Tema sull'energia pulita: risorse energetiche e fonti rinnovabili

Di Ilaria Giudice.

Come affrontare un tema sull'energia pulita? Cos'è l'energia pulita e come gestire, grazie a questa, la crisi energetica? Riflessioni su un tema attuale che ci riguarda tutti da vicino.

Energia pulita

Energia eolica
Energia eolica — Fonte: getty-images

Accendere il computer, utilizzare il proprio smartphone, suonare il campanello di casa, guidare la macchina… sono tutte azioni che possiamo svolgere grazie a una cosa: l’energia. Ma per produrre energia ci sono diversi modi, alcuni inquinano e altri, invece, non arrecano danni alla Terra e al nostro ecosistema. Partiamo dalle fonti energetiche che sono tutte quelle materie prime che troviamo in natura e che possiamo utilizzare per produrre energia - il petrolio, il carbone, il sole, il vento, il gas naturale. Già facendo un elenco delle fonti energetiche è facile rendersi conto che non sono tutte uguali: ce ne sono alcune come il petrolio, il carbone e il gas naturale che, sebbene “comode”, perché facilmente trasportabili e immagazzinabili, hanno un grande difetto: producono anidride carbonica e polveri nocive per l’atmosfera.

D’altra parte, invece, si parla di energia pulita e di energia rinnovabili, come l’energia solare, l’energia marina, l’energia idroelettrica e l’energia eolica. Ciò che accomuna questi tipi di energia è lo sfruttamento delle risorse naturali - il sole, le onde del mare, l’acqua, il vento - senza che, però, vengano emesse sostanze nocive per l’ambiente. L’utilizzo sempre maggiore di queste fonti di energia può contribuire enormemente a contrastare il cambiamento climatico che, se non affrontato, sarà irreversibile.

Rivoluzione verde e Transizione ecologica

Pannelli per l'energia solare
Pannelli per l'energia solare — Fonte: getty-images

Negli ultimi anni, infatti, è cresciuta la consapevolezza del pericolo a cui stiamo andando in contro e si è parlato sempre di più e sempre più spesso di Rivoluzione verde e Transizione ecologica. Ma cosa significa? L’obiettivo è quello di traghettare i Paesi verso un modello economico e sociale che riformuli in modo più sostenibile le modalità con cui le risorse che il nostro pianeta ci offre vengono sfruttate dall’essere umano.

La Transizione ecologica, è chiaro, è un processo lento e graduale, ma proprio per questo ancora più urgente e non più rimandabile. Per realizzarlo c’è bisogno di tempo e il tempo, ad oggi, stringe.

Gli scenari della fusione nucleare

Basti pensare alla ricerca verso la fusione nucleare che ha compiuto uno straordinario passo in avanti proprio negli ultimi mesi. Per la prima volta, infatti, gli scienziati sono stati in grado di produrre più energia di quella usata per innescarla. Un risultato storico che apre nuovi scenari, ma c’è un problema: ci vorranno almeno trent’anni prima che diventi realtà e possa concretamente essere applicata. E, lo sappiamo bene, non possiamo attendere altri trent’anni per mobilitarci e contrastare la crisi climatica.

Per questo è necessario continuare a investire massicciamente sulle fonti di energia pulita e rinnovabile. È una strada lenta, ma è la più veloce che abbiamo. Uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, è proprio quello di assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni.

Fonti energetiche e le conseguenze della guerra in Ucraina

Lo scoppio della guerra in Ucraina ha reso evidente a tutti quanto fosse fondamentale per i Paesi essere indipendenti dal punto di vista energetico. La stessa Italia ha subito e sta subendo un duro contraccolpo dal momento che non è in grado, ad oggi, di assicurare una produzione di energia sul proprio suolo sufficiente al bisogno dell’intero Paese. Questo ha portato ha un aumento del prezzo del gas, della benzina, e quindi al conseguente caro- bollette di cui non si fa che parlare negli ultimi mesi e che sta mettendo a dura prova tanti italiani in difficoltà economica.

L’Italia, come si legge in un articolo su La Stampa, è uno dei Paesi con la più bassa autonomia energetica in Europa, perché produce nel proprio territorio solo il 22,5% dell'energia consumata, a fronte di una media europea del 39,5%. A livello europeo si trova davanti solo a Malta, Lussemburgo, Cipro e Belgio anche se, va detto, è il Paese che negli ultimi anni è migliorato in misura maggiore rispetto agli altri aumentando il proprio livello di 9 punti percentuali in vent’anni, doppiando così la crescita della Francia e quadruplicando quella della Spagna.

Lo sviluppo delle comunità energetiche

In questo scenario lo sviluppo delle Comunità energetiche non può che essere una buona notizia. Si tratta di un modello innovativo per quanto concerne produzione, distribuzione e sviluppo di energia proveniente da fonti di energia rinnovabili. Lo scopo? Contrastare lo spreco energetico, evitare di produrre energia da fonti fossili liberando CO2, educare i cittadini alla cultura della sostenibilità. Tutti devono poter accedervi con l’obiettivo di fornire benefici non solo ambientali, ma anche economici e sociali.

La parola chiave: sostenibilità

La parola chiave, insomma, è sostenibilità. E chiunque può concorrere a rendere questo Paese più green, più sostenibile, appunto. È chiaro, la politica ha un potere enorme, le aziende con le loro azioni possono stravolgere le abitudini della gente, ma noi per primi possiamo fare la nostra parte con piccole accortezze che se reiterate nel tempo e messe in pratica da un gran numero di individui possono davvero fare la differenza. Innanzi tutto possiamo tenere tutti a mente la regola delle cinque R: rifiutare, ridurre, riutilizzare, riciclare e raccogliere, in poche parole prestare attenzione a quello che si compra, a quello che si consuma e al modo in cui ciò viene eliminato dopo l’utilizzo.

Tema sull'energia pulita: conclusione

Essere consapevoli della situazione attuale, dei rischi legati alla crisi climatica, è il primo passo per agire coscientemente e contribuire a sensibilizzare su questi temi, a sviluppare iniziative e a fare la nostra parte, anche se, molto spesso, è facile sentirsi sopraffatti, minuscoli di fronte a una problematica così ampia.

Ma anche se siamo solo una goccia in un mare immenso e infinito, possiamo essere importanti e fare la differenza, sul serio.

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