Tema sull'amore: riflessioni e spunti

Tema sull'amore: riflessioni e spunti A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Tema sull'amore: come è stato descritto da intellettuali e artisti dall'antichità ad oggi? Come viene vissuto questo sentimento e quanti tipi di amore ci sono? Spunti e riflessioni per scrivere il tuo personale tema sull'amore

1Introduzione: l’amore nell’arte e nella letteratura

Venere e Cupido di Carlo Maratta (1625-1713). Collezione privata
Venere e Cupido di Carlo Maratta (1625-1713). Collezione privata — Fonte: getty-images

Franco Battiato cantava una canzone dal titolo emblematico «Tutto l’universo obbedisce all’amore». Dante conclude la sua Commedia con la Visio Dei, la visione di Dio, «l’Amor che move il sole e l’altre stelle».

L’amore è tante cose. Per gli antichi era una persona vera e propria, cioè Eros, figlio di Afrodite, un bambino. Anche per i poeti medievali, l’Amore è una figura spirituale ma (quasi) una persona in carne e ossa.    

Per le poetesse d’amore come Saffo ed Eleonora d’Aquitania, rispettivamente nel mondo classico e medievale, e poi ancora le poetesse del Cinquecento e di tutti i tempi l’Amore è altrettanto totalizzante, segno che non esiste distinzione per l’intensità di questo sentimento.    

Ora, non è che possiamo fare un elenco di tutti quelli che hanno parlato d’amore perché ne hanno parlato tutti e tutte.     

Saffo; scultura di Giovanni Duprè conservata alla Galleria nazionale d'Arte moderna di Roma
Saffo; scultura di Giovanni Duprè conservata alla Galleria nazionale d'Arte moderna di Roma — Fonte: ansa

Non a caso Battiato nella famosa canzone «E ti vengo a cercare» definisce l’amore «un sentimento popolare»

Eppure, anche se forse non esiste al mondo una persona che non si sia mai innamorata, anche se sappiamo quanta gioia e quanto dolore possa causare questo sentimento, quando cerchiamo di parlare d’amore – che è quindi una cosa serissima – sembriamo sempre abbastanza comici, ridicoli e inadeguati: ce lo dice proprio un giovane Petrarca che cerca rifugio dal «manifesto accorger delle genti», andando per vie lontane. 

Ce lo dice anche Roland Barthes, che ha scritto un libro prezioso sul discorso amoroso, che ti invito a leggere.

Anche io, come altri poeti, mi sono cimentato nella poesia d’amore e, anzi, ad essere sinceri ho dedicato un intero libro a questo sentimento, un vero e proprio canzoniere dal titolo «Amare essere amati» (Pequod, 2022). In questa dispensa te ne parlerò un po’.  

Tornando al fatto che l’amore è popolare a volte si ha quasi l’impressione che il discorso che ci ruota intorno sia da evitare. Rilke diceva appunto di evitare le poesie d’amore, perché le considerava le più difficili. Perché l’amore è l’argomento su cui tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo scritto qualcosa: un verso, una lettera, una canzone.  

Il primo amore è dirompente e coglie del tutto impreparati. Cambia il nostro agire, il nostro sentire, cambia tutto di noi e noi cambiamo per lui.  

2Tema sull’amore: le domande che devi porti prima di iniziare

Facciamo qualche domanda preliminare per inquadrare l’argomento.

  1. Che cos’è l’amore per te?
  2. Con quanta intensità vivi questo sentimento?
  3. Credi che ci sia per forza differenza tra un amore giovanile e un amore maturo?
  4. Hai mai scritto, cantato, danzato per dare sfogo alle tue voglie da innamorato?
  5. Ti ritrovi nelle poesie e nelle canzoni d’amore di altri?
  6. Le poesie d’amore possono descrivere pienamente il sentimento? Motiva la tua risposta.
  7. Hai un luogo preferito in cui da solo ti metti a pensare e a riflettere sui tuoi sentimenti?
  8. Hai mai provato vergogna per essere innamorato/a?
  9. Quanta importanza dai all’amore.
  10. Ci sono tanti tipi di amore: descrivine almeno tre (amore filiale, amore amicale, amore sponsale).

