Tema su Leonardo da Vinci: riflessione sul grande genio italiano nell’epoca di trappers e tronisti

Di Ilaria Giudice.

Tema sui 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci: riflessione sul grande genio italiano nell’epoca di trappers e tronisti. Argomento che potrebbe diventare traccia per la maturità

LEONARDO NELLA PRIMA PROVA DELLA MATURITÀ

Autoritratto di Leonardo Da Vinci
Autoritratto di Leonardo Da Vinci — Fonte: getty-images

Il 2 maggio 2019 si sono festeggiati i 500 anni dalla morte del grande Leonardo Da Vinci: a causa di questo importante anniversario molti davano Leonardo da Vinci come uno dei papabili protagonisti della prima prova dell'anno scorso. Il MIUR ha però ripiegato su altri temi, ma questo non esclude Leonardo da Vinci dalle tracce della maturità 2020 (o da quelle più assegnate dai prof!). Di seguito trovate un esempio di tema svolto sul genio italiano dalle capacità trasversali. 

Mente geniale nella pittura, nelle invenzioni, nelle supposizioni che visse in un momento di grande vivacità culturale dell'Italia. Ma se un tempo a diventare famosi erano personaggi realmente capaci e geniali, con chi ci confrontiamo oggi? Chi sale agli onori della cronaca? Il Miur potrebbe invitare i maturandi a fare una riflessione su questo: sulla società dei selfie, in cui basta apparire anche se non si sa fare nulla perchè l'importante è diventare popolari con qualunque mezzo e a qualunque costo.

IL GENIO DI LEONARDO

Leonardo da Vinci: è lui il genio del Rinascimento, con un ventaglio conoscenze smisurato che spaziavano dalle lettere alla scienza. Figlio illegittimo del notaio Piero da Vinci, non ha svolto una regolare formazione di studio a scuola - non conosceva infatti né il greco né il latino - ma è entrato a far parte, sin da giovanissimo, della bottega del Verrocchio insieme a due altri grandi artisti: il Botticelli e il Perugino. La sua formazione, dunque, non è delle più esemplari, ma ci spinge a credere che, a volte (o spesso), un pezzo di carta non vale niente, che l’esperienza più grande si fa toccando le cose con mano e non solo studiando teorie su teorie. Quest’anno ricorrono i cinquecento anni dalla sua morte e questo numero così importante ci spinge, come sempre, a riflettere, a ragionare su quante cose siano cambiate, su come, generazione dopo generazione, si sia arrivati alla situazione attuale, quella di un mondo in cui vengono innalzati a idoli personaggi di programmi televisivi di dubbia cultura, come quello in cui intervengono i così detti “tronisti”. Ma questo è davvero un problema? Forse, una risposta univoca non esiste.

LE INVENZIONI DI LEONARDO

Quanto è lontano quel periodo in cui il mondo era abitato da un genio come Leonardo che, chiuso nella sua bottega, studiava, provava, sperimentava, costruiva, inventava, produceva…? Leonardo è stato un uomo dalle mille capacità: poteva vantare una profonda esperienza in ogni campo, da quello artistico a quello medico, astronomico, letterario. Possiamo considerare Leonardo un vero e proprio filosofo con un pensiero influenzato dai grandi sapienti del passato, come Aristotele e Platone, ai quali, però, non fece mai riferimento, dal momento che criticava aspramente tutti coloro che si basavano su ciò che è stato detto dagli altri e non su un loro proprio pensiero.

Come letterato, Leonardo non ha lasciato alcuna opera programmata, piuttosto una serie di disordinata di appunti in cui appaiono disegni, schizzi, riflessioni, favole, progetti. Molto curioso e misterioso è il vezzo che aveva di usare una grafia speculare, leggibile quindi solamente con l’utilizzo di uno specchio. Ma tra cinquecento anni, non potrebbe risultare curioso e misterioso, l’utilizzo di gif ed emoticons che oggi si usano per comunicare?

Ritornando a Leonardo, un alone di mistero rimane anche su alcune sue opere andate perse. Mistero, però, quasi svelato quella della “Battaglia di Anghiari” affresco dipinto nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze, probabilmente nascosto da un’opera successiva del Vasari.
Come artista, Leonardo ha lasciato alla Francia l’opera a cui teneva di più, la Monnalisa, o più comunemente chiamata la Gioconda, che fu donata proprio da lui al re francese. Tra le altre opere che sono ormai diventate popolari, possiamo citare l’affresco “L’ultima cena” o “L’uomo vitruviano”, oggi presente sulla moneta da un euro.

Per mezzo dei suoi appunti, che continuano a essere studiati e trovati negli anni, possiamo analizzare gli studi di fisica, soprattutto attraverso i disegni e i progetti dell’aliante, dell’elicottero e del paracadute, progetti non del tutto esatti, ma senza dubbio con idee innovative. Altre invenzioni che possiamo elencare sono quelle del carro armato e del ponte girevole.

Macchine volanti disegnate da Leonardo nel 1487
Macchine volanti disegnate da Leonardo nel 1487 — Fonte: getty-images

Ennesima conoscenza, quella del corpo umano: lavorava, infatti, sui cadaveri, attività che all’epoca era vietata dalla Santa Inquisizione. Leonardo pensava che conoscere esattamente come era fatto il corpo umano, potesse aiutare nella scultura e nell’arte in generale. Inoltre, affermava che senza le leggi della matematica, l’uomo non può dimostrare niente perché esse forniscono tutte le regole che devono essere applicate.

Quante cose grandiose ha fatto? Quante cose ha lasciato ai posteri? Ritorniamo al punto di partenza: è davvero così lontano il periodo in cui visse Leonardo, rispetto a quello attuale? Per lontananza, è ovvio, non si intende soltanto una lontananza temporale, ma anche culturale. Si pensa sempre che le epoche passate siano migliori, che siano meno degradate, corrotte, che con il tempo tutto si avvilisca. Io non sono d’accordo. Oggi abbiamo i tronisti, o i trapper, di cui si è detto tutto e il contrario di tutto, ma ieri c’era altro e non per forza questo “altro” era migliore.

SAPER APPREZZARE IL PRESENTE E IL PROGRESSO DI QUESTI ANNI

Il problema, a mio avviso, è che l’uomo sbaglia: quando guarda al presente non vede ciò che è stato fatto di buono, non scorge il progresso, non comprende la grandezza dello sviluppo, ma si chiude a riccio denigrando tutto ciò che di sbagliato c’è a questo mondo, illuminando di una luce grandiosa tutto quello che nel passato è stato eccellente. Basterebbe, però, un minimo di logica per capire che in ogni epoca c’è il bello e il brutto, c’è l’eccellenza e il degrado. Ogni epoca ha i suoi pro e i suoi contro, che sono pro e contro soggettivi. Se oggi i ragazzi sono incantati da figure come i trappers e i tronisti, che sia così: sono giovani e per loro, molto spesso, esiste solo il bianco e il nero, esiste l’esaltazione totale, l’accecamento assoluto.

Il Rinascimento aveva Leonardo? Noi abbiamo una tecnologia che fa invidia a tutto quello che è esistito fino a pochi anni fa. E abbiamo dei giovani che si esaltano per figure culturalmente non raccomandabili, ma che hanno la capacità di far provare emozioni e passioni forti che un giorno, molto probabilmente, si indirizzeranno verso altro, verso qualcosa che li farà crescere, che li farà produrre, scoprire, inventare…

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