Talete: biografia e pensiero filosofico

Talete: biografia e pensiero filosofico A cura di Giulia Guadagni.

Biografia e pensiero di Talete, filosofo, astronomo e matematico considerato il primo filosofo della storia. Secondo Talete il principio in filosofia è l'acqua

1Talete e i primi filosofi

Ritratto di Talete di Mileto. Incisione di Luigi Rados
Ritratto di Talete di Mileto. Incisione di Luigi Rados — Fonte: getty-images

Oltre a essere un esperto astronomo e un valente geometra, Talete fu nientemeno che il primo filosofo! Le notizie sulla sua vita e sulla sua attività filosofica provengono tutte dalla cosiddetta tradizione indiretta (lo stesso vale per tutti i filosofi presocratici). 

La tradizione indiretta è composta dai testi di autori successivi che hanno parlato dei presocratici nei loro libri. A volte questi testi successivi riportano delle citazioni testuali (che si chiamano frammenti), altre volte riassumono o parafrasano le loro opinioni (nel qual caso si tratta di testimonianze). È il caso di Aristotele, che dedica il primo libro della Metafisica a passare in rassegna e poi confutare le tesi dei filosofi che lo hanno preceduto. Alcuni di questi autori successivi sono i cosiddetti dossografi (“scrittori di opinioni”) che scrivevano opere espressamente dedicate a raccogliere le dottrine e le teorie dei filosofi. 

Talete nacque verso la fine del VII secolo a. C. a Mileto, una colonia greca sulle coste dell’Asia Minore (l’attuale Turchia). La stessa città diede i natali anche ad Anassimandro e Anassimene, che insieme a Talete sono considerati inventori e iniziatori della filosofia. Ricordiamo tutt’oggi questi tre con il nome di filosofi “milesii” o “ionici” (dal nome della regione in cui si trovava Mileto, la Ionia).  

2Talete e l’indagine sulla physis

I primi filosofi sono ricordati anche come “naturalisti” (o fisici) perché si occuparono perlopiù di riflettere sulla physis, una parola greca che si può tradurre con “natura”. La parola greca physis veniva dal verbo phyomai, che significa “generarsi”. I milesii intendevano la natura come mutamento, come tutto ciò che si muove, cambia, cresce e si sviluppa nell’universo.   

Illustrazione che raffigura il concetto di Talete: secondo il filosofo la Terra galleggiava sull'acqua
Illustrazione che raffigura il concetto di Talete: secondo il filosofo la Terra galleggiava sull'acqua — Fonte: getty-images

Talete si preoccupò di indagare le caratteristiche generali dell’universo, di tutto ciò che esiste. Qual è l’elemento che permane stabile al di là dei cambiamenti, dei processi di generazione e corruzione? Quale elemento si trova dappertutto, come un minimo comune denominatore della realtà?   

Aristotele scrive che Talete individuò questo elemento, l’arché, il principio, nell’acqua e perciò affermò che la terra galleggiava sull’acqua. Secondo Aristotele, Talete desunse che il principio fosse l’acqua dal fatto che il nutrimento di tutte le cose è umido, e che perfino il caldo si genera dall’umido e vive nell’umido. Siccome, scrive Aristotele, «ciò da cui tutte le cose si generano è, appunto, il principio di tutto», allora Talete deve aver concluso che l’arché fosse l’acqua. 

3Il pensiero di Talete fra novità e tradizione

Non sappiamo se Talete avesse effettivamente seguito il ragionamento logico che gli attribuisce Aristotele, o se si tratti di un anacronismo. Quel che è certo, tuttavia, è che Talete, insieme agli altri filosofi milesii, proponeva delle questioni inedite al sapere dell’epoca. La questione del principio, dell’arché, non apparteneva alla tradizione mitologica e sapienziale greca. I miti narravano le origini del mondo e degli dèi, le gesta di divinità ed eroi, nonché favole e leggende di ogni tipo. Ma la tradizione mitologica non conosceva il problema dell’arché e l’indagine della physis. Queste furono le novità introdotte dai primi filosofi

Talete occupa una posizione intermedia fra la tradizione sapienziale e la filosofia, come se stesse esattamente al limite tra la fine dell’una e l’inizio dell’altra. Diverse fonti, infatti, lo annoverano fra i cosiddetti Sette Sapienti. I Sette Sapienti sono un gruppo di saggi la cui identità si perde fra il mito e la storia. Molte fonti ne parlano, annoverando fra loro personaggi diversi. Ai Sette Sapienti sono attribuite, a seconda dei casi, massime morali, indicazioni etiche, sentenze politiche, chiaroveggenza e capacità terapeutiche.

4Aneddoti su Talete

Capo di Talete di Mileto, filosofo greco antico. Fondatore della scuola ionica. Scultura della domus dei Valerii, Roma
Capo di Talete di Mileto, filosofo greco antico. Fondatore della scuola ionica. Scultura della domus dei Valerii, Roma — Fonte: getty-images

Oltre che primo filosofo, Talete era un ottimo astronomo e pare che abbia predetto un’eclissi solare. Era, inoltre, un valente geometra, e si narra che sia riuscito a calcolare l’altezza delle piramidi misurando la loro ombra. 

Un celebre aneddoto, riportato in diverse fonti, racconta che un giorno, intento a scrutare il cielo notturno, Talete cadde in un pozzo. Una servetta Tracia, che lo vide, si prese gioco di lui e della sua distrazione. Questa storia è spesso considerata come esempio dell’incapacità dei filosofi di occuparsi delle faccende concrete della vita. Presi come sono a pensare a questioni astratte, i filosofi non badano neanche a dove mettono i piedi. 

Aristotele, nella Politica (I, A, 11, 1259a) racconta invece che Talete, quando voleva, sapeva condurre con efficacia gli affari. «Siccome, povero, com’era, gli rinfacciavano l’inutilità della filosofia» – scrive Aristotele – Talete predisse, grazie a dei calcoli astronomici, un abbondante raccolto di olive. Comprò, allora, diversi frantoi per pochi soldi e quando, l’anno successivo, tutti ne ebbero bisogno li affittò a caro prezzo. Ciò – secondo Aristotele – dimostra che, se vogliono, i filosofi possono arricchirsi con facilità, e che non sono con la testa fra le nuvole come si dice. I filosofi, però – conclude lo Stagiritaalla ricchezza non sono interessati