Storia di Fidel Castro: chi era e cosa ha fatto

Storia di Fidel Castro: chi era e cosa ha fatto A cura di Laura Morazzini.

Biografia e storia di Fidel Castro, pensiero politico del rivoluzionario, militare e statista cubano.

1Chi è Fidel Castro?

Fidel Castro, 1979. Il rivoluzionario cubano, primo Ministro dal febbraio 1959, si rivolge alle Nazioni Unite a New York
Fidel Castro, 1979. Il rivoluzionario cubano, primo Ministro dal febbraio 1959, si rivolge alle Nazioni Unite a New York — Fonte: getty-images

Fidel Castro è un leader politico e rivoluzionario che guida il suo paese nella rivoluzione contro la dittatura di Batista e trasforma Cuba nel primo stato comunista dell'occidente, diventando leader politico per quasi mezzo secolo.

E’ uno dei sette figli illegittimi di Ángel Castro y Argiz, un immigrato spagnolo diventato ricco con la coltivazione della canna da zucchero che, benché già sposato, si crea una seconda famiglia con una dei suoi domestici, Lina Ruz González.

Fidel frequenta le scuole a Cuba distinguendosi soprattutto come atleta al liceo e non brillando particolarmente negli studi.

Quando nel 1945 si iscrive a giurisprudenza all'università dell'Havana, si imbatte in numerose proteste organizzate per lo più per motivi politici e si fa coinvolgere negli scontri armati del Feu (Federazione degli studenti universitari).

Grazie a queste esperienze sviluppa una passione viscerale per la politica e si unisce nel 1947 al tentativo fallito di rovesciare la dittatura della Repubblica Dominicana del generale Rafael Trujillo.

Leader e rivoluzionario cubano Fidel Castro, ottobre 1959
Leader e rivoluzionario cubano Fidel Castro, ottobre 1959 — Fonte: getty-images

In seguito prende parte alle rivolte urbane che scoppiano a Bogotà nel 1948, facendosi promotore di un convegno studentesco panamericano contro l’OSA.

Si laurea e prende l'abilitazione per esercitare come avvocato, professione che esercita aprendo insieme a due soci un’agenzia di recupero crediti, e si iscrive agli Ortodoxos, il partito popolare cubano.

Si presenta come candidato alla Camera nel 1952, ma tre mesi prima delle elezioni l'ex presidente cubano il generale Fulgencio Batista rovescia il governo e instaura una dittatura.

2L’attività di Fidel Castro come capo militare e primo ministro

Il leader della guerriglia Fidel Castro con un gruppo di compagni a Los Palos (Avana), luglio 1953, durante la preparazione dell'attacco alla caserma Moncada
Il leader della guerriglia Fidel Castro con un gruppo di compagni a Los Palos (Avana), luglio 1953, durante la preparazione dell'attacco alla caserma Moncada — Fonte: getty-images

Castro organizza con un gruppo di dissidenti un attacco alla caserma militare Moncada, a Santiago de Cuba il 26 luglio 1953; l’obiettivo è quello di sollecitare una rivolta popolare ma la missione si rivela disastrosa: la maggior parte dei 160 uomini vengono uccisi, lui e suo fratello Raúl arrestati e condannati a 15 anni.

Rilasciati con l'amnistia politica del 1955, vanno in esilio in Messico dove si organizzano con altri rivoluzionari latino-americani formando il Movimento 26 de julio.

Fidel Castro al nascondiglio della Sierra Maestra durante l'insurrezione contro il regime di Batista
Fidel Castro al nascondiglio della Sierra Maestra durante l'insurrezione contro il regime di Batista — Fonte: getty-images

Il 2 dicembre 1956 organizzano un'ulteriore spedizione armata, facendo sbarcare 81 uomini sulla costa orientale cubana: sopravvivono (e riescono a scappare) in 12, tra cui lo stesso Castro con il fratello ed Ernesto "Che" Guevara.

I sopravvissuti si nascondono sulla Sierra Maestra aiutati dai contadini del luogo, radunano nuovi seguaci fino ad avere squadre per 800 uomini e pianificano una strategia di guerriglia, che si rivela logorante per le forze armate male organizzate di Batista; alla fine il 1 gennaio 1959 il dittatore fugge dalla capitale presa d’assalto dai rivoluzionari.

Il liberale moderato Manuel Urrutia è a capo del governo provvisorio, ma si dimette nel luglio 1959 lasciando tutto il potere nelle mani del comandante militare Castro. Viene eletto un altro presidente, Osvaldo Dorticós Torrado che rimane in carica dal 1959 al 1976, ma la gestione effettiva del potere è nelle mani del primo ministro Castro.