3Ma chi sono l’innamorato o l’innamorata? Amore-Eros!

Roland Barthes
Roland Barthes — Fonte: getty-images

Bella domanda. Prova a dare una risposta già tu, pensando alla tua o all’altrui esperienza; prova a pensare quanti bellissimi pensieri e opere d’arte ritraggono l’innamorato e l’innamorata. Pensa, che so, agli amanti raffigurati nel cielo come nella «Passeggiata» di Chagall

Ti propongo intanto Roland Barthes, citato prima. L’amore genera una sua follia – come per Orlando, o per Saffo che invoca Afrodite chiedendolo un aiuto – un errare del pensiero e del corpo alla ricerca dell’amato o dell’amata. Questa ricerca implica un discorso, un modo di parlare e di agire.

Leggiamo:

«"Dis-cursus" indica, in origine, il correre qua e là, le mosse, i "passi", gli "intrighi". In effetti, l'innamorato non smette mai di correre con la mente, di fare nuovi passi e d'intrigare contro sé stesso. Il suo discorso non esiste mai se non attraverso vampate di linguaggio che gli vengono in seguito a circostanze infime, aleatorie. Possiamo chiamare questi frammenti di discorso delle "figure". La parola non va intesa nel senso retorico, ma piuttosto nel senso ginnico o coreografico; in altre parole, nel senso greco: "schèma", non è lo "schema"; è, in un'accezione ben più viva, il gesto del corpo colto in movimento, e non già contemplato in stato di riposo: il corpo degli atleti, degli oratori, delle statue: ciò che è possibile immobilizzare del corpo sotto sforzo. Lo stesso si può dire dell'innamorato in preda alle sue figure: esso si dimena in uno sport un po' pazzo, si prodiga, proprio come l'atleta; fraseggia, come l'oratore; è cristallizzato, siderato in un ruolo, come una statua. La figura è l'innamorato al lavoro».

4L’amore che sconvolge

La poetessa d'amore Eleonora d'Aquitania (1122-1204)
La poetessa d'amore Eleonora d'Aquitania (1122-1204) — Fonte: getty-images

Ti sarà capitato di errare da una parte all’altra, svagando, folleggiando, alla ricerca della persona che ami sentendoti, come nel sonetto De oppositis C. CXXXIV di Petrarca , pieno di forze e un attimo dopo debilitato. L’amore sconvolge

Ti propongo una mia poesia che sembra adatta al tema: il titolo è Passim, dal latino, e significa «qua e là», «a caso». Come il Dis-cursus dell’innamorato di Barthes. 

Amare, essere amati.
Innamorare, innamorarsi.
Possibile che a un punto sia il tutto e poi il niente?
Noiose le ore, scorrono lente. Poi di corsa.
Si raccolgono da terra i cocci volta a volta
al minimo sussulto, e niente di niente,
sul cuore ognuno conta croci dimentica voci
e prega senza poter pensare ad altro
altro mai non sperando

«A cosa mai servirà insistere tanto?»
«A niente… amare serve solo ad amare». 

(Vincenzo Lisciani Petrini, Passim, da «Amare essere amati») 

5«Amare essere amati» – l’amore giovane che vola

La passeggiata di Marc Chagall
La passeggiata di Marc Chagall — Fonte: ansa

Abbiamo citato prima la passeggiata di Chagall, un quadro molto famoso che rende il senso di leggerezza che l’amore concede nel pieno del suo entusiasmo. Il bello di quel quadro è il senso di reciprocità che traspare: amare, essere amati. Le due mani si intrecciano e si vola insieme a metri da terra, navigando nell’aria, come su un tappeto volante (Galeotta fu la Disney e Aladdin).

Se io capissi
quel che vuol dire
– non vederti più –
credo che la mia vita
qui – finirebbe
Ma per me la terra
è soltanto la zolla che calpesto
e l’altra che calpesti tu:
il resto
è aria
in cui – zattere sciolte – navighiamo
a incontrarci.

