.

Lo storico e autore italiano Alessandro Barbero
Lo storico e autore italiano Alessandro Barbero — Fonte: getty-images

«Non è neanche un genere letterario, la verità è questa, perché i romanzi storici possono essere cose diversissime fra loro. Possono essere specialmente polpettoni in costume (e questo vale anche per i film, daltra parte), possono essere sofisticatissime operazioni che in realtà non parlano affatto della Storia, ma parlano del presente […] oppure possono essere, come cercano di essere i miei, forme di comunicazione dei risultati della ricerca parallele e alternative in qualche misura alla comunicazione tradizionale. […] Io credo che la grande maggioranza dei romanzi storici che circolano siano pessimi, dal mio punto di vista, cioè roba non fatta bene, per farti capire davvero il passato; perché per lo più non sono scritti da gente che il passato lo conosce davvero e, insomma, gli manca qualcosa. […] E quindi è un fenomeno anche un poinquietante, però che evidentemente ha anche un aspetto positivo alle spalle, cioè il fatto che la gente ha voglia di leggere cose ambientate nel passato… che poi gli venga fornito un vitto da McDonalds, questo è quello che succede quando la gente ha voglia di qualcosa in massa, purtroppo» (dall’intervista ad Alessandro Barbero del 1 agosto 2017).  

La discussione sui romanzi storici è tanto sul metodo quanto sul contenuto: non sempre gli autori di questo genere narrativo non rispettano i criteri di verifica storica e, infatti, inseriscono nei loro racconti dei fatti e degli eventi che sono solo frutti della fantasia oppure totalmente approssimativi e stereotipati

Se, in qualche modo, si potrebbero giustificare le invenzioni letterarie degli autori di romanzi storici, i quali sono alla ricerca di lettori a cui vendere i loro prodotti, questa tendenza però potrebbe diventare pericolosa nel momento in cui invece consapevolmente si effettua revisionismo storico per favorire delle narrazioni politiche ed ideologiche che però distorcono il vero corso della Storia.

3.3Cattolicesimo e impegno civile

Manzoni visse in un contesto storico pieno di sollecitazioni esterne, sia dal punto di vista politico e sociale che su quello culturale e spirituale: respirò gli ideali dell’Illuminismo prima e del Romanticismo poi, vide la Rivoluzione francese e l’ascesa e la discesa di Napoleone (1769 - 1821), successivamente fu testimone durante gli anni dei moti rivoluzionari e del Risorgimento italiano.

L’esistenza di Manzoni fu contraddistinta da una lunga inquietudine religiosa che si risolse con la definitiva conversione al cattolicesimo: «L’evidenza della religione cattolica riempie e domina il mio intelletto: io la vedo a capo e in fine di tutte le questioni morali; per tutto dov'è invocata, per tutto donde è esclusa».

Questo aspetto spirituale incise così tanto nella vita dell’autore che lo coinvolse anche nella sfera pubblica: cioè in quella politica ma soprattutto in quella letteraria.

Se il tema dell’impegno civile da parte dei cattolici è uno delle riflessioni e dei dibattiti di questo tempo, lo era ancor di più durante il XIX secolo, dove la Chiesa e i cattolici erano i bersagli di critiche, accuse e maldicenze.

Manzoni, in risposta a questi attacchi, scrisse le Osservazioni sulla morale cattolica difendendo la razionalità e la verità del cattolicesimo e contestando la tesi che esso sia la principale cause di degrado morale, politico e culturale del popolo italiano.

L’esempio più illustre di Manzoni come sintesi tra cattolicesimo e impegno civile è quello tratteggiato ne I promessi sposi, ossia il cardinal Federico Borromeo:

«la compiuta realizzazione di ciò che egli intende con “Morale cattolica”, sia perché ne traccia il profilo storico, sia e soprattutto perché nel contesto della vicenda del romanzo costui assume il compito di snodare l’intreccio, affinché tutto proceda nella realizzazione dei personaggi, ciascuno dei quali, si potrebbe dire, realizza il suo status anche nel quadro delle proprie debolezze» (dall’articolo di blog pubblicato su donivano.it del 30 ottobre 2018).

«Si tratta per i cristiani di stabilire un equilibrio non facile, ma necessario tra fede e storia, fra il temporale e leterno, fra grazia e natura. […] Lazione sociale può implicare una pluralità di vie concrete; comunque, avrà sempre come fine il bene comune e sarà conforme al messaggio evangelico e allinsegnamento della Chiesa […]. La politica è un ambito molto importante dellesercizio della carità. Essa richiama i cristiani a un forte impegno per la cittadinanza, per la costruzione di una vita buona nelle nazioni […] Bisogna recuperare e rinvigorire unautentica sapienza politica; essere esigenti in ciò che riguarda la propria competenza; servirsi criticamente delle indagini delle scienze umane; affrontare la realtà in tutti i suoi aspetti, andando oltre ogni riduzionismo ideologico o pretesa utopica; mostrarsi aperti ad ogni vero dialogo e collaborazione, tenendo presente che la politica è anche una complessa arte di equilibrio tra ideali e interessi, ma senza mai dimenticare che il contributo dei cristiani è decisivo solo se lintelligenza della fede diventa intelligenza della realtà, chiave di giudizio e di trasformazione.» (dall’intervento dell’arcivescovo di Monreale Michele, pubblicato su https://uciim.it).

