Storia: i domini spagnoli in Italia

Di Redazione Studenti.

Breve riassunto sugli spagnoli in Italia nel 1600: la spartizione politica della penisola e come finì la dominazione spagnola

Introduzione

Tommaso Aniello, Masaniello
Tommaso Aniello, Masaniello — Fonte: getty-images

La dominazione spagnola in Italia iniziò ufficialmente nel 1559 con la pace di Cateau-Cambrésis attraverso la quale fu dichiarata la fine delle guerre tra Spagna e Francia. Da qui seguì la spartizione della sovranità sui territori della penisola italiana.

Alla Spagna fu riconosciuto il dominio sul Ducato di Napoli, sulla isole Sicilia e Sardegna e sul Ducato di Milano. Inoltre gli Spagnoli riuscirono a ottenere il controllo - sebbene indiretto - sulla Toscana e su Genova. Restavano sostanzialmente indipendenti lo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia, quest'ultima impegnata a fronteggiare la minaccia di invasione da parte dei Turchi.

Questa è la spartizione politica della penisola italica dalla metà del 1500 in avanti, un importante momento della nostra Storia: la dominazione spagnola in Italia.

Le rivolte di Napoli e Palermo

La Corona spagnola, per il controllo politico dell'Italia, si avvaleva di governatori presenti in tutti gli Stati della penisola durante la loro dominazione. Questi, dovendo sostenere le campagne militari espansionistiche, decisero di sfruttare il più possibile il territorio e il popolo appena conquistato imponendo, fin da subito, delle nuove e pesanti imposte. Gli italiani versavano già da tempo in una situazione di assoluta miseria a causa di epidemie e carestie che avevano imperversato in molte regioni.

Presto si organizzarono delle rivolte: fra le più significative si ricorda quella a Napoli, nel 1647, in seguito all'introduzione della tassa sulla frutta. A guidarla fu un giovane pescivendolo, Tommaso Aniello, meglio conosciuto come Masaniello; a questi fatti seguirono, di lì a breve, altri moti rivoltosi a Palermo e in altre località del Regno di Napoli.

Lo strapotere dei Baroni

Per meglio gestire i rapporti con la popolazione, evitare repressioni violente e ovviare ad eventuali altre rivolte, la Spagna decise di delegare ad altri l'esazione dei tributi dovuti alla Corona. Si trattò di una compravendita dei diritti di riscossione. Ad acquistarli fu la classe baronale napoletana che, grazie a questa nuova facoltà, riuscì ad aumentare ancora di più il potere che esercitavano sui contadini. Si torna di fatto al Feudalesimo con un economia chiusa e puramente di sussistenza.

Si diffuse in larga misura, specialmente nel regno di Napoli, il sistema dei latifondi. I baroni impedirono nuove iniziative commerciali e mortificarono ogni tipo di apertura verso nuovi mercati, come invece avveniva in molti stati europei dove la borghesia era la classe sociale più determinante per la crescita economica e culturale.

Lo spostamento delle vie commerciali

La dominazione spagnola viene descritta dagli storici come la causa principale della grossa crisi economica che funestò il popolo italiano. Non solo! Fu un periodo di epidemie che decimò la popolazione e ridusse i superstiti allo stremo delle forze.

La crisi economica che attraversò il Paese tuttavia non è da attribuire esclusivamente alle campagne militari dei dominatori spagnoli e alle loro imposizioni esattoriali. I grandi commerci internazionali avevano abbandonato il Mar Mediterraneo, fino ad allora il più grande palcoscenico degli scambi finanziari e mercantili.

Si erano spostati sull'Oceano Atlantico verso il nuovo Continente. Si arricchirono così tutti quei paesi dell'attuale nord Europa come l'Inghilterra, il Belgio, l'Olanda, diventando i dominatori del nuovo mercato internazionale.

Fine del dominio spagnolo

La fine dell'egemonia iberica sui territori italiani riguardò da prima solo il Ducato di Milano, mentre il Sud Italia resterà sotto il dominio spagnolo per molto tempo ancora.

Nel 1700 morì Carlo II re di Spagna. Seguirono delle lotte interne per la successione al trono, che si conclusero con il trattato di Aquisgrana nel 1748.

Da qui furono di nuovo riassegnati i territori dell'Italia ai regnanti d'Europa. Il Nord Italia, in particolare il Lombardo-Veneto e il gran Ducato di Toscana caddero sotto il dominio diretto degli Asburgo d'Austria. Il Ducato di Savoia, che comprendeva gli attuali Piemonte, Liguria e Sardegna, sotto la guida di Emanuele Filiberto, restò indipendente il più possibile, alleandosi quando con gli Spagnoli quando con i francesi, secondo le convenienze politiche del momento. Il Regno di Napoli continuò ad appartenere alla Spagna: sul trono salì Carlo di Borbone, figlio del re Filippo II.

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