Tasse scolastiche 2019/2020: la guida

Di Redazione Studenti.

Scopri quali sono le tasse scolastiche obbligatorie, a quanto ammontano, quando devi pagare e quando puoi essere esonerato

TASSE SCOLASTICHE 2019/2020

Tasse scolastiche
Tasse scolastiche — Fonte: istock

Tasse scolastiche, contributi volontari e altro: quando sono obbligatorie e quando no? In occasione dell'annuncio del Miur delle date delle iscrizioni scolastiche 2019-2020 è bene fare un po' di chiarezza e capire quali sono le tasse obbligatorie e quali no. Le tasse obbligatorie sono:

  • Tassa di iscrizione: si versa quando ci si iscrive a un corso di studi secondari, dopo il compimento dei 16 anni da parte dello studente e vale per l'intera durata del ciclo.
  • Tassa di frequenza: questa deve essere versata ogni anno a partire dal compimento dei 16 anni da parte dello studente.
  • Tassa di esame: deve essere versata solo durante la scuola secondaria superiore quando si fa la richiesta per gli esami di idoneità, di licenza, esami integrativi e per la maturità
  • Tassa di diploma: la tassa deve essere versata tutta in un'unica soluzione al momento della consegna del titolo di studio. 

Devono essere versate solo dopo il compimento dei 16 anni di età, cioè dopo l’assolvimento dell’obbligo scolastico, sul c.c.p. n. 1016 intestato all’Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara, precisando la causale, utilizzando i bollettini disponibili presso gli uffici postali. Il tutto in pieno rispetto del Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 200.

Per ulteriori informazioni sugli esoneri: Tasse scolastiche: ecco quando puoi non pagare

ESONERO TASSE SCOLASTICHE

Ovviamente non tutti devono obbligatoriamente pagare i suddetti contributi. Infatti ai sensi del Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 200 è previsto l'esonero dal pagamento delle tasse scolastiche in determinate casistiche.

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TASSE SCOLASTICHE DETRAIBILI

Un’altra informazione che occorre conoscere riguarda il fatto che le spese scolastiche riguardanti l’acquisto dei libri e i trasporti non sono detraibili. Lo stesso vale per i contributi scolastici a meno che non rientrino nel Piano di Offerta Formativa dell’Istituto. In quest’ultimo caso i pagamenti devono avvenire in modo tracciabile e contenere nella causale motivazione e riferimento di legge. Diversamente occorre allegare un’attestazione emessa dall’Istituto stesso riportante le finalità del versamento di tali somme.

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CONTRIBUITI SCOLASTICI

Eccoci, quindi, arrivati alle dolenti note dei contributi scolastici che si distinguono dalle tasse in quanto, come si legge sul sito del Miur, “di natura volontaria e destinati all'arricchimento dell'offerta culturale e formativa degli alunni”. Il che significa che non è possibile in alcun modo obbligare gli studenti a versare qualsiasi somma.