Tema sui settecento anni dalla morte di Dante Alighieri

Tema sui settecento anni dalla morte di Dante Alighieri A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Tema sui settecento anni dalla morte di Dante Alighieri (1321-2021). Percorso tematico con introduzione, spunti e idee per l'elaborazione di un tema su Dante.

1Introduzione al tema su Dante Alighieri

Dante Alighieri
Dante Alighieri — Fonte: getty-images

1321-2021. Sono passati ben 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, poeta fiorentino ed imperiale, uomo politico, soldato, filosofo, astrologo, savio… ognuno ha costruito il proprio Dante a partire dalla sua vita misteriosa di cui sappiamo purtroppo poco, nonostante gli sforzi di storici eminenti come Alessandro Barbero e di Marco Santagata. Dagli archivi possiamo ricostruire alcuni passaggi, ma molto resterà forse per sempre nascosto. 

Ripercorrere la storia della critica dantesca e dell’immagine di questo incredibile poeta dal 1321 ad oggi significa ripercorrere anche la nostra storia nazionale e non solo dal punto di vista della cultura, ma anche dal punto di vista della lingua e dell’identità e dei valori a cui sentiamo di appartenere in quanto italiani. 

Ma chi è oggi allora Dante? Un autore, un settore di studi umanistici, un brand, il sommo poeta? “Dante è Dante”, diceva un grande studioso come Nino Borsellino. È vero: in fondo è l’unico autore che chiamiamo familiarmente per nome e che, al tempo stesso, ci appare irraggiungibile. 

2Tema su Dante Alighieri: operazione preliminare

1. Per elaborare un percorso tematico (una tesina) o scrivere un tema su Dante, devi intanto studiarne la biografia e il contesto storico. È un passo imprescindibile per capire le diversità e il difficile tempo in cui è vissuto. Quest’anno sono uscite importanti biografie tra cui quella di Barbero e quella di Santagata.   

2. Per il momento non rileggerei niente e fare invece questo esperimento: elenca le scene o i versi delle sue opere che hai studiato in questo e/o negli anni precedenti che ti sono rimaste impresse. Vai a memoria: con buona probabilità sono le stesse scene che appartengono all’immaginario comune; soffermati sulle suggestioni, le immagini… Pensaci e appuntale. Vedrai che sono delle immagini particolari con una loro sorprendente forza.   

3. Guardati intorno e cerca di capire in che modo le immagini che hai scelto hanno una loro funzione archetipica, ossia in che modo queste immagini possono esserti familiari. Le hai forse riviste in quadri, film, libri? Le vedi intorno a te nella tua vita? Se ti sono rimaste impresse è perché hanno qualcosa che ti appartiene. Adesso ritrova quei passi e rileggili con calma. Se sei uno studente del quinto anno, avrai affrontato il Paradiso, cantica difficilissima e per questo una delle meno amate dal pubblico. Quella del paradiso, è una realtà che senti appartenere ad una fede o è un’idea un concetto che puoi immaginare e rendere vicina a te? Conosci altri autori che ne hanno parlato?   

4. Leggi magari anche alcuni spunti critici. Vedi se possono esserti utili questi di Contini, Auerbach, Garavelli, Giunta, Romano. Più avanti ne citerò anche altri.  

5. Fai un giro su Google e osserva quanti articoli sono stati scritti sui giornali per il Settecentenario e guarda anche quante iniziative sono state realizzate. C’è stata anche una lectura Dantis completa della meravigliosa attrice Lucilla Giagnoni. Prendi nota, ragiona.  

6. Adesso iniziamo.  

3Un primo spunto di riflessione: Dante, un’icona pop?

Un primo accostamento che possiamo fare per Dante ieri e oggi è quello con il concetto di popular. Possiamo considerare Dante un’icona pop? In buona sostanza sì e Petrarca stigmatizza questo aspetto del suo predecessore. Le ragioni di questo successo sono da cercare molto indietro nel tempo. Partiamo dal fatto che la Commedia ebbe subito un immenso successo di pubblico. Sarebbe stato un best-seller: l’impatto nell’immaginario collettivo fu incredibile e Dante fu presto accostato a Virgilio e a Omero. Ma fu icona pop anche perché la sua fama circolava attraverso aneddoti e facezie. Erano novelle su di lui, storie che lo ritraevano spesso accigliato e pensieroso, irato con il mondo intero, pronto con una battuta mordace a castigare la superbia di qualche potente (come Cangrande della Scala). Questo aspetto è fondamentale: Dante è un exul immeritus, un esule incolpevole; è un poeta impegnato, che lotta e si occupa di politica e che lotta per un’idea di ordine superiore del mondo.

