Tema su Giovanni Boccaccio e la novella del Decameron Andreuccio da Perugia

Di Arianna Giambenedetti.

Traccia e tema svolto sulla V novella della II giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio "Andreuccio da Perugia", dove la narratrice è Fiammetta e la reggenza è di Filomena. Racconto dell'esperienza di Andreuccio a Napoli.

Tema su Andreuccio da Perugia a Napoli: traccia

L’autore che hai studiato è Boccaccio, parla del suo pensiero, della sua opera e della novella ”Le avventure di Andreuccio da Perugia a Napoli” ed esprimi il tuo giudizio e le tue considerazioni.

Giovanni Boccaccio: introduzione al Decameron

Giovanni Boccaccio è uno scrittore fiorentino nato nel 1313. E’ considerato uno dei più importanti scrittori del XIV secolo sia in Italia che in Europa. Studia a Firenze ma poi si  trasferisce a Napoli dove si dedica ai classici latini e alla letteratura italiana e francese, frequenta la corte angioina e si occupa di letteratura; scrive sia in latino (epistole), sia in volgare. Nel 1340 torna in Toscana. Commercia con Alghero e ottiene  risorse economiche che utilizzerà nei decenni successivi. In Toscana scrive opere in latino, svolge incarichi pubblici per Firenze. Muore nel 1375. La sua opera principale è il Decameron dove l'autore fa trasparire il suo pensiero sulla vita.

Per lui sono importanti due aspetti:

  • l'intelligenza, che permette all’uomo di raggiungere ogni suo obiettivo;
  • l'amore in tutte le sue manifestazioni sia cavalleresche che passionali.

Decameron significa dieci giornate. Boccaccio svolge il racconto durante il periodo della peste a Firenze dove sette ragazze e tre ragazzi si rifugiano in una villa lontana dalla città e tutti i giorni, tranne il sabato e la domenica, viene eletto a turno un re o una regina che deciderà il tema a cui tutte le novelle dovranno attingere. Protagonista del Decameron è la vita in tutti i suoi aspetti:

  • popolani e ricchi mercanti;
  • mariti egoisti e mogli astute;
  • signori e sudditi;
  • religiosi ipocriti;
  • sciocchi e imbroglioni;
  • persone dall’animo nobile.
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Andreuccio da Perugia a Napoli

Andreuccio è il nome del protagonista, un giovane di Perugia che decide di andare a Napoli per comprare degli animali da rivendere a Perugia anche se finora non ha mai lasciato la sua casa.

Arrivato a Napoli, si reca al mercato dove cerca di trattare il prezzo di qualche cavallo, senza acquistarne nessuno, e mostrando di tanto in tanto la borsa piena di fiorini d’oro. Una giovane siciliana di nome Fiordaliso viene attratta da tutto quel denaro e lo segue. Andreuccio si avvicina ad una vecchia che lo riconosce e Fiordaliso decide di chiedere all’anziana informazioni sul giovane. La donna era stata la balia di Andreuccio quando viveva in Sicilia e da alla ragazza utili informazioni.

Il piano di Fiordaliso

Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio — Fonte: getty-images

Fiordaliso fa chiamare, tramite una sua serva, Andreuccio e gli dice di essere sua sorella, separata da lui quando erano piccoli, e di aver sposato un uomo col quale poi è andata a vivere a Napoli e poi lo invita a cena a casa sua. La ragazza lo convince a non tornare in albergo, poiché Napoli di notte è una città pericolosa per uno straniero, così Andreuccio si ferma a dormire da lei e viene alloggiato in una camera con un ragazzo come servitore. Andreuccio va in bagno ma, appena entrato mette il piede su una tavola del pavimento sconficcata e precipita nella latrina. Chiama il servo ma questi avverte la sua padrona che si affretta a frugare nella stanza di Andreuccio impossessandosi di tutti i suoi fiorini per poi richiudere la tavola e lasciarlo lì. Una volta riuscito, a fatica, a raggiungere la porta di casa di quella che crede sua sorella viene minacciato dai servi della giovane che fingono di non conoscerlo e il ruffiano di Fiordaliso lo minaccia di morte.

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Le disavventure di Andreuccio

Andreuccio scappa ma si trova davanti due uomini che crede pericolosi e quindi si nasconde ma i due sentono il fetore emanato dal giovane e gli chiedono cosa gli è successo. I due uomini gli dicono che hanno intenzione di rubare i gioielli del defunto Filippo Minutolo, così da diventare ricchi e poi gli chiedono se vuole aiutarli.

Andreuccio accetta ma i due gli dicono che è meglio andare prima al pozzo dove potrà lavarsi. Appena i due ladri lo calano nel pozzo legandolo alla corda e dicendogli di tirarla quando avrà terminato, arrivano delle guardie che vogliono bere e i due banditi pensano bene di fuggire. I gendarmi tirano su la corda e, trovandovi aggrappato Andreuccio, spaventati, lasciano la corda e scappano via. Riuscito ad uscire dal pozzo si reca insieme ai due ladri nel luogo dove giace il corpo del Vescovo. Andreuccio tira fuori tutto ciò che indossa il Vescovo escluso l’anello che decide di tenere per se ma i ladri una volta avuto il bottino decidono di richiudere il coperchio e di allontanarsi lasciando il giovane chiuso dentro la tomba.

Il ritorno a casa di Andreuccio

Un’altra banda di ladri tenta di entrare nella tomba per rubare i tesori del Vescovo e il giovane perugino li spaventa tirando uno di loro per i piedi. Quando tutti i ladri spaventati fuggono, Andreuccio riesce ad uscire dalla tomba e corre in albergo a preparare i bagagli per tornare finalmente a casa.

Descrizione del personaggio "Andreuccio da Perugia"

Andreuccio è uno sprovveduto che crede che una città come Napoli sia tranquilla come quella di Perugia. Invece Napoli è una grande città piena di insidie è come se fosse un labirinto. Non si rende conto che può incontrare bande di malviventi e gira tranquillo mostrando a tutti i suoi fiorini: per un ladro è come un invito a nozze
Andreuccio è sciocco ma anche presuntuoso quando va a casa di Fiordaliso sicuro di averla conquistata. Ma come si può credere che una donna inviti a casa propria una sconosciuto visto solo per un attimo al mercato?
Il protagonista dimostra di essere ingenuo ancora una volta quando si fida dei ladri che poi lo lasceranno nel sarcofago.


Ma alla fine diventa furbo e disonesto anche lui perché decide di tenersi l’anello. Mostra furbizia anche quando riesce a far spaventare la seconda banda di ladri facendo credere di essere qualche morto vivente. Tutto quello che accade ad Andreuccio lo fa cambiare, lo rende più furbo, più prudente e smaliziato, più uomo e dopo le sue disavventure non sarà più l’ingenuo e sciocco che mostrava a tutti la sua borsa piena di soldi e si fidava di chiunque incontrasse.

Adesso però è diventato un disonesto perché ha rubato l’anello vescovile, ma ciò appare come la ricompensa a tutti i suoi guai. Alla fine il fato, che ha sempre messo nei guai il giovane, gli permette di salvarsi e di tornare a casa più ricco di quando è partito.

Morale della Novella

La morale della novella di Boccaccio si può così sintetizzare: tutte le esperienze, soprattutto quelle negative, aiutano ad essere più consapevoli delle proprie scelte, decisioni e a maturare.

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