Tema sui diritti delle donne oggi

Di Ilaria Giudice.

Tema sui diritti delle donne: spunti e riflessioni sulle donne oggi, sullo sviluppo e sulla condizione della donna nel tempo

TEMA SUI DIRITTI DELLE DONNE

Tema svolto sui diritti delle donne
Tema svolto sui diritti delle donne — Fonte: ansa

Tra le tante tracce papabili (molte delle quali alla fine di questo articolo) c'è anche quella sul rapporto fra scienza e mondo femminile, e più in generale, sullo stato dei diritti delle donne nella società contemporanea.

Immaginiamo quindi una traccia del genere, e vediamo come si può creare intorno ad essa un tema argomentativo.

A 110 anni dalla nascita di Rita Levi Montalcini ricordiamo la sua frase : “La donna è stata bloccata per secoli. Quando ha accesso alla cultura è come un'affamata. E il cibo è molto più utile a chi è affamato rispetto a chi è già saturo.” Senti di vivere in una società in cui uomini e donne hanno pari diritti e pari opportunità?

Quest'anno i prof assegnano temi - sia per le verifiche in classe che per i compiti a casa - che diventeranno presto grandi classici: da una parte il tema sull'ambiente e l'inquinamento, dall'altra il tema sui diritti delle donne. Quello delle pari opportunità è un argomento delicato che deve essere affrontato con rispetto: scopriamo insieme uno svolgimento ideale dell'elaborato, utile anche per ripassare qualche dato o farsi venire qualche idea in vista della prima prova maturità 2020

TEMA SULLE DONNE

Il nostro rimane un mondo maschilista. È una frase definitiva, risolutiva, ma che rispecchia fedelmente qual è la situazione attuale, non solo in Italia, ma nel mondo intero.

Non sono pochi i dati che emergono e che sottolineano l’evidenza: la donna, ancora oggi, nel 2019 -  in un mondo che sembra fare passi da gigante in termini di progresso tecnologico e scientifico, ma che rimane indietro quando si parla di progresso culturale - è meno dell’uomo. La donna, ancora oggi, non viene considerata alla stregua della sua controparte maschile. Non solo sono sottopagate, ma sono anche meno occupate.

CONDIZIONE DELLE DONNE OGGI

Il tasso dell’occupazione femminile delle donne tra i 20 e i 64 anni, secondo i dati Eurostat pubblicati a marzo 2019, resta ben al di sotto di quello dei coetanei maschi: il 66,5% contro il 78%.

Il maggior divario occupazionale tra uomini e donne si registra a Malta, ma l’Italia non tarda a seguirla nei primissimi posti di questa triste classifica.

I dati spesso annoiano, ma in questo caso non si può proprio fare a meno di leggerli con attenzione per registrare e per evidenziare con prove matematiche come questo mondo, palesemente, non stia girando nel verso giusto.

Questo non significa, ovviamente, che le cose non siano cambiate negli anni, che la situazione non sia, in un certo senso, migliorata, ma siamo ancora molto lontani dal luogo in cui dovremmo arrivare.

LE DONNE NEL TEMPO

Il problema non è solo statistico, però. Quello che preoccupa sono gli schemi mentali dentro i quali la gente è rinchiusa, sono le gabbie ideologiche che inconsciamente direzionano verso scelte e posizioni. La cosa più complicata è sradicare l’abitudine del pensiero, la consuetudine a pensarla in quel modo e ad agire di conseguenza. L’esempio più banale, ma anche il più emblematico è che, a casa, nella maggior parte dei casi, è la donna a essere deputata ai lavori di pulizia e di cucina. Non si parla, è ovvio, di un dato assoluto, ma perché accade questo? Risposta: per gli schemi mentali dentro cui la maggior parte delle persone sono intrappolate senza rendersene conto.

Qui nessuno sta dicendo che l’uomo e la donna sono uguali, non lo sono gli esseri umani in generale, figuriamoci due persone di sessi opposti. Devono essere uguali, però, secondo la legge,  devono essere uguali quando si parla di diritti, quando si parla di benefici, quando si parla di  assunzioni, di promozioni sul lavoro, di cariche di prestigio, di stipendi.

C’è una cosa che spaventa e fa sgranare gli occhi. Secondo i dati Istat del 2017, la percentuale di trentenni con un titolo di studio terziario è del 32,5% per le donne, mentre è al 19,9% per gli uomini. Allora com’è possibile che dopo la laurea le cose si rovescino? Solo il 59,2% delle donne neolaureate lavora, mentre per gli uomini la percentuale si alza al 64,8.

CONQUISTA DEI DIRITTI DELLE DONNE

Ciò che deve cambiare è la percezione!

Una volta Rita Levi Montalcini ha detto che la donna è stata bloccata per secoli e che nel momento in cui ha avuto accesso alla cultura si è comportata come un’affamata e che il cibo è molto più utile a chi è affamato rispetto a chi è già saturo. Questa è solo una delle tante frasi che ci ha lasciato in eredità, una delle tante frasi dedicate alle donne, sulle donne, che spingono ad agire, a non chinare il capo, a non rimpicciolire davanti agli insulti, davanti alle battute sessiste, davanti agli oltraggi e agli attacchi di cui sono vittime. Rita Levi Montalcini ha parlato di ribellione, di battaglie per uscire dalla zona grigia dell’abitudine e della rassegnazione. Lei è stata una donna che ha sfidato le convenzioni, che ha affrontato con energia e intelligenza un’ideologia retrograda, che ha scardinato le gabbie cerebrali e si è andata a prendere un posto nel mondo, non un posto qualsiasi, ma il posto a cui aspirava, un posto che, per tradizione, era destinato agli uomini, quello della scienza.

Quello che deve far riflettere, però, è che un uomo con la sua stessa intelligenza, con la sua stessa energia, con la sua stessa capacità, non avrebbe dovuto combattere, non avrebbe dovuto scardinare nessuna gabbia, né sfidare convenzioni di alcuna sorta. All’uomo sarebbe bastato camminare lungo la strada in discesa che lo portava lì, alla donna, invece, è toccata la strada in salita, la strada scoscesa, la strada con buche, fossi e ostacoli.

Se combatti, se la tua preparazione vale qualcosa, se ne hai la capacità e sei donna, al traguardo molto probabilmente ci arrivi. Ma ci arrivi sicuramente più tardi di un uomo che vale quanto te, ci arrivi, ma ci arrivi insieme a un uomo che vale meno di te.

Nella nostra società gli uomini e le donne non hanno pari diritti, non hanno pari opportunità, non hanno pari modalità di trattamento. Quello che deve cambiare, come ho già scritto, è la percezione. Non parlo solo della percezione dell’uomo nei confronti della donna, ma anche di quella della donna verso se stessa. Se è la donna, per prima, a credere di valere meno, a credere di dover pulire e cucinare, a credere di dover fare quei lavori detti “femminili”, le cose non cambieranno mai.

Non si tratta di femminismo, si tratta di buon senso. E il buon senso non è né maschio né femmina, né uomo né donna.

MATURITÀ 2020, PRIMA PROVA

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