4L’iter storico della fortuna di Dante

4.1La bipartizione: Petrarca e Boccaccio, rifiutare un modello (ma riconoscerlo) o attraversare un modello (ed emularlo)

Dante è anche un maestro, suo malgrado. Petrarca comprese subito il pericolo di “abboccare” ad un modello prepotente come quello dantesco e se ne tenne volentieri alla larga, anzi trovò il modo di criticare la Commedia per essere scritta in volgare. Petrarca riuscì con ogni fibra della sua forza a negare il modello dantesco e per contrario questo riconosce l’enorme forza di quel modello. Possiamo dire che Petrarca non poteva non stimare una tale prova poetica, ma al tempo stesso sapeva di voler essere un libero creatore e pensatore, volenteroso di rifarsi alla tradizione eletta del mondo classico. Volle scoprire il mondo nell’uomo e non l’uomo nel mondo. 

Boccaccio invece volle tornare a vedere l’uomo nel mondo, le sue storie, le sue avventure, le sue miserie, i vizi e le virtù, il ruolo della Fortuna, il Caos. Tutto. Si è lasciato attraversare da Dante. Riconosci questo atteggiamento anche in altri scrittori o artisti contemporanei? 

4.2Il declino del dantismo tra Cinquecento e Ottocento

Nel XV secolo la lezione di Dante sparisce progressivamente, perché l’Umanesimo consacra il latino a lingua ufficiale o in autori come Pulci e Ariosto, ma anche in poemetti strambi e osceni come quelli di Za e di Lorenzo il Magnifico, e nelle assurde poesie di Burchiello, sempre sotto forma di parodia o di citazione. 

Con l’umanista Pietro Bembo la fortuna di Dante si incrina del tutto: nella sua opera Prose della volgar lingua (1525) stabilisce i due modelli linguistici dell’Italia: Petrarca e Boccaccio. Eppure Dante aveva creato quell’enorme bagaglio poetico di cui tutti i poeti si sono serviti. Ed è anche il padre della lingua italiana, senza il quale oggi avremmo potuto parlare, che so, in siciliano o in romanesco. A partire dal 1500 si è messo da parte Dante a causa del petrarchismo imperante, ma anche nel Barocco è considerato un poeta rozzo e stravagante, del tutto superato.  

Tuttavia qualcosa grazie a Giambattista Vico andava cambiando: fu lui a riconoscerlo come nuovo Omero. E dopo Vico, buona parte del merito di una nuova lettura dantesca spetterà a Foscolo artefice della nuova fortuna di Dante nell’Ottocento. 

4.3Foscolo e Dante

Lo chiama “padre Dante”, Foscolo. Padre di tutta la poesia, intende; padre anche dell’Italia. Dunque la fortuna di Dante torna a crescere con l’acuirsi del problema nazionale e con la necessità di trovare un nuovo equilibrio politico. Ma con Dante è ripresa l’idea di una poesia civile e impegnata politicamente. Sono gli anni in cui si preparano i suoi monumenti più importanti e in cui associamo Dante all’idea di una gloria nazionale nel senso moderno del termine. 

Monumento a Dante Alighieri in Piazza Santa Croce a Firenze
Monumento a Dante Alighieri in Piazza Santa Croce a Firenze — Fonte: getty-images

Il Romanticismo riprende volentieri lezioni e immagini di Dante e il suo successo si consacra nel 1865 quando viene scoperto a Piazza Santa Croce a Firenze la statua a lui dedicata. L’espressione di Dante è piena di sdegno, imperiosa, fiera e sembra dire ancora all’Italia quei versi del Purgatorio: «Ahi serva Italia di dolore ostello / nave senza nocchiero in gran tempesta / non donna di province ma bordello» (Purg. VI, 76-78). La scelta della collocazione ricadde nella Piazza di Santa Croce, davanti all’omonima basilica dove riposavano già molte delle glorie italiche e dove proprio in quell’anno fu traslato il corpo di Ugo Foscolo (che era morte esule a Londra). Appena fuori da quel glorioso cimitero, senza mai trovare riposo, resta la statua di Dante, esule anche nella morte. 

