Tema sul confronto tra Medioevo e Rinascimento

Di Redazione Studenti.

Tema sul confronto tra Medioevo e Rinascimento svolto: dallo studio dei classici alla concezione dell'uomo, passando per la cultura

TEMA SU MEDIOEVO E RINASCIMENTO

Tema sul confronto tra Medioevo e Rinascimento
Tema sul confronto tra Medioevo e Rinascimento — Fonte: getty-images

I docenti ti hanno assegnato un tema sul confronto tra Medioevo e civiltà umanistico-rinascimentale? Mettiamo il caso che ti chiedano di mettere in rilievo il necessario rapporto di antitesi e continuità tra i due periodi: come svolgeresti il tema? Di seguito trovi una traccia svolta da cui puoi prendere spunto. 

SVOLGIMENTO

Medioevo e Rinascimento sono state due epoche fondamentali della nostra storia, e condividono tanti aspetti comuni quante differenze. Partiamo dalla concezione dell'uomo: luomo medievale pone al centro della sua vita Dio e tutta la sua vita è una specie di lungo pellegrinaggio che lo porta a ricongiungersi con il creatore. Questa visione si può definire teocentrica. L’uomo rinascimentale è sì religioso, ma ha una concezione totalmente nuova, detta antropocentrica: il centro dell’esistenza si sposta, nel Rinascimento, da Dio all’uomo. 

Queste differenze nella religione influiscono anche sull'importanza del corpo per gli individui: per l'uomo del Medioevo il corpo è qualcosa di cui ci si deve liberare, mentre per gli umanisti, lo dice la parola stessa, è una parte dell’uomo importante e da apprezzare. Mentre gli uomini medievali utilizzavano pratiche per mortificare se stessi (come i digiuni forzati, il silicio, le veglie forzate di preghiere e l’eremitismo), nel Rinascimento il corpo viene esaltato per la sua armonia e bellezza. 

LO STUDIO DEI CLASSICI

Un elemento di continuità tra Medioevo e Rinascimento è rappresentato dal rispetto con il quale si guarda ai classici, che vengono però interpretati in maniera diversa. Durante il Medioevo i classici sono analizzati con una lettura allegorica e ogni testo viene collegato alle Sacre Scritture. Se non è presente nessun simbolismo, l’opera stessa non viene presa in considerazione, o viene “manomessa” per portarla ai canoni del tempo. Nel Rinascimento nasce la figura del filologo, che avrà il compito di studiare con metodo scientifico e critico i classici per arrivare a comporre un testo più originale. 

Nel periodo rinascimentale, invece, i classici assumono importanza in funzione del loro contenuto: si tralascia il significato allegorico ma per quello che possono trasmettere all’uomo contemporaneo. I testi riacquistano il loro senso storico e si cerca di arrivare alle sue caratteristiche originali, anche grazie allo studio di latino e greco. 

In entrambe le epoche gli individui danno molta importanza alla Fortuna, che assume un ruolo determinante nella vita dell’uomo. Nel Medioevo la Fortuna è ritenuta un’intelligenza angelica, guidata da Dio, come afferma anche Dante nella Commedia. Nel Rinascimento la Fortuna assume lo stesso significato del caso, pone ostacoli e avversità che l’uomo può però superare grazie a capacità e virtù. L’uomo diventa quindi artefice del suo destino, faber fortunae suae, e può superare le difficoltà con le sue sole forze.

LA CULTURA

Oer quanto riguarda la cultura, nel Medioevo e nel Rinascimento, questa ha una diffusione limitata solo nei ceti più elevati. Nel Medioevo gli amanuensi si dedicano alla ricopiatura dei testi antichi; si tratta quindi di una cultura di autoconsumo, chiusa al piccolo mondo dell’abbazia. Nel Rinascimento la cultura si sposta nella corte: il Signore si circonda di letterati e artisti ai quali commissiona opere e lavori, simbolo di grande prestigio. Nasce quindi la figura dell’intellettuale cortigiano che, essendo alle dipendenze di un Signore, non gode di completa libertà espressiva. Mentre l’intellettuale medievale è un cittadino attivo, coinvolto nelle vicende politiche del suo tempo. 

Tra le due epoche cambia anche la concezione della Verità: nel Medioevo è diffuso il principio dell’ipse dixit, la verità è già stata annunciata e all'uomo non rimane che accettarla passivamente. Nel Rinascimento viene meno questo processo deduttivo e l’uomo va alla ricerca della verità, con le sue forze, spinto dal desiderio di conoscere e forte delle sue capacità.

CONCLUSIONE

Dal confronto fra queste due grandi epoche risulta quindi evidente come Medioevo e Rinascimento con i loro punti di contatto ma anche con le loro diversità siano stati periodi di eccezionale grandezza e complessità, di fondamentale importanza per lo sviluppo della cultura moderna. 

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