Tema di ordine generale prima prova 2018: traccia svolta sulla Costituzione

Di Veronica Adriani.

La traccia svolta sulla Costituzione, scelta come argomento del tema di ordine generale tipologia D per la prima prova 2018

TRACCIA SVOLTA TEMA DI ORDINE GENERALE PRIMA PROVA 2018

La Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio del 1948, è la legge fondamentale dello Stato Italiano. Proprio quest'anno ha festeggiato il suo settantesimo anniversario e costituisce tutt'oggi la base della nostra legislatura, in particolar modo per quel che riguarda i diritti e i doveri dei cittadini. Con i suoi 139 articoli di cui i primi dodici immodificabili, la Costituzione è  il nostro sostegno civile, il piedistallo sul quale poggia la nostra coscienza nazionale.

Si è detto che i primi dodici articoli sono immodificabili: niente e nessuno, insomma, li potrà mai scalfire e variare a suo piacimento o a seconda di esigenze ed orientamenti politici.  Fra questi  articoli, vi è il numero 3 che parla di uguaglianza fra i cittadini.

Il primo comma sancisce la cosiddetta "uguaglianza formale": "tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali". Tale comma stabilisce dunque un'uguaglianza dal punto di vista giuridico, ciò che comunemente viene riassunto con la frase "la legge è uguale per tutti".

Il secondo comma, invece, si occupa di stabilire un'uguaglianza di tipo sostanziale, anche detta "di fatto": esso sottolinea un impegno da parte delle istituzioni per creare delle condizioni favorevoli a tutti i cittadini, anche a quelli più disagiati, in modo tale che ad essi sia consentito di partecipare all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

TRACCIA SVOLTA SULLA COSTITUZIONE PRIMA PROVA 2018

La domanda che sorge spontanea, specie alla luce degli eventi storici recenti, è: ma l'articolo 3 della Costituzione viene sempre rispettato? Oppure l'uguaglianza enunciata  non sempre è messa in pratica? Purtroppo quel che emerge è un quadro un po' differente da quello stabilito dall'articolo 3 della Costituzione; la discriminazione di genere ad esempio, specie in ambito lavorativo, è tutt'oggi presente con estrema frequenza e non sempre le istituzioni si preoccupano di punirne i responsabili. Nelle aule di tribunale inoltre, coloro che non possono permettersi un bravo avvocato -ad esempio, gli extracomunitari o i cittadini che vertono in gravi situazioni di povertà - si trovano spesso a dover combattere per vedere riconosciuti i loro diritti.

Eppure, anche alla luce delle leggi razziali promulgate nel 1938, tutti noi dovremmo comprendere l'importanza di quest'articolo e soprattutto dovremmo proteggerne la sua integrità. Di contro, ad oggi sembra invece di assistere ad un'inversione di tendenza, con un paese dominato dall'avversione verso le categorie più svantaggiate. Quel che emerge è, di fatto, un sentimento negativo verso la parola uguaglianza, sentimento questo  che sembrerebbe voler essere utilizzato come anticorpo nei confronti di ciò che l'opinione comune bolla come "diverso".

Per concludere, è possibile affermare che, nonostante la nostra Costituzione si fondi sull'uguaglianza fra i cittadini, di fatto la nostra società non la riconosce come un principio fondamentale, non solo dal punto di vista legislativo ma soprattutto umano. Quel che ci si auspica è che, quell'immutabilità che caratterizza i primi dodici articoli della Costituzione, sia anche effettiva e non solo enunciata.

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