L’Ottocento romantico, poi, vedrà nella Commedia una grande epopea dell’uomo nel mondo, del genio perseguitato, dell’uomo alla ricerca dell’assoluto. Nel Romanticismo le azioni di Dante – come se fosse un titolo quotato in borsa – tornano a salire vertiginosamente

4.4Il Novecento e Dante

Dante è un esule e i poeti sono un po’ tutti esuli ed emarginati. Leggiamo questo pensiero di Montale: «E, se è vero ch’egli volle esser poeta e nient’altro che poeta, resta quasi inspiegabile alla nostra moderna cecità il fatto che quanto più il suo mondo si allontana da noi, di tanto si accresce la nostra volontà di conoscerlo e di farlo conoscere a chi è più cieco di noi» (da Esposizioni sopra Dante e citato in un saggio di Enrico Ghidetti).  

Montale riconosce la forza incredibile della poesia di Dante e del suo insondabile mistero: è una voce che vaga pronta a esprimersi e ad imprimersi nel mondo, alla ricerca del suo senso esistenziale che coincide con un fine cosmico. È questa la sua grande lezione ai poeti del Novecento come Montale e T. S. Eliot che ripresero l’allegorismo di Dante. Rinnovarono l’attenzione alla sua statura poetica, alla sua forza espressiva, al suo straordinario realismo.  

5Dante nel pandemico 2021 e la gara per il “brand”

La Algida ha realizzato tre gelati Magnum tematici – pubblicati in edizione limitata uno alla volta – dedicati alla celebrazione del Settecentenario dantesco. È la più incredibile delle iniziative che si stanno svolgendo in questo anno di pandemia Covid. Sono stati numerosissimi i convegni (in streaming), le mostre, le pubblicazioni, le iniziative didattiche nelle scuole, i concerti, le letture (andate in onda in televisione o in streaming). 

Si sono poi pubblicizzate alcune scoperte di manoscritti vicini a Dante con l’ambivalente titolo di “scoperte dantesche”, perché tutti sognano di ritrovare almeno una carta originale di Dante. 

Il Settecentenario è anche un’occasione che strizza l’occhio al marketing e al fare sensazione. Conta forse di più che gli studi danteschi siano più che mai vivi e che diventi sempre più importante custodire la lezione che questo poeta non smette di impartirci. 

Il problema è forse anche nel fatto che Dante è diventato leggendario quasi subito e la sua biografia oscura, la sua lontananza nel tempo hanno favorito questo passaggio. Dante è Dante, non è Alighieri. Ognuno ha immaginato e, come dicevamo, ha costruito il proprio Dante sottraendolo alla normalità e all’errore. L’eccessivo amore ha causato un danno e sono quindi molti anche i detrattori del poeta sulla base di questo fastidio. 

6Un altro spunto: Dante e la scuola

Dante Alighieri
Dante Alighieri — Fonte: ansa

Si fa sempre un gran baccano sui programmi scolastici di letteratura italiana. Uno degli imputati d’elezione è Manzoni: via I promessi sposi dal secondo anno del liceo! Un altro imputato, anche se nessuno lo può dire apertamente, è Dante. Nella Riforma Gentile la Divina Commedia occupava un posto imprescindibile: almeno 75 canti su 100, e almeno una cantica completa (di solito l’Inferno). Oggi diamo ampio margine ai docenti di scegliere cosa fare e cosa no spesso scendendo sotto i dieci canti per cantica o fingendo di averlo svolto nei programmi. Le cose peggioreranno o è necessario che migliorino? È meglio togliere e lasciare Dante solo in indirizzi specifici? Se l’Inferno si salva proprio perché è la più appassionante delle cantiche le altre due sono più difficili, con una riflessione morale molto più profonda e spesso prive di quei personaggi come Ugolino, Francesca, Ciacco, Pier della Vigna che restano di più nell’immaginario. 

Fermiamoci un attimo a pensare: alcune domande spontanee:  

  • Perché dobbiamo amare Dante e perché dobbiamo ancora studiarlo a scuola?
  • Perché, se anche non siamo credenti, dovremmo apprezzare la sua poesia?
  • Cosa è attuale di Dante? Cosa è in un certo senso immortale?
  • Cosa non è attuale?
  • Quali sono dei suoi simboli ricorrenti che possiamo percepire ancora oggi in archetipi?
  • Qual è il suo esempio di uomo e di scrittore? È ancora valido oggi?

