Tema sulla cultura della contestazione e sul movimento Black Lives Matter

Di Luca Mastrocola.

Il Black Lives Matter - le vite dei neri contano - è un movimento nato nel 2013 per combattere contro il bianco-centrismo, violenza e discriminazioni nei confronti dei cittadini di colore. L'obbiettivo è sensibilizzare i cittadini verso i temi della discriminazione razziale.

Tema sulla cultura della contestazione: come iniziare

La cultura della contestazione si è sviluppata a partire dagli anni Sessanta dello scorso secolo. Fin dall’inizio ha avuto un carattere anticonformistico e una manifesta avversione verso la cultura ufficiale e il modello di vita del sistema capitalistico borghese basato sul consumismo. Tali manifestazioni culturali di dissenso sono partite soprattutto dai giovani e si sono spesso manifestate con atteggiamenti trasgressivi, provocatori e anticonformistici.

La controcultura dell’epoca ha sviluppato un circuito comunicativo autonomo grazie al quale sono stati diffusi anche pratiche e principi delle filosofie orientali.

I giovani di ieri e i giovani di oggi

I giovani degli anni Sessanta rifiutavano la loro società perché la accusavano di essere chiusa e ipocrita. Le imputavano inoltre di appiattire la personalità di ogni individuo e di ridurre ogni cosa ad una semplice forma di profitto, anche il pensiero o l’arte. Il fenomeno di protesta principale prese il nome di beat generation e si sviluppò negli Stati Uniti, soprattutto a San Francisco e a New York.

La società americana del periodo era percorsa da molte contraddizioni che finivano per condannarla ad un immobilismo deleterio. Infatti se da una parte gli Stati Uniti, che avevano combattuto in difesa della democrazia contro i fascismi, erano considerati il simbolo della giustizia e della libertà, dall’altra vivevano nel clima pesante della guerra fredda e spesso la paura del comunismo scatenava vere e proprie vessazioni nei confronti di tutti coloro che manifestavano simpatie per le idee di sinistra, in particolare artisti ed intellettuali (maccartismo). Nella “beat generation” hanno le loro radici molti dei movimenti sottoculturali del 1968 tra cui gli hippy di Woodstock e l’opposizione alla guerra del Vietnam. Tra gli autori principali della beat generation si possono citare: William S. Burroughs, Jack Kerouac, Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti.

Le domande da porsi

Prima di iniziare a scrivere devi porti le seguenti domande:

  • Cosa pensi della cultura della contestazione?
  • Anche tu senti una distanza dalla società degli adulti e la consideri troppo perbenista e conformista?
  • Credi che oggi movimenti di controcultura abbiano ancora un senso?
  • Hai mai pensato di entrare a farne parte?
  • Pensi che i giovani siano realmente considerati nella nostra società?
  • Cosa cambieresti per aumentare la percezione di appartenenza alla collettività da parte dei giovani?
  • Cosa pensi sul consumismo e sul progresso tecnologico?
  • Come consideri gli atteggiamenti di rifiuto nei confronti dei comportamenti convenzionali o comunque prevalenti nella maggioranza?

Il romanzo simbolo del movimento giovanile

Kerouac
Kerouac — Fonte: getty-images

Sulla strada (On the road nel titolo originale) è un romanzo di Jack Kerouac considerato il vero e proprio “manifesto” letterario della beat generation. Il protagonista Sal Paradise racconta i suoi viaggi attraverso gli Stati Uniti e i suoi incontri con gli amici Karl Marx e Dean Moriarty. I tre giovani ricercano tutti i piaceri che la vita può offrirgli, da quelli intellettuali alle visioni stimolate dall'alcool e dalla droga, dall’eccitazione provocata dalla velocità nella guida al godimento sessuale volto a colmare un profondo bisogno d'affetto. Parallelamente però acquisiscono anche l'esperienza vissuta dai poveri, dai vagabondi e dagli emarginati della società e ne ricavano un profondo senso di solidarietà.

Leggi questo estratto.

Perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano. . . bruciano. . . bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno ooohh. ”

Black Lives Matter e la cultura della contestazione oggi

Black Lives Matter
Black Lives Matter — Fonte: getty-images

La cultura della contestazione oggi trova voce nel movimento attivista Black Lives Matter, nato nel 2013 in seguito all’assoluzione di George Zimmerman che il 26 febbraio del 2012 aveva sparato al diciassettenne afroamericano Trayvon Martin.

Nell’imminenza dell’assoluzione sui vari social media comparve l’hashtag #BlackLivesMatter.