(Antonia Pozzi, Mia vita cara, Cento poesie d’amore e silenzio)

6L’amore è fatto di accese curiosità, passioni che travolgono, sentimenti giganteschi

Qualcosa ci dice un poeta francese, Jacques Prevert

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è soltanto la loro ombra
Che trema nel buio
Suscitando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo i loro risolini
la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Loro sono altrove ben più lontano della notte
Ben più in alto del sole
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore. 

(Jacques Prevert, poesie)

Ti rivedi in questa immagine di ragazzi innamorati che si baciano in piedi «contro le porte della notte»?

La giovinezza è un periodo incredibile, meraviglioso, entusiasmante e disperante al tempo stesso. E i ricordi dell’amore – «dell’abbagliante splendore» del primo amore – diventano nostalgia, diventano poesia, per qualcosa che abbiamo magari inseguito e non siamo riusciti a prendere, come confessa Alda Merini in «Ho conosciuto in te le meraviglie»

Ho conosciuto in te le meraviglie
meraviglie d’amore sì scoperte
che parevano a me delle conchiglie
ove odoravo il mare e le deserte
spiagge corrive e lì dentro l’amore
mi son persa come alla bufera
sempre tenendo fermo questo cuore
che (ben sapevo) amava una chimera

(Alda Merini, Poesie) 

L’amore per i giovani è anche un volo vertiginoso, una paura che diventa desiderio di salire sempre più in alto. Quando frequentavo le scuole elementari, le maestre urlavano a chi si distraeva all’ultimo banco: «Stai guardando gli asini volanti?». 

Penso che i giovani innamorati siano un po’ degli asini volanti, creature leggendarie, che abitano il cielo e che sono sempre a distanza da terra

Ho ripreso questa espressione proprio per descrivere questo amore infantile-giovanile perché mi ha sempre fatto pensare molto ai quadri di Marc Chagall, dove l’amore diventa fiaba e slancio verso il cielo

7Nel tempo della fine – quando ricordiamo il passato e ci rilanciamo verso il nuovo

Il primo appuntamento
Il primo appuntamento — Fonte: getty-images

Nel mio libro, «Amare essere amati» ho ripercorso questi stadi dell’innamoramento e dell’amore,  dell’amore «infinito attivo e infinito passivo», perché appunto ciò che desideriamo è essere amati, ma anche amare, trasformarci per l’incontro, per l’evento che arriva come un ladro nella notte.

Quando stai per andare ad un appuntamento come ti senti? Assapora le tue incertezze, assapora le sensazioni: guardati mentre ti vesti bene, mentre scegli i vestiti preferiti, che ti danno sicurezza perché l’altro ti veda in tutta la tua bellezza e in tutto ciò che tenti invano di nascondere.

Ma ci sono anche gli ultimi appuntamenti, i momenti in cui si comprende che qualcosa si è rotto, e tutto appare chiaro, solo che è difficile ammetterlo. Può essere che l’amore sia finito? Come cantava Battiato, «La stagione dell’amore viene e va / con le paure e le scommesse / questa volta quanto durerà?». Non si sa mai. A volte molto, a volte poco.

Rifletti su questo aspetto: un amore che è durato poco vale di più o di meno di un amore durato molto? La risposta sembra semplice, ma chissà.

Ci sono poi amori che non si riescono mai a confessare agli altri, che restano segreti per tantissimo tempo, per sempre, e che danno il senso di tutta la nostra vita.

Tema sull'amore romantico
Tema sull'amore romantico — Fonte: getty-images

Quando si arriva alla fine bisogna anche saper chiudere nel modo giusto, lasciandosi, senza trattenersi più del dovuto. Il commiato, l’addio, fanno parte del gioco così come l’eventuale e inaspettato ritorno della persona che amiamo.

Mi perdonerai se su questa duplice possibilità ti faccio leggere due poesie gemelle, sempre tratte da «Amare essere amati».