Scrivi in modo libero, in brutta copia, lascia scivolare i tuoi pensieri e le tue perplessità, prendi spunto dai saggi che ti ho fornito, dal tuo libro e da quanto riesci a trovare in rete. Coraggio, sei a buon punto! Da qui dovrai partire per sviluppare il testo.  

7Qualche idea sulle immagini dantesche

Il Purgatorio in un disegno di Franz von Byros
Il Purgatorio in un disegno di Franz von Byros — Fonte: ansa

Come sostiene Auerbach, con Dante ci troviamo in un nuovo modo di rappresentare l’uomo nella letteratura. Vale a dire che cambia il nostro modo di raccontarci e quindi anche di percepirci nella vita. Lui diventa personaggio di sé stesso, creatore e creatura. Dante fa rivivere la tensione dell’uomo verso Dio, la necessità di avere legge e ordine, e una felicità terrena, il desiderio della gloria e quello di affetto (non dimentichiamo che rimase presto orfano). 

Per fare questo ha creato delle immagini simbolo che ormai appartengono alla nostra identità: pensiamo alla parola stelle. Pensiamo a Caronte demonio o a Malacoda, Francesca e il maestro Brunetto, ma anche Lucifero, la montagna del Purgatorio, lo splendore delle anime del Paradiso. Dante vive in queste immagini e atmosfere che hanno conservato tutta la loro forza. 

A cosa potrebbero farci pensare oggi queste immagini dantesche? 

  • Il suo esilio può farci pensare al fatto che nessuno è profeta in patria e che spesso l’intellettuale viene sacrificato dal potere.
  • La selva ci fa pensare magari alla sensazione di smarrimento esistenziale che tutti proviamo.
  • Lucifero che muove le sue ali come le pale di un mulino fa pensare alla ricerca vana e senza scopo di qualcosa, un tornare sempre all’inizio come quanto accadde a Sisifo con il suo macigno.
  • I diavoli sono i nostri tentatori, rappresentano il disordine con cui lottiamo.
  • La montagna del Purgatorio è un simbolo dell’ascensione dell’uomo e della conquista faticosa della rettitudine.

Nota bene: sono solo esempi e anche molto soggettivi. Non voglio offrirti sterili tentativi di attualizzazione. Non possiamo certo omettere che Dante è stato un figlio del suo tempo, come ognuno di noi lo è: non possiamo leggerlo con categorie moderne, non è neanche corretto dipingere il Dante che vogliamo, ma possiamo far sì che attraversi la nostra epoca e viaggi ancora con noi come una parte imprescindibile della nostra identità

8Elaborazione

Adesso riprendi quanto scritto negli appunti. Ti sarai fatta un’idea ben precisa del nostro sommo poeta. Scrivi una scaletta e vedrai già le tue idee acquisiranno maggiore consequenzialità e saranno molto più chiare da intendere per il lettore. Scegli con cura il taglio che vuoi dare al tuo lavoro: divulgativo, espositivo, argomentativo, etc. 

Nel caso tu voglia usare questa dispensa per un lavoro di approfondimento o multidisciplinare per l’esame di stato, scegli delle parole chiave che possano fare da ponte tra le varie materie. Ad esempio: il concetto di popolare, la luce, potere e letteratura, l’esilio, l’amore, le stelle. E così via. 

È necessaria un’introduzione all’argomento che catturi l’attenzione del tuo lettore; la fase successiva è la presentazione dell’argomento con cui dovrai rendere chiaro al lettore di cosa parlerai e perché. In un testo argomentativo è quella la sede della tesi. 

L’elaborazione, terza fase, è la fase più delicata perché devi dare sostanza al tuo discorso: sarà necessario rifarti agli spunti critici che avrai trovato. 

Sei adesso alle conclusioni: vai dritto in base al tuo ragionamento e scegli con cura le parole con cui concludere: Dante ha scelto la parola stelle per concludere tutte e tre le cantiche… ha scelto bene, non ti pare? 

9Le guide per svolgere i temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: 

    Domande & Risposte
  • Cosa scrivere in un tema su Dante Alighieri?

    Gli spunti sono diversi: i temi che gli stanno a cuore sono la delusione politica, la questione della lingua, l'amata Beatrice, la Divina Commedia, la sua visione dei poteri spirituale e temporale e la necessità che siano ben divisi, per il bene dell'umanità.

  • Perché Dante è considerato attuale?

    Perchè a lui interessa l'essenza dell'uomo e quella non cambia. Dante è fuori dal tempo e per questo motivo i suoi scritti sono sempre attuali.