4Manzoni nella pandemia da COVID-19

La peste a Milano di Giuseppe Bertini. Milano, Museo Manzoniano (Casa di Alessandro Manzoni)
La peste a Milano di Giuseppe Bertini. Milano, Museo Manzoniano (Casa di Alessandro Manzoni) — Fonte: getty-images

«La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, cera entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò in una buona parte dItalia» (incipit del capitolo XXXI de I promessi sposi di Manzoni). 

Con l’inizio della pandemia da COVID-19 nei primi mesi del 2020 in Italia, ma con un’alta concentrazione di casi in Lombardia, il pensiero è andato diritto alla peste di Milano del 1630-1631 raccontata da Manzoni ne I promessi sposi.

Sebbene ci siano delle evidenti differenze tra le due emergenze sanitarie, rileggendo quei capitoli del romanzo, ci si meravigliava nel riscontrare delle significative analogie a distanza di secoli: la diffusione della paura nei confronti di sé e degli altri; la diffidenza, la superstizione che si sostituiscono alla ragione e al buon senso.

«Se tragico è lo spettacolo di una città in dissolvimento, ridotta ad un mortorio, ancora più drammatico è il delirio irrazionale che priva luomo della propria identità, e che lo lascia in balia dei propri mostri, dei propri stessi fantasmi. Ben più doloroso è il povero senno umano che cozzava coi fantasmi creati da sé”. E allora alla condanna della perdita della ragione, si accompagna quella più profonda, per la deprivazione della comunità sociale, per la scomparsa dei legami umani, di unumanità sofferente e lacerata nella sua identità» (dall’articolo di Laura D’Angelo su insulaeuropea.eu del 27 febbraio 2020). 

5Manzoni e la scuola

Umberto Eco. Modena, 15 aprile 1977
Umberto Eco. Modena, 15 aprile 1977 — Fonte: getty-images

Uno degli autori italiani che è sempre sul banco degli imputati nella discussione sulle modifiche del programma ministeriale scolastico è sicuramente Alessandro Manzoni, in particolare modo I promessi sposi.

Sin dagli anni attorno all’Unità d’Italia Manzoni fu inserito nel sistema scolastico, per poi trovare un’ulteriore conferma nella Riforma Gentile del 1923.

Tuttavia, l’insofferenza da parte degli studenti, e tante volte anche quella degli insegnanti, sembra essere sempre più crescente nei confronti di quest’autore.

La domanda che verrebbe da porsi è la seguente: è il caso di rimuovere e lasciare Manzoni solo in determinati indirizzi? Cosa potrebbe accadere qualora dovesse succedere? Avremmo dei danni oppure dei benefici?  

Di seguito vi propongo l’interessante parere dello scrittore Umberto Eco (1932-2016) su I promessi sposi.  

«Molti pensano che “I promessi sposi” sia noioso perché sono stati obbligati a leggerlo a scuola verso in quattordici anni, e tutte le cose che facciamo perché siamo obbligati sono delle gran rotture di scatole. Io questa storia ve l’ho raccontata perché mio papà mi aveva regalato il libro prima, e così me lo ero letto con lo stesso piacere con cui leggevo i miei romanzi d’avventure. Certo, era più impegnativo, certe descrizioni sono un poco lunghe e si incomincia a gustarle dopo averle lette due o tre volte, ma vi assicuro che il libro è appassionante. Non so se oggi a scuola lo fanno ancora leggere; se avrete la fortuna di non doverlo studiare, quando sarete grandi provate a leggerlo per conto vostro. Ne vale la pena» (dall’intervista di Michele Fazioli a Umberto Eco del 26 ottobre 2008).

6Elaborazione

Riprendendo e rileggendo il foglio con i tuoi appunti dovresti renderti conto di avere delle idee ben chiare su Manzoni. È bene che tu metta su una scaletta e vedrai come i tuoi pensieri otterranno più linearità e consequenzialità, quindi una maggiore comprensione per il tuo lettore.

Dopodiché, scegli con quale stile vuoi scrivere il tuo elaborato, se divulgativo, espositivo, argomentativo etc.

Qualora tu usassi questa dispensa per il tuo esame di stato o per un lavoro di approfondimento, ti consiglio di adottare delle parole chiave che potrebbero suggerirti delle connessioni tra le diverse materie: romanticismo, impegno civile, romanzo storico, etc.

L’attacco del tuo contributo è importante: quindi rifletti quali possono essere le possibilità di scrittura dell’introduzione all’argomento per catturare l’attenzione del tuo lettore.

Successivamente, hai la parte della presentazione del tema: qui hai il compito di esporre in maniera chiara e comprensibile di cosa tratterai e perché. Se questo dovesse essere un tema argomentativo, questa è la fase della tesi.

Questa parte dell’elaborazione dell’argomento è quella più delicata e più impegnativa del tuo contributo: medita e sviluppa criticamente il tuo discorso, con l’ausilio degli spunti critici che ti sono stati proposti oppure che hai recuperato.

Sei arrivato alla fine: scegli con cura con quali parole vuoi terminare questo tuo percorso. Perciò, concludi il tuo elaborato andando dritto al punto, rimanendo coerente con quello che hai scritto e sostenuto sinora.

Magari adesso puoi prenderti una piccola pausa, ma ricordarti di rileggere attentamente il tuo lavoro, verificando se hai osservato le regole per scrivere un buon tema di Italiano, punteggiatura ed errori da non fare.

7Le guide per svolgere gli altri temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: