Tema sui morti in mare: traccia per tema argomentativo

Tema sui morti in mare: traccia per tema argomentativo A cura di Joshua De Loa.

Tema sui morti in mare: ecco la guida per svolgere un testo argomentativo o un saggio breve sul triste risvolto dell'immigrazione clandestina e del traffico di esseri umani.

1Tema sui morti in mare: riflessione iniziale

Migranti provenienti dalla Tunisia e dalla Libia arrivano a bordo di una nave della Guardia Costiera italiana sull'isola delle Pelagie, Lampedusa, il 1 agosto 2020
Migranti provenienti dalla Tunisia e dalla Libia arrivano a bordo di una nave della Guardia Costiera italiana sull'isola delle Pelagie, Lampedusa, il 1 agosto 2020 — Fonte: getty-images

Il tema dei morti in mare è naturalmente intrecciato con quello dell’immigrazione e con quello dei profughi: sfortunatamente, tra i milioni di persone che tentano di raggiungere un luogo più sicuro e più favorevole per mezzo di imbarcazioni, spesso di fortuna, diverse non sopravvivono al viaggio

Il tema dei morti in mare è una questione problematica nel dibattito pubblico odierno europeo, soprattutto in quello italiano: questo è dovuto al fatto che il nostro paese è una delle principali tappe dei flussi migratori in direzione dell’Europa, provenienti dall’Africa e dal Medioriente. 

Guardando le immagini in TV o sui social media, leggendo le notizie sui giornali o ascoltando gli ultimi aggiornamenti in radio, una persona si potrebbe chiedere come mai si parli solo di emergenza e che non si riesca a trovare un modo per risolvere tale situazione.

Evidentemente la questione è complessa e bisogna tener conto di molti fattori che di solito sfuggono in un primo approccio all’argomento. 

Per iniziare ad affrontare l’argomento, ti consiglio di prendere un foglio di brutta dove appuntarti i tuoi pensieri sollecitati dal seguente questionario:

  1. Chi sono i morti in mare?
  2. Quali sono i motivi per cui una persona dovrebbe fuggire dal proprio paese con delle imbarcazioni di fortuna?
  3. Perché non si riesce a regolamentare questi flussi migratori?
  4. Quali sono le leggi internazionali che vigono per quanto riguarda i viaggi in mare?
  5. Per quali motivi si dovrebbero o non si dovrebbero accogliere quelle imbarcazioni piene di migranti nei porti europei?
  6. Hai mai ascoltato o letto delle testimonianze di queste persone?
  7. Come ne parlano i giornali, le tv e/o le radio?
  8. Qual è la percezione generale delle persone attorno a te a riguardo?
  9. C’è un modo per risolvere questo fenomeno?
  10. Esistono degli enti o delle organizzazioni che si occupano dei migranti che viaggiano per mare? Se sì, li ritieni efficaci?

2Come procedere: lettura dei documenti forniti dal docente e ricerca su internet

2.1Migranti e morti in mare: dati e statistiche

Secondo le statistiche del 2020 dell’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, in base alle informazioni rilevate sul campo sono circa:   

  • 82,4 milioni le persone in fuga nel mondo: di cui 26,4 milioni i rifugiati, di questi 20,7 milioni sotto il mandato dell’UNHCR e 5,7 milioni in quello dell’UNRWA;
  • 48 milioni gli sfollati interni;
  • 4,1 milioni i richiedenti asilo;
  • 3,9 milioni sono i venezuelani fuggiti all’estero.

(Da report annuali su Global Trends e su Global Appeal).  

Che sia a causa di guerre, di calamità naturali, di persecuzioni politiche o razziali oppure che per ragioni economiche, ogni anno sono decine di migliaia le persone che si imbarcano perlopiù clandestinamente in direzione dell’Europa.

In base ai dati aggiornati a dicembre 2021, l’UNHCR afferma che sono stati circa 116,9 mila gli arrivi dei migranti dal Mediterraneo.

La maggior parte di queste persone, se non la totalità, quando riesce a sbarcare viene considerata migrante clandestina, migrante irregolare, oppure molto più comunemente profuga.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno italiano, aggiornati a dicembre 2021, i numeri degli sbarchi dei migranti in Italia sono stati 66.432: praticamente il doppio rispetto all’anno precedente, ovvero 34.134. 

