Stregoneria e caccia alle streghe: storia e protagonisti

Stregoneria e caccia alle streghe: storia e protagonisti A cura di Bianca Dematteis.

Caccia alle streghe: significato, storia e caratteristiche della persecuzione contro la stregoneria.

1Cos’è la stregoneria?

La tortura di una donna accusata di stregoneria durante il medioevo
La tortura di una donna accusata di stregoneria durante il medioevo — Fonte: getty-images

L’accusa di stregoneria e la conseguente caccia alle streghe sono fenomeni molto antichi che ancora oggi destano molto interesse. La stregoneria può essere definita come quell’insieme di pratiche messe in atto da alcuni specifici individui al fine di legarsi al diavolo, eseguire il suo volere e soprattutto procurare danni ad altri esseri umani. Al centro di queste credenze vi è dunque un uomo, ma molto più spesso una donna che, secondo la superstizione, agisce in conformità con una forza oscura e malvagia, alla quale è segretamente legata, per nuocere a persone innocenti.

L’agire in consonanza con il maligno è stata una accusa rivolta a soggetti spesso ai margini delle società sin da tempi molto antichi. Accusare di fare malefici per danneggiare qualcuno non è una prassi che si diffonde in Europa solo a partire dal Medioevo, ma anzi, se ne trova attestazione anche nell’antica Roma. La ragione prima alla base di queste credenze va individuata nel bisogno di spiegare ciò che risultava incomprensibile (dalla morte improvvisa di un neonato, a una tempesta di grandine che mandava in rovina tutto un raccolto) e di canalizzare rabbia e frustrazione verso un soggetto, in generale una donna, da punire e condannare.

La caccia alle streghe, tematica ampiamente dibattuta nella storiografia, fu molto diffusa non tanto e non solo nel Medioevo, come solitamente si crede, ma soprattutto nel corso dell’età moderna. Proprio a partire dall’Umanesimo e dal Rinascimento la caccia alle streghe divenne un modo attraverso il quale le autorità civili e religiose controllavano la popolazione e stigmatizzavano quegli individui che si collocavano ai margini della società o adottavano apparentemente comportamenti che si allontanavano dalla norma. 

Nel corso del Duecento, la Chiesa si occupò di definire cosa fosse la stregoneria e negli ultimi anni di questo secolo vi fu la prima donna bruciata sul rogo in quanto considerata strega, molto probabilmente a Tolosa, in Francia.

2L’accusa di stregoneria verso le donne e il sabba

Generalmente, l’accusa di stregoneria era rivolta nei confronti di donne, spesso anziane e vedove, o comunque non sposate. Le donne non coniugate erano soggetti facilmente attaccabili. Tra le donne sole, erano sovente accusate donne che svolgevano lavori come quello della levatrice o la guaritrice. Inoltre, sotto accusa e vittime della caccia alle streghe erano quelle donne che apparivano non conformi o non integrate all’interno della comunità. Ciò che era considerato marginale, strano, incomprensibile poteva con facilità ricadere nella categoria della stregoneria contro la quale le autorità intendevano operare una repressione durissima volta a disciplinare la società. 

La leggenda del sabba
La leggenda del sabba — Fonte: getty-images

Le donne catalogate come streghe erano accusate di tutta una serie di atti malefici e dannosi per la comunità: su di loro ricadeva la colpa di aver provocato il mal tempo, causato un cattivo raccolto, provocato la morte di bambini o del bestiame. 

Il legame tra la donna e il diavolo si sarebbe concretizzato, questo secondo la superstizione popolare, nel corso di incontri durante i quali la donna avrebbe cantato, ballato e si sarebbe unita sessualmente al diavolo. Tali “ritrovi”, che avvenivano nel corso di notti di luna piena, prendono il nome di sabba.  

3La caccia alle streghe tra Quattrocento e Seicento

Nel corso del Quattrocento la Chiesa si occupò di fornire un bagaglio intellettuale per combattere coloro che erano accusati di stregoneria e permettere così alle autorità di individuare i colpevoli di un misfatto tanto grave. Se nel corso del Duecento papa Gregorio IX aveva cercato di fornire una definizione teorica dell’accusa di stregoneria, nel corso del Quattrocento si diffusero testi che si occupavano di stregoneria e di definire la categoria di strega.

