Prima prova maturità 2018: riassunto e analisi de Il giardino dei Finzi-Contini

Di Anastasia Meloni.

Riassunto e analisi de Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani

Il Giardino dei Finzi Contini

Giorgio Bassani
Giorgio Bassani — Fonte: getty-images

Giorgio Bassani con Il giardino dei Finzi Contini potrebbe essere il protagonista della traccia sull'analisi del testo della prima prova 2018 della maturità.

Pubblicato nel 1962, Il Giardino dei Finzi Contini si ispira a vicende reali, ed è ambientato a Ferrara, città di cui è originaria la stessa famiglia dell'autore, e in cui egli stesso ha vissuto durante la giovinezza.

Leggi l'analisi del testo svolta da un nostro tutor sul brano di Bassani.

Riassunto de Il Giardino dei Finzi Contini

La trama de Il Giardino dei Finzi Contini è piuttosto articolata: il romanzo è ambientato a Ferrara e narra le vicende di una famiglia di religione ebraica, i Finzi Contini, durante gli anni 30, tra fascismo, promulgazione delle leggi razziali e i prodromi della Seconda Guerra Mondiale.

Il protagonista della storia, nonchè narratore, ripercorre le vicende della famiglia dei Finzi Contini in una sorta di flashback, iniziato quando - visitando le tombe etrusche di Cerveteri - la sua memoria corre alla tomba di famiglia dei Finzi-Contini nel cimitero di Ferrara. Il narratore aveva conosciuto la famiglia in quel di Ferrara, dove anch'egli faceva parte della comunità ebraica. Le vicende di svolgono principalmente tra il 1929 e il 1939.

I Finzi Contini, che il narratore frequenta da ragazzo, sono una famiglia dell'alta borghesia facente parte della comunità ebraica di Ferrara. Al centro della narrazione l'abitazione della famiglia, teatro di molti eventi della storia, e caratterizzata proprio dall'ampio e curato giardino, dove i giovani rampolli della famiglia Finzi Contini, Alberto e Micòl, invitano gli amici a giocare a tennis dopo essere stati esclusi dai circoli di tennis della città in seguito alle leggi razziali. Proprio nel giardino si snodano le vicende del gruppo di giovani radunati dai fratelli Finzi Contini, tra cui appunto il protagonista e voce narrante.

Il protagonista si invaghisce di Micòl, che però lo respinge, causando una sua presa di distanza. Ma presto le vicende quotidiane della vita dei giovani verranno stravolte dall'incedere degli accadimenti storici, su tutte il preparasi e poi lo scoppiare del secondo conflitto mondiale. I fratelli Finzi Contini saranno destinati a soccombere: Alberto morirà per una grave malattia nel 1942, mentre Micòl, assieme al resto della famiglia compresa l'anziano nonna andrà incontro alla deportazione in seguito alla quale troverà una tragica morte.

Per una conoscenza più approfondita del testo puoi consultare il riassunto capitolo per capitolo.

Il giardino dei Finzi Contini: analisi

Il Giardino dei Finzi Contini è stato pubblicato nel 1962 da Einaudi, e in seguito fu inserito nella raccolta "Romanzo di Ferrara", di cui rappresenta il terzo volume.

Il romanzo è ispirato alle vicende reali di Silvio Magrini, esponente della comunità ebraica ferrarese e facente parte dell'alta borghesia della città, decisamente in vista. Magrini e la sua famiglia, che occupavano una casa in tutto e per tutto simile a quella descritta ne Il Giardino dei Finzi Contini, subirono il tremendo destino di moltissime altre famiglie ebree italiane, vale a dire la deportazione nei campi nazisti.

La narrazione è effettuata in prima persona, ma dell'io narrante sappiamo poco e niente, a parte il suo ruolo nelle vicende della famiglia Finzi Contini. Non ne conosciamo nemmeno il nome, anche se in molti diedero per scontato che lo si potesse identificare proprio con l'autore, Giorgio Bassani, che effettivamente visse gli anni della giovinezza, prima della guerra, a Ferrara.

Nel romanzo viene utilizzato l'espediente narrativo del flashback: l'incipit è infatti ambientato nel 1957, quando il protagonista si ritrova in una necropoli Etrusca, e proprio le tombe etrusche riportano il suo pensiero alla tomba dei Finzi Contini, nel cimitero di Ferrara. A partire da questi pensieri l'io narrante trae il pretesto per cominciare a raccontare le vicende della famiglia ferrarese che aveva conosciuto e frequentato durante la sua giovinezza.

Anche nell'epilogo del romanzo torna lo sdoppiamento temporale, con il ritorno all'epoca in cui vive l'io narrante, cioè il 1957.

L'intero testo è percorso da sentimenti di malinconia e senso di perdita, ed è evidente che la conclusione alla narrazione delle vicende dei Finzi Contini è la predominanza degli eventi storici sulle vicende private, che ne vengono crudelmente travolte. Temi dominanti della storia sono poi l'amicizia, l'amore non corrisposto, e le speranze - spesso disilluse - degli anni giovanili.