La maggior parte dei migranti proviene: 

  • il 55% dall’Africa, ossia tunisini, egiziani, ivoriani, guineani, eritrei e marocchini;
  • il 13% dal Medioriente, come iraniani, iracheni e siriani;
  • il restante 32% da altre zone del mondo, ma con un forte 12% dal Bangladesh.
I sopravvissuti al naufragio di una barca arrivano il 15 aprile 2015 a bordo della petroliera Maria Bottiglieri al porto di Corigliano Calabro
I sopravvissuti al naufragio di una barca arrivano il 15 aprile 2015 a bordo della petroliera Maria Bottiglieri al porto di Corigliano Calabro — Fonte: getty-images

Il sovraffollamento, la scarsità di cibo o di acqua a bordo, l’utilizzo sovente di imbarcazioni non attrezzate per la traversata del Mediterraneo nonché le pessime condizioni igieniche, stremano fisicamente e psicologicamente i passeggeri: infatti, non tutti quanti riescono a sopravvivere al viaggio e arrivano a destinazione. 

2.2Le testimonianze dal Mar Mediterraneo

Il flusso maggiore di migranti in direzione dell’Europa dall’Africa è quella che ha l’Italia come tappa imprescindibile.

Nonostante la vicinanza in linea d’aria questa rotta è anche quella più pericolosa: non a caso è quella in cui purtroppo molti migranti disperati in cerca di fortuna trovano invece la morte nelle acque del Mediterraneo.

Lo sbarco di 414 migranti (tra questi 150 minori) al porto di Pozzallo, Sicilia. I migranti sono sbarcati dalla nave Sea-Eye 4 della Ong tedesca
Lo sbarco di 414 migranti (tra questi 150 minori) al porto di Pozzallo, Sicilia. I migranti sono sbarcati dalla nave Sea-Eye 4 della Ong tedesca — Fonte: getty-images

«Eravamo in 950. C’erano anche duecento donne e 50 bambini con noi. In molti erano chiusi nella stiva: siamo partiti da un porto a cinquanta chilometri da Tripoli, ci hanno caricati sul peschereccio e molti migranti sono stati chiusi nella stiva. I trafficanti hanno bloccato i portelloni per non farli uscire». 

(Dall’articolo pubblicato su lastampa.it del 19 aprile 2015) 

Il diritto internazionale del mare è molto chiaro per quanto riguarda il soccorso:

  1. “Ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batte la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l’equipaggio o i passeggeri:

    a) presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo;
    b) proceda quanto più velocemente è possibile al soccorso delle persone in pericolo, se viene a conoscenza del loro bisogno di aiuto, nella misura in cui ci si può ragionevolmente aspettare da lui tale iniziativa;
    c) presti soccorso, in caso di abbordo, all’altra nave, al suo equipaggio e ai suoi passeggeri e, quando è possibile, comunichi all’altra nave il nome della propria e il porto presso cui essa è immatricolata, e qual è il porto più vicino presso cui farà scalo.

  2. Ogni Stato costiero promuove la costituzione e il funzionamento permanente di un servizio adeguato ed efficace di ricerca e soccorso per tutelare la sicurezza marittima e aerea e, quando le circostanze lo richiedono, collabora a questo fine con gli Stati adiacenti tramite accordi regionali”.

(Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982)

Infatti, dove è possibile, sia le autorità marittime europee che quelle africane fanno il possibile per soccorrere le imbarcazioni dei migranti in difficoltà.

In aggiunta a ciò, molte delle operazioni di salvataggio e di assistenza sono compiute dalle ONG umanitarie che, con le loro navi nel Mediterraneo, tentano di intercettare le barche dei migranti e di salvare più vite umane possibili.

La nave di salvataggio Ocean Viking
La nave di salvataggio Ocean Viking — Fonte: getty-images

La prima persona che tiriamo fuori dal gommone è Yaya, un bambino di due anni. Piange disperato, a pieni polmoni, e viene infagottato in un giubbottino di salvataggio. Sua mamma è in mezzo al gommone, in sua attesa lo tengo in braccio e cerco di calmarlo. Sono minuti che mi sembrano eterni. Lui piange, altri gridano, attorno a noi solo mare e persone da mettere in salvo. Alla fine dellintervento abbiamo a bordo 236 naufraghi. Sono giovanissimi, quasi la metà sono minori non accompagnati. Vista letà media e la stagione potrebbe essere una gita di terza media, ma non ci sono maestri e lunica lezione è quella di sopravvivere. Sono tutti stanchi e disidratati. Alcuni vomitano. Un ragazzo non riusciva a stare in piedi e labbiamo trasportato in barella. Le donne vengono separate dagli uomini, hanno a disposizione una stanza protetta e più confortevole. A bordo tutti ricevono un kit di benvenuto con dei vestiti, del cibo e dellacqua. Il primo giorno passa fra docce e riposo, sono tutti stanchi e dormono sul ponte”.  

