Gli studenti che danno i voti ai prof

Di Redazione Studenti.

Esperimento di un liceo classico di Genova: sono gli alunni a valutare i professori

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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Onirica fantasia di un liceale medio? Oltraggio di una generazione arrogante? Oppure prezioso strumento per cercare di migliorare sempre? Ad ogni modo, la grande novità dell’anno scorso nella mia scuola sono state appunto le pagelle ai professori, un’opportunità per gli studenti di giudicare obiettivamente il comportamento professionale degli insegnanti.

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L'IDEA - Benchè all’inizio quest’idea, nata dai rappresentanti d’istituto, fosse stata accolta con diffidenza dal corpo docenti, strutturando, argomentando e dando forma alla proposta, ispirandosi anche all’esperienza di un liceo di Milano, gli studenti sono riusciti a vincere le loro resistenze. Così hanno iniziato a lavorare sul questionario, con l’aiuto di un consiglio di professori, basandosi sul concetto che non doveva essere una possibilità di vendetta, ma un prezioso strumento per esprimere un giudizio sincero; oltre a confidare nella serietà di chi lo doveva compilare, l’hanno strutturato in modo tale da scoraggiare un voto banalmente denigratorio.

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I VOTI - La valutazione per esempio non era da uno a dieci ma da uno a quattro, una scala che indica in ordine crescente mai, raramente, spesso e sempre. Il questionario era articolato poi in diverse voci, da “Il docente evita di discriminare gli studenti sulla base di differenze di genere e simpatie personali?” a “Il docente è puntuale nel presentarsi alle lezioni?”, raggruppate in tre categorie: rapporto con gli studenti, didattica e organizzazione. Fuori discussione dunque il pensiero di dare un categorico 3 al prof che ti ha chiamato quella volta che non eri preparato.

LE REAZIONI - Le pagelle erano anonime per avere la sicurezza di poter esprimersi liberamente; dalla media dei voti degli alunni si formavano le pagelle di classe dei professori che sarebbero state recapitate a luglio, senza il nome della classe per evitare eventuali ripercussioni. E ora? A detta del preside, la reazione è stata mediamente positiva, ma secondo i due vicepresidi inviarle a luglio non incentiva a discutere i risultati con la classe. In effetti dall’inizio dell’anno nessuno ha più tirato fuori l’argomento, eppure non sono nate come qualcosa di transitorio e inutile. “Aiutano a vedersi con gli occhi degli altri, come si dovrebbe sempre fare” dice una professoressa, sostenendo la loro utilità, mentre un altro insegnante è indeciso se siano efficaci o meno.

LE PAGELLE DEI PERSONAGGI FAMOSI

I PROBLEMI - Sicuramente sono tanto più utili quanto più dettagliate - spiega: all’università, dove sono una norma, sono estremamente lunghe - “quasi quanto la dichiarazione dei redditi” - anche con alcune domande a risposta aperta. Tuttavia mentre un professore universitario avendo solo un corso può ricostruire il proprio comportamento, individuare i suoi errori e correggersi, un professore del liceo con cinque classi non può sapere in quale classe ha ricevuto una particolare valutazione. Esiste appunto questa contrapposizione tra la possibilità per il docente di migliorare nella specifica classe e la sicurezza degli alunni di poter esprimersi in tutta libertà, e spetta a voi - dice - trovare un compromesso per rendere le valutazioni efficaci.

CORREGGERSI - E questo sarebbe il proposito della (ormai ex) rappresentante di istituto: “Non bisogna lasciar perdere dopo tutti gli sforzi che abbiamo fatto” dice aprendo la possibilità di una assemblea o di un dibattito tra studenti e professori riguardo i risultati delle pagelle. I voti ai professori non sono simbolo di un delirio di onnipotenza della nostra generazione: anche se a nessuno piace vedersi scritto nero su bianco in cosa ha sbagliato, spesso è necessario per migliorare continuamente. Ognuno di noi può sbagliare, l’importante è che crediamo nel principio del “lifelong learning” - l’apprendimento che dura tutta la vita - e siamo disposti ad ammettere e correggere i nostri errori.

Silvia Meletti studia al Liceo Classico Andrea Doria di Genova