Più in generale il movimento si è sviluppato in reazione agli omicidi delle persone nere da parte delle forze di polizia statunitensi e contro le politiche discriminatorie ai danni della comunità nera. Esso è salito agli onori delle cronache nella primavera del 2020 quando a Minneapolis George Floyd, sospettato di aver pagato un pacchetto di sigarette con una banconota contraffatta, venne ucciso da un agente di polizia che gli tenne il ginocchio premuto sul collo per più di nove minuti.

Proteste per la morte di Floyd
Proteste per la morte di Floyd — Fonte: getty-images

Prima di morire l’uomo pronunciò più volte la frase I can’t breathe (non posso respirare) e tali parole sono divenute un grido di protesta usato dagli appartenenti al Black Lives Matter. La stessa frase era stata ripetuta nei suoi ultimi attimi di vita anche da Eric Garner, ucciso a New York da un poliziotto bianco nel luglio del 2014.

I principi del movimento Black Lives Matter

I principi guida del movimento, condivisi da chi ne prende parte e manifesta in nome del Black Lives Matter sono in particolare:

  • rivendicazione di giustizia sociale per i neri in primis, poi per gli altri;
  • rispettare e sostenere le differenze e le comunanze tra persone e popoli con empatia, giustizia, libertà e pace;
  • identità nera come denominatore comune;
  • promozione di famiglie estese e “villaggi” di supporto comunitario;
  • lotta al sessismo, alla misoginia e al patriarcato;
  • lotta contro il “privilegio cisgender” a sostegno dei neri transessuali, uomini e donne;
  • sostegno e giustizia sociale per le madri nella famiglia;
  • lotta contro le discriminazioni, in virtù di una rete intergenerazionale;

Le proteste nel mondo dello sport

Donald Trump
Donald Trump — Fonte: istock

Anche il mondo dello sport ha cercato di far sentire la sua voce per dire che le cose devono cambiare.

  • La protesta più famosa e iconica è stata sicuramente quella di Tommy Smith e John Carlos che ai Giochi Olimpici di Città del Messico del 1968 si inginocchiarono sul podio mentre veniva suonato l'inno americano e alzarono il pugno al cielo indossando un guanto nero.
  • C’è stato poi il caso del giocatore di football Colin Kaepernick che scelse di rimanere seduto durante l’esecuzione dell’inno americano prima delle partite dichiarando di non voler mostrare il suo orgoglio per un paese che continuava ad opprimere gli afroamericani e le minoranze etniche. In seguito Kaepernick iniziò ad inginocchiarsi durante l’esecuzione dell’inno e per questo venne duramente criticato da Donald Trump che lo invitò a cercarsi un paese all’altezza dei suoi ideali.

Al termine della stagione la sua squadra decise di non rinnovargli il contratto e nessun altro team lo ingaggiò, ma il suo atto di protesta venne imitato da moltissimi atleti di svariati sport in tutto il mondo che volevano a loro volta manifestare la loro netta contrarietà agli episodi di violenza e al razzismo. Trump, divenuto presidente, propose di licenziare tutti quei giocatori che si inginocchiavano durante l’inno statunitense.

Il dibattito intorno al movimento di protesta

Il Black Lives Matter è stato più volte criticato e accusato di essere contro le autorità di polizia. In contrasto ad esso è nato anche il movimento Blue Lives Matter che tende a mettere in risalto l’importanza delle vite degli appartenenti alle forze dell’ordine. Le opinioni sull’attivismo del Black Lives Matter negli Stati Uniti variano molto a seconda dell’appartenenza etnica registrando una maggiore approvazione da parte degli afroamericani.

Si registrano differenza anche tra gli elettori repubblicani e quelli democratici che denotano come il Paese sia spaccato sull’argomento. L'ex-sindaco di New York Rudolph Giuliani è anche arrivato ad accusare il Black Lives Matter di essere razzista.

Riflessioni

Qual è la tua opinione sul Black Lives Matter? Pensi che sia giusto, da parte degli sportivi, far sentire la propria voce su argomenti come questo? Hai mai subito o hai mai assistito ad episodi di razzismo? Quali sono secondo te i motivi del razzismo e cosa si può fare per combatterlo?

Ho un sogno, che un giorno, proprio qui in Alabama, i bambini neri e le bambine nere potranno prendere per mano bambini bianchi e bambine bianche, come fratelli e sorelle”. (Martin Luther King)

L’unica razza che conosco è quella umana”. (Albert Einstein)

Cosa ne pensi delle parole di Martin Luther King e di Albert Einstein? Quali emozioni suscitano in te?

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