(Dal reportage di Giuseppe Bertuccio D’Angelo, pubblicato su lindipendente.online del 5 maggio 2021)  

Nonostante ciò, in base al rapporto pubblicato dall’OIM nel luglio 2021, considerando il periodo tra gennaio e giugno e mettendolo a confronto con l’anno precedente, è tragicamente aumentato del 58% il numero di persone che tentano di arrivare in Europa attraverso il Mediterraneo, dall’altra, si è innalzata purtroppo anche la conta dei morti in mare, ossia 1.146.

I migranti, compresi i bambini, continuano ad annegare nel Mediterraneo. Nonostante molte persone rischino la vita per raggiungere l'UE, non esistono meccanismi coordinati per la ricerca, il salvataggio e lo sbarco delle persone. Se possibile, la situazione è resa ancora più complessa dall’intervento della guardia costiera libica, nei confronti della quale ci sono evidenze di violazioni di diritti umani fondamentali commesse durante il coordinamento delle azioni di salvataggio. Salvare vite umane dovrebbe essere sempre la preoccupazione principale di qualsiasi operazione nel Mediterraneo. Gli Stati hanno l'obbligo di cooperare e coordinarsi per soccorrere le persone in difficoltà, agendo nel rispetto dei principi del diritto internazionale. Gli sforzi di ricerca e salvataggio da parte degli Stati e dell’UE devono essere intensificati ed è necessario garantire che le navi nel Mar Mediterraneo, anche qualora siano navi mercantili o di organizzazioni non governative, non incontrino alcun ostacolo quando soccorrono e sbarcano le persone in difficoltà”.  

(Dichiarazione di Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, pubblicata su vita.it, il 30 settembre 2021).  

2.3I tentativi di intervento

Migranti e rifugiati siedono su un gommone durante un'operazione di salvataggio della Topaz Responder, nave gestita dalla ONG "Moas" e dalla CRI con l'aiuto della guardia costiera libica, il 4 novembre 2016 al largo delle coste libiche
Migranti e rifugiati siedono su un gommone durante un'operazione di salvataggio della Topaz Responder, nave gestita dalla ONG "Moas" e dalla CRI con l'aiuto della guardia costiera libica, il 4 novembre 2016 al largo delle coste libiche — Fonte: getty-images

L’ente principale che lavora in ambito migratorio è l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni abbreviato con la sigla inglese IOM, (International Organization for Migration).

Fondata nel 1951, quest’organizzazione è composta attualmente da 173 Stati Membri ed è attiva in più di 100. Dal settembre 2016, l’OIM fa parte del sistema ONU, diventando così Agenzia Collegata alle Nazioni Unite.

Di seguito, le parole del Direttore Generale dell'OIM António Vitorino che commentano questa situazione drammatica:

"L'OIM ribadisce l'invito agli Stati a prendere misure urgenti e proattive per ridurre le morti lungo le rotte migratorie marittime verso l'Europa e rispettare quelli che sono gli obblighi definiti dal diritto internazionale. […] Per raggiungere questo obiettivo occorre aumentare gli sforzi di ricerca e soccorso in mare (SAR), stabilire meccanismi di sbarco prevedibili e garantire l'accesso a canali migratori legali e sicuri”.

(Dall’articolo pubblicato sul sito dell’OIM del 14 luglio 2021)

Papa Francesco saluta i rifugiati al Reception and Identification Centre, sull'isola di Lesbo, il 5 dicembre 2021
Papa Francesco saluta i rifugiati al Reception and Identification Centre, sull'isola di Lesbo, il 5 dicembre 2021 — Fonte: getty-images

Il 5 dicembre 2021, papa Francesco ha visitato la Reception and Identification Centre nell’isola di Lesbo, struttura di accoglienza dei rifugiati che sostituisce il precedente campo profughi di “Moria”. Di seguito parte del suo discorso.