Siamo ancora la domanda che non sa chiudersi,
la frase che ognuno continuerà per sempre.
Se una fine ci sarà, non sarà nostra.
Dovremmo solo dirci che siamo tornati,
che i nostri corpi si sono di nuovo intrecciati.
E poi scrivere biglietti per gli auguri che non ci siamo fatti.
Mettere l’acqua alle piante secche sui balconi.
Leggerci le lettere mai spedite. Fare un po’ di silenzio.
Dirci ti amo almeno tre volte. Fare bene l’amore.
E poco altro.

(Vincenzo Lisciani Petrini, In vista di un possibile ritorno, qualche istruzione)

Ti dico di pregare, e tu ascoltami.
Non essere stupida. Non ti rivedrò mai più.
Disegna Parigi di rosso e azzurro,
con i colori a cera che usavi all’asilo.
Mettici la Torre, Notre Dame, un gatto,
uno spicchio di luna, un paracadute nel cielo…
Basta così. Non aggiungere altro.
Guardala bene. Goditi il tuo piccolo capolavoro.
Ora, con una calamita, appendila al frigorifero.
Lasciala lì, finché ti piacerà ricordarmi.

(Vincenzo Lisciani Petrini, In vista di un mancato ritorno, qualche istruzione)

8Tema sull’amore, conclusione: a ognuno l’amore corrisposto?

Il romanziere americano Raymond Carver (1938-1988). Parigi, 4 luglio 1987
Il romanziere americano Raymond Carver (1938-1988). Parigi, 4 luglio 1987 — Fonte: getty-images

Quanto è bello e miracoloso l’amore corrisposto, l’amore reciproco: insieme ci si dà la forza per volare e al tempo stesso si dà senso alla propria esistenza su questa terra. Negli ultimi tempi tumultuosi che stiamo vivendo mi chiedo se questo sentimento, così popolare, sia davvero di tutti o se non ci stiamo concentrando solo sulla nostra egoistica dimensione, usando gli altri come per un turismo emotivo.

Tuttavia c’è una poesia di Carver che rende appieno proprio questa idea di reciprocità, che mi sembra l’unica perseguibile. È brevissima: si chiama «Ultimo frammento».

“Ultimo frammento”

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos’è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.

Bella, vero? È un bilancio della vita di Raymond Carver, che aveva trovato nell’amore per sua moglie Tess quella speranza e quella forza che lo ha spinto a lottare contro tutti i suoi demoni, spingendolo a dare il meglio di sé.

E così per lei, che racconta come negli ultimi giorni prima della morte di Raymond (malato gravemente) le parole fossero ormai diventate inutili: erano pienamente uniti, così uniti da essere un cuore solo e un’anima sola. Non è l’unico amore possibile, certamente.

Pensiamo a chi per Dio si consacra e sceglie il celibato o il nubilato come condizione di vita. Sono vite senz’amore? Certamene no. Almeno nelle sue più alte espressioni, consacrare la propria vita dovrebbe essere amare Dio in tutta l’umanità.

9Conclusioni: «Tutto vince l’amore»

Nelle Bucoliche Virgilio scrive «Omnia vincit amor et nos cedamus amori» (X, 69): «L’amore vince tutto e noi cediamo all’amore».

Per questo di cos’altro parliamo, di cos’altro speriamo se non di amore? Se ci pensiamo, il dialogo amoroso è sempre vivo dentro di noi e quando si spegne (può succedere) ci sentiamo come morti, in una pace che non desideriamo davvero, perché l’amore è forza, prorompere di emozioni, dynamis, ma anche sentire, coltivare, prendersi cura.

Dunque devi riflettere bene sulle tue esperienze e cercare di cominciare a leggerle.

Nella fase giovanile, irrazionale e furibonda, si è sempre alla ricerca di esperienze nuove, che soddisfano la curiosità. Il sesso rientra in questa scoperta così emozionante come se si capisse di avere un corpo per la prima volta. Ma il mistero dell’amore non finisce lì e non si esaurisce nel sesso: è qualcosa che va più in profondità e che ha bisogno di un dialogo incessante con noi stessi e con gli altri per assaporarne il mistero.

10Guarda il video sulle 5 fasi dell'amore

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