Tema argomentativo sul lavoro oggi

Di Redazione Studenti.

Tema argomentativo svolto sul lavoro oggi con scaletta, svolgimento e considerazioni finali.

Tema sul lavoro: scaletta

Tema svolto sul lavoro che tratta diversi punti. Ecco la scaletta:

  • Il valore etico del lavoro nella società;
  • Il lavoro non solo come sussistenza;
  • Lavoro tra passato e presente;
  • La schiavitù del lavoro nei lager;
  • Considerazioni finali.

Il lavoro è un’attività produttiva che ha lo scopo di soddisfare i bisogni delle persone: bisogni materiali e non, individuali e collettivi. La Repubblica Italiana – è dichiarato esplicitamente all’articolo 1 della Costituzione -  è fondata sul lavoro.
La società, per definizione, è un insieme di persone che interagiscono per poter raggiungere uno o più obiettivi comuni. Una società, dunque, non può esistere senza la collaborazione delle persone che la compongono, il lavoro è un bisogno di tipo collettivo, che permette di aumentare il benessere e di migliorare la condizione umana. Il lavoro è un’attività fondamentale: solo con questo impegno e collaborazione si può ottenere una società solida in cui siano presenti diritti e doveri. Si può infatti godere dei diritti perché c’è il lavoro, che è un dovere sociale.

Manovalanza in agricoltura
Manovalanza in agricoltura — Fonte: getty-images

Un esempio è il diritto all’istruzione: mediante il lavoro degli insegnanti, gli alunni acquisiscono una cultura e imparano nuove realtà per affrontare meglio il mondo.

Il lavoro rappresenta uno dei fondamenti della società: permette di soddisfare i bisogni più importanti, da quelli più basilari come mangiare, bere, dormire e avere una casa a quelli secondari. Se il lavoro garantisce la sola sussistenza, esso non rende più libero l’uomo, ma diventa una dipendenza necessaria alla sopravvivenza. Il proletariato, infatti, ha il solo ruolo di prestare la forza lavoro dietro compenso.

Il lavoro della schiavitù

Nel passato, molte società erano basate sulla schiavitù. In questi contesti il lavoro viene imposto, ed il frutto che ne scaturisce è ad unico vantaggio dello schiavista mentre lo schiavo è una macchina senza diritti.

Anche nella società moderna ci sono forme di violenza e di coercizione – si pensi al mobbing, ai comportanti violenti, vessazioni, abusi psicologici perpetuati nel tempo dai superiori o colleghi nei confronti di un lavoratore. Questa condizione mina l’equilibrio psicofisico del lavoratore e la sua attività si trasforma in qualcosa di oppressivo e viene alterata la libertà.

La schiavitù nei campi di concentramento

Abbiamo assistito a forme di schiavitù anche in età contemporanea. Si pensi all'olocausto e ai campi di concentramento. Arbeit macht frei, ovvero Il lavoro rende liberi, famosa frase all’ingresso di Auschwitz, aveva lo scopo di creare false aspettative nel deportato che la leggeva, il quale avrebbe pensato che grazie al lavoro sarebbe tornato in libertà. La scritta ha poi assunto nel tempo un forte significato simbolico perché riassumeva in sé tutta la menzogna, la crudeltà e la barbarie dei campi di concentramento nazisti, dove i lavori forzati, la condizione di privazione inumana dei prigionieri e, non ultimo, il destino finale di morte, stridevano con grottesca ironia rispetto all'apparente candore etico del motto. Nei lager, il lavoro non rendeva libero l’uomo, poiché non solo era una forma di schiavitù, ma un modo per umiliare l’essere umano, infiacchire il fisico e annullarne la personalità.

Lavoro come espressione di libertà

Il lavoro è una realtà multiforme, che non può essere racchiusa in una sola frase. Le politiche sociali sul lavoro dovrebbero essere orientate da un lato alla crescita economica e allo sviluppo del paese, dall’altro a garantire un adeguato livello di libertà per tutti i lavoratori. Prevenire le forme di sfruttamento del lavoro significa garantire alle persone una vita equa e giusta.