La Grecia dalla restaurazione della vita democratica ad oggi

Di Redazione Studenti.

La Grecia dalla restaurazione della vita democratica ad oggi: riassunto degli eventi principali e i protagonisti di questo periodo della storia greca

STORIA DELLA GRECIA: DALLA RESTAURAZIONE DELLA VITA DEMOCRATICA AD OGGI

La Grecia: dalla Restaurazione della vita democratica ad oggi
La Grecia: dalla Restaurazione della vita democratica ad oggi — Fonte: getty-images

Nel luglio 1974 la Grecia, a causa del golpe filoellenico di Cipro, si trovò sull'orlo della guerra con la Turchia: in tale circostanza Ghizikis decise di richiamare in patria l'esule Karamanlís e di affidargli le redini del governo.

Nel novembre furono indette elezioni che dettero la maggioranza a Karamanlís e al suo partito, Nuova Democrazia, mentre nel dicembre un referendum confermò l'abolizione della monarchia e nel giugno 1975 fu promulgata la nuova Costituzione repubblicana.

Dalle elezioni del novembre 1977 emerse vincitore ancora Karamanlís, eletto poi presidente nel maggio 1980.

Egli impresse un nuovo indirizzo alla politica estera volto a evitare l'isolamento internazionale della Grecia e a risolvere diplomaticamente i contenziosi con la Turchia: di qui il reinserimento della Grecia nella struttura militare della N.A.T.O. (1980), dalla quale era uscita nel 1974 durante la crisi di Cipro, e l'entrata nella C.E.E. (1981).

Dopo le elezioni dell'ottobre 1981 divenne primo ministro Andreas Papandreou, leader del Movimento socialista panellenico (P.A.S.O.K.). Nel marzo 1985 C. Sartzetakis fu eletto alla presidenza della Repubblica, mentre usciva di scena il vecchio Karamanlís.

Nel mese di giugno le elezioni politiche furono vinte ancora una volta dal P.A.S.O.K.; tuttavia l'opposizione di destra (Nuova Democrazia) registrò un grosso balzo in avanti che segnalava la perdita di carisma di Papandréu.

Sottoposto a tensioni già per il piano economico intrapreso (blocco di prezzi e salari e tagli di bilancio, congiuntamente alla limitazione del diritto di sciopero), verso la fine del 1988 tale governo entrò in crisi a seguito dello scandalo che vedeva coinvolto il suo presidente, accusato di corruzione nelle vicende riguardanti la Banca di Creta.

Introdotta la modifica del sistema elettorale (da maggioritario in proporzionale), nelle consultazioni del giugno 1989 il P.A.S.O.K. subì una netta sconfitta, cedendo la maggioranza relativa a Nuova Democrazia.

Data l'impossibilità di costituire una formazione governativa ideologicamente omogenea, quest'ultima e il Partito comunista diedero vita a una coalizione anomala, a termine, guidata da T. Tsannetakis, con il compito di indagare sullo scandalo: deliberatosi il rinvio a giudizio di Papandréu, le elezioni tenutesi (luglio 1989) sotto la presidenza ad interim di Y. Grivas, precedute da una recrudescenza del terrorismo, confermarono i rapporti di forza creatisi in giugno.

Ciò consentì la realizzazione di un governo di coalizione e quindi uno "di affari", composti di soli tecnici e presieduti da X. Zolotas, ex governatore della Banca di Grecia, in attesa di un maggiore chiarimento politico.

STORIA GRECA: EVENTI PRINCIPALI

La vittoria di Nuova Democrazia (aprile 1990) portò alla guida dell'esecutivo C. Mitsotakis e il mese successivo Karamanlís fu nuovamente eletto capo dello Stato.

La maggioranza conservatrice, però, si sfaldò ben presto e nel settembre 1993 il Parlamento fu sciolto. Le successive elezioni sanzionarono il ritorno al potere di A. Papandréu.

In omaggio al diffuso sentimento nazionalista il leader socialista inasprì i rapporti con la Macedonia e con la stessa Albania nonostante ciò determinasse le rimostranze dell'Unione Europea.

Ma le elezioni europee del 1994 (giugno) fecero registrare la flessione di Nuova Democrazia e del P.A.S.O.K., che rimase comunque il partito di maggioranza relativa, mentre ebbero una buona affermazione il Pola, i comunisti e l'Alleanza di sinistra.

Nel 1995, dopo l'elezione di Kostas Stephanopoulos a capo dello Stato, un "terremoto politico" investì il P.A.S.O.K. nello stesso momento in cui, alla fine di novembre, le gravi condizioni di salute di Papandreu privarono i socialisti di un punto di riferimento.

Nel giugno 1996, dopo le dimissioni di Papandreu (che morì nello stesso mese), i membri del P.A.S.O.K. elessero capo del Governo Costas Simitis, ex ministro socialista dell'Industria.

La conferma definitiva della sua leadership nel partito e nel Paese gli veniva dalla vittoria alle elezioni politiche svoltesi il 22 settembre 1996. Europeista convinto, Simitis si impegnava particolarmente nel risanamento dell'economia greca con l'obiettivo di portare il Paese nell'Europa del Duemila e nel frattempo accelerava il vasto progetto di modernizzazione della capitale.

Nonostante questi sforzi, all'inizio del 1999 la Grecia non riusciva a entrare nell'U.E.M. con il primo gruppo di Paesi; per ottenere l'ammissione all'area dell'euro nel 2001 o nel 2002, Simidis, oltre a svalutare del 14% la moneta, programmava numerose misure di austerità economica.

Per quanto riguarda la politica estera, la Grecia scelse di confermare la sua linea antimusulmana assumendo una posizione di totale chiusura nei confronti della Turchia.

Buoni rapporti invece intercorsero con la Russia, con la quale venne siglato (settembre 1995) un accordo per la costruzione di un oleodotto dal porto bulgaro di Burgos alle coste greche di Alexandroupolis. Migliorarono anche le relazioni diplomatiche con la Macedonia.

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