Almeno due sono le opere che possono essere indagate in tal senso: 

  1. Il Formicarius del teologo domenicano Johannes Nider, scritto nella seconda metà degli anni Trenta del Quattrocento, fu edito più volte anche nel corso del Cinquecento. Questo testo, strutturato come un dialogo tra due personaggi – un uomo esperto di teologia e un allievo – fu alla base di diversi trattati di demonologia, la disciplina cioè che indaga tutto ciò che concerne i demoni. Il dialogo contribuì a fissare nell’immaginario alcune caratteristiche considerate proprie delle streghe, caratterizzate dal legame anche sessuale con il diavolo, dalla volontà di nuocere individui cristiani e innocenti, dall’utilizzare in segreto poteri soprannaturali per imporre la propria volontà malefica.
  2. Il Malleus Maleficarum, firmato da Institoris e Sprenger, due teologi domenicani che compilarono tale testo alla fine degli anni Ottanta del Quattrocento. Questo trattato ottenne una larghissima fama. Esso divenne lo strumento privilegiato per poter classificare tutti quei comportamenti considerati fuori dalla norma come conseguenza di un legame tra le donne e il demonio. Sulla base di questo testo si formarono gli inquisitori per tutto il Cinquecento.

Proprio Institoris e Sprenger furono due noti inquisitori e tra le figure più importanti della lotta alle streghe in Germania. Ebbero tale incarico da papa Innocenzo VIII, da colui cioè che con la bolla Summis desiderantes affectibus del 1484 si era impegnato anche a livello teorico a organizzare il modo in cui la Chiesa cattolica in Germania dovesse effettuare la caccia alle streghe.

4Il concilio di Trento e la creazione del Sant’Uffizio

In seguito alla riforma protestante, la Chiesa cattolica reagì organizzando il concilio di Trento, convocato a partire dal 1542. Tra il 1545 e il 1563 la gerarchia ecclesiastica si riunì e si occupò di definire non solo questioni teologiche, disciplinari e pastorali, ma anche della strategia da mettere in atto per riavvicinare al credo cattolico e all’istituzione ecclesiastica i fedeli cristiani. È in questo contesto che assumono così una nuova rilevanza la caccia alle streghe e la repressione delle eresie, fondamenti della strategia cattolica per lottare contro tutto ciò che poteva costituire una minaccia alla solidità della chiesa, già attraversata da crisi interne e indebolita dai movimenti di Riforma.

La figlia di un ebreo accusata di stregoneria nel Medioevo, incisione da un dipinto di John Evan Hodgson
La figlia di un ebreo accusata di stregoneria nel Medioevo, incisione da un dipinto di John Evan Hodgson — Fonte: getty-images

In questo contesto, fu creata nel 1542 (con la bolla Licet ab initio) la Congregazione del Sant’Ufizio. Da tale istituzione, composta da cardinali, dipendevano i tribunali dell’Inquisizione che avevano proprio il compito di individuare e giudicare gli eretici e cercare di limitare la diffusione delle eresie.

L’inquisizione, le autorità civili, la Congregazione del Sant’uffizio si impegnarono in questi anni a lottare non solo contro le eresie, ma anche contro le donne accusate di stregoneria. Sulle donne, infatti, raramente pendeva l’accusa di eresia. Le donne accusate di stregoneria, erano torturate, subivano un processo e infine veniva pronunciata la sentenza. Furono decine di migliaia le donne che, in quanto giudicate streghe, morirono arse vive sul rogo

5L’ultima strega: la storia di Anna Göldi

L'esecuzione di Anna Göldi, l'ultima donna giustiziata per stregoneria. Illustrazione esposta all'Anna Göldi Museum Glarus, Svizzera
L'esecuzione di Anna Göldi, l'ultima donna giustiziata per stregoneria. Illustrazione esposta all'Anna Göldi Museum Glarus, Svizzera — Fonte: ansa

La storia della persecuzione delle donne considerate come streghe e dunque come soggetti altamente pericolosi per la Chiesa e per la comunità nella quale esse vivevano è un filo rosso che attraversa la storia d’Europa per diversi secoli. L’ultima vittima è da individuarsi molto probabilmente nella Svizzera calvinista del Settecento. Vittima della superstizione fu una donna di umili origini, Anna Göldi. La donna venne decapitata nel giugno 1782.

Su di lei, donna a servizio presso una famiglia benestante, pendeva infatti l’accusa di aver fatto qualche maleficio a danno della figlia, una bambina, del suo datore di lavoro. Nel periodo in cui Anna Göldi si occupava di questa bambina, furono ritrovati spilli nei cibi e la bambina cominciò a star molto male fisicamente. La donna, sola, di bassa estrazione sociale, venne facilmente accusata e giudicata colpevole.

La comunità tutta le si rivoltò contro e la punizione fu durissima: Anna Göldi venne decapitata. La sua morte segna la fine della caccia alle streghe in Europa.

    Domande & Risposte
  • Chi è che veniva accusato di stregoneria?

    Spesso donne non sposate, anziane, ostetriche ed erboriste.

  • Da chi venivano condannate le streghe?

    Dal Tribunale dell'Inquisizione. Erano sufficienti due testimonianze considerate attendibili per procedere con la condanna.

  • Perchè chi veniva accusato di stregoneria veniva poi bruciato sul rogo?

    Il rogo per far espiare la colpa nasce nell'impero bizantino per punire gli adoratori del profeta Zarathustra.