«Il Mediterraneo, che per millenni ha unito popoli diversi e terre distanti, sta diventando un freddo cimitero senza lapidi. Questo grande bacino dacqua, culla di tante civiltà, sembra ora uno specchio di morte. Non lasciamo che il mare nostrum si tramuti in un desolante mare mortuum, che questo luogo di incontro diventi teatro di scontro! Non permettiamo che questo mare dei ricordi” si trasformi nel mare della dimenticanza”. Vi prego, fermiamo questo naufragio di civiltà! […] Non si voltino le spalle alla realtà, finisca il continuo rimbalzo di responsabilità, non si deleghi sempre ad altri la questione migratoria, come se a nessuno importasse e fosse solo un inutile peso che qualcuno è costretto a sobbarcarsi!».

(dall’articolo di Stefania Falasca, su avvenire.it del 5 dicembre 2021)

3La scaletta per scrivere un tema sui morti in mare

Ogni buon elaborato che si rispetti, è necessario che si abbia in mente una struttura ben chiara e precisa: nella prima parte scrivi l’introduzione all’argomento, dopodiché presentalo, poi elaboralo criticamente e, alla fine, avanza delle proposte e/o tira le tue conclusioni. 

  1. Introduzione.
  2. Presentazione dell’argomento.
  3. Elaborazione del tema con dati e/o testimonianze.
  4. Proposte d’intervento e conclusioni.

4La stesura di un tema sui morti in mare

4.1Introduzione

Inizia con un attacco convincente ed efficace: quindi, a seconda della tua inclinazione, puoi scegliere di introdurre il tema dei morti raccontando un evento specifico collegato ad esso, oppure preferire di combinare l’introduzione con l’esposizione dell’argomento.

Individua lo stile di scrittura che vuoi impiegare: se vuoi dar rilievo alla parte emozionale, puoi usare le frasi brevi; mentre, se vuoi favorire il ragionamento è meglio utilizzare delle proposizioni più elaborate.

4.2Presentazione dell’argomento

Una volta predisposto il tuo lavoro, riprendi il foglio di brutta dove avevi scritto il questionario proposto precedentemente e i pensieri sollecitati da quest’ultimo.

È importante che in questa parte del tuo contributo che tu riesca, in un lato, a restituire lo stato reale della questione dei morti in mare, liberandolo dalla disinformazione in cui è frequentemente avvolta e, dall’altro, far comprendere al tuo lettore come affronterai tale tema.

4.3Elaborazione dell’argomento

Ora ti trovi nella fase centrale del tuo tema, dove dovrai argomentare ed esporre le tue tesi. Naturalmente, hai piena libertà nell’esprimere la tua opinione a riguardo; tuttavia, ricordati che tutto ciò dovrà essere sostenuto da dati statistici e/o da articoli, sottraendosi perciò dal perché sì e dal no perché no.

Dopodiché, indaga sulle cause e sugli effetti del fenomeno che stai trattando, ossia quello dei morti in mare. Hai a disposizione dei documenti e degli articoli che ti aiuteranno a proporti degli spunti di riflessione: interpretali correttamente e ricordati di citarli.

Dopodiché fai emergere la complessità del tema dei morti in mare, risaltando la problematicità della questione: da una parte, tenta di mostrare la prospettiva dei migranti e, dall’altra, quella delle autorità e degli enti preposti alla loro assistenza.

Data la complessità del tema, è utile anche tirare in ballo il lavoro di informazione e di narrazione dei Media. Infine, una volta esposto lucidamente e sviluppato criticamente il tuo discorso, scrivi delle proposte che abbiano buon senso: ossia che siano concretizzabili e fattibili.  

4.4Conclusione del tema sui morti in mare

Sei quasi alla fine. Prima di ultimare il tuo scritto, rileggi attentamente il tuo tema sui morti in mare e verifica di aver osservato le regole per scrivere un buon tema di Italiano, punteggiatura ed errori da non fare

Infine, è il momento delle tue conclusioni. Se presti attenzione, queste risultano anche coincidenti con le tue proposte di soluzione

Per ultimare il tuo elaborato, è consigliabile che tu indichi una strada da seguire per tutti quanti, dalle istituzioni ai comuni cittadini. Puoi anche proporre delle attività da svolgere in classe, in maniera tale da approfondire la questione.

5Le guide per svolgere gli altri temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: