Breve storia della fotografia: riassunto

Di Redazione Studenti.

Riassunto sulla storia della fotografia: breve storia dell'invenzione di questa forma d'arte partendo da Aristotele fino ai giorni nostri

STORIA DELLA FOTOGRAFIA

Storia della fotografia: come nasce e come arriva ad oggi
Storia della fotografia: come nasce e come arriva ad oggi — Fonte: getty-images

La fotografia, prima ancora che una forma d'arte a sé stante, è una tecnica di produzione d'immagini, ottenuta con un'azione chimica esercitata dalla luce o da altre forme di energia.

Non possiamo esattamente definire una data e un inventore specifico della fotografia, perché si tratta di un avvenimento che si è evoluto nel corso dei secoli, basato su intuizioni diverse, ricerche e conferme.

Per avere un'idea delle basi da cui la fotografia è nata, possiamo però risalire fino ad Aristotele e partire dalle sue osservazioni sulla luce, sui colori e sul senso della vista.

I primi veri studiosi che con la camera oscura, sono arrivati alla scoperta della tecnica della fotografia, sono però gli arabi AI-Kindi e AI-Hazen.

FOTOGRAFIA, SIGNIFICATO

Furono loro ad osservare che all'interno di una camera buia, praticando un piccolo e sottile foro su di una parete, si poteva vedere un'immagine confusa dell'esterno proiettata capovolta sulla parete opposta.

II semplice foro, durante il '600 viene sostituito da una lente a menisco, che pure rende la figura ancora imprecisa, a causa degli obiettivi di non eccelsa qualità.

Un'altra teoria risale alla fine dei Medioevo, quando gli alchimisti, facendo riscaldare il cloruro di sodio (o sale da cucina) insieme con l'argento, scoprirono che dal sale si liberava un gas, il cloro, che combinandosi con l'argento provocava la formazione di un composto: il cloruro d'argento. Questo composto risultava bianco nell'oscurità, ma violetto o quasi nero con l'esposizione ai raggi solari.

A quel punto divenne quasi una logica conseguenza il voler utilizzare la proprietà dei raggi luminosi per ottenere immagini sulla superficie di sostanze chimiche sensibili alla luce.

Nel '700, illustri chimici tentarono di risolvere il problema, ma ottennero solo contorni delle immagini: si parlò di silhouettes, nome che deriva da Stefano Silhouettes, iniziatore della moda di farsi fare il ritratto.

II chimico tedesco Johann Heinrich Schulze “battezzò” già nel '700 la fotografia. Suo collaboratore fu Niepce, il primo ad ottenere qualcosa con delle lastre di metallo ricoperte di bitume di giudea (sostanza che schiarisce debolmente alla luce).

ARTE E FOTOGRAFIA

Niepce si trovò costretto ad accettare un rapporto di collaborazione con un pittore, Daguerre, anche per motivi professionali alle sperimentazioni con la camera oscura.

Daguerre giunse all'invenzione del dagherrotipo, datata 1837, che consiste in una lastra di rame rivestita di argento che viene esposta all'azione dello iodio. L'immagine, che è accennata in modo lieve nella fotocamera, diventa evidente e positiva ai vapori di mercurio e viene fissata con un lavaggio in acqua calda e salata.

L'invenzione venne presto acquistata dal governo francese.

Nel frattempo, in Inghilterra Talbot lavorava per conto proprio con una carta al cloruro d'argento, ottenendo così i primi negativi su carta: era il 1834.

Dalla scoperta della fotografia fino ad oggi si può dire che nulla sia più del tutto originale, e che siano state percorse più o meno tutte le vie che lo strumento tradizionale rendeva possibili.

La fotografia non veniva, all'epoca, considerata come arte autonoma: era comunque sottomessa ai pittori, che utilizzavano le foto come bozzetti per le loro opere.

Le fotografie divennero oggetti regalo e vennero scambiate come biglietti da visita: gli album nacquero dalla necessità di raccoglierle.

La fotografia veniva usata per farsi riconoscere e presentare il proprio stato sociale.

Oggi la macchina fotografica manuale è ancora utilizzata da pochi: la fotografia digitale ha sostituito le vecchie reflex, modificando anche il modo di intervenire in postproduzione.

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