3Fidel Castro e il Partito comunista cubano

Tutte le promesse fatte durante la resistenza sono incentrate sul ripristino della costituzione del 1940 e delle libertà civili e politiche, ma i ribelli giunti al potere vanno oltre: i principi del socialismo vengono applicati a tutti i livelli della vita civile e questo la nuova organizzazione sociale viene recepita dalla popolazione con entusiasmo e qualche esagerazione, come la pratica dell’ausentismo.

Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara
Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara — Fonte: getty-images

Le misure a livello sociale sono radicali: educazione e cure mediche sono gratuite e a disposizione di tutti, la distribuzione del lavoro è regolamentata in modo che tutti abbiano un impiego.

L’alfabetizzazione massiccia della popolazione viene considerata uno dei punti chiave del nuovo governo, che inizialmente si avvale dell’insegnamento da parte degli studenti spediti nelle campagne. 

Il 2 settembre 1960 c’è la prima dichiarazione dell’Avana, quando di fronte alla folla Castro dichiara punto per punto l’ideologia della rivoluzione cubana; fa costituire un unico fronte politico legalmente autorizzato, il Partito comunista di Cuba e crea la Giunta centrale di pianificazione:

  • viene avviata una grande riforma agraria (la prima nel 1959, la seconda nel 1963)
  • le banche vengono nazionalizzate;
  • vengono espropriate industrie e aziende agricole, in buona parte statunitensi, provocando una crisi diplomatica.

4Fidel Castro e i tredici giorni: la Baia dei Porci

Invasione della baia dei Porci: la cattura dei controrivoluzionari cubani, aprile 1961
Invasione della baia dei Porci: la cattura dei controrivoluzionari cubani, aprile 1961 — Fonte: getty-images

In seguito agli espropri e all'accordo commerciale con l'Unione sovietica, nel 1960 gli USA di Kennedy interrompono ogni commercio nel 1960 e ogni rapporto diplomatico nel 1961, quando Castro definisce Cuba una repubblica democratica socialista.  

Vengono fornite armi agli esiliati cubani per tentare di rovesciare il governo di Castro, ma un tentativo militare organizzato nella Baia dei Porci nell'aprile 1961 viene duramente represso.

In seguito a questo episodio, Cuba inizia a rifornirsi di armi sovietiche e autorizza lo stanziamento di missili balistici nel proprio territorio, ma i missili vengono rilevati il 14 ottobre 1962 dall'aeronautica statunitense con il rischio di scatenare un ulteriore guerra.

Un gruppo di soldati rivoluzionari cubani con l'artiglieria di Fidel Castro, dopo aver sconfitto l'invasione alla Baia dei Porci
Un gruppo di soldati rivoluzionari cubani con l'artiglieria di Fidel Castro, dopo aver sconfitto l'invasione alla Baia dei Porci — Fonte: getty-images

L’opinione pubblica internazionale inizia a essere costretta a scegliere uno schieramento, ma non è particolarmente favorevole agli USA e i paesi Nato non aderiscono alla richiesta di partecipare al blocco contro Cuba.

La crisi viene risolta con l'accordo di ritiro delle armi nucleari da Cuba e il parallelo ritiro dei missili nucleari statunitensi in Turchia, oltre alla precisa disposizione di non fomentare ulteriori attacchi al regime castrista; ma l’embargo commerciale rimane anche se non è fonte di particolari ristrettezze grazie agli aiuti russi a Cuba.

5Fidel Castro contro l’imperialismo

Il politico e primo ministro cubano Fidel Castro (1926-2016) e suo fratello Raul partecipano alla tradizionale parata del Primo Maggio in Piazza della Rivoluzione. L'Avana, 1978
Il politico e primo ministro cubano Fidel Castro (1926-2016) e suo fratello Raul partecipano alla tradizionale parata del Primo Maggio in Piazza della Rivoluzione. L'Avana, 1978 — Fonte: getty-images

Il governo di Castro si rivela a senso unico, inflessibile e spietato nei confronti di qualunque dissenso. Non tutti gli esponenti dell'élite culturale si riconoscono nel regime castrista e l’impossibilità di esprimere qualsiasi opinione non allineata convince molti a emigrare negli USA.

Nel 1962 l’OSA, l'Organizzazione degli Stati americani, vota in maggioranza l’espulsione di Cuba dall’organizzazione. Tutti i paesi latinoamericani, tranne il Messico, rompono le relazioni diplomatiche con la Cuba rivoluzionaria.

In reazione a questa mossa, avviene una manifestazione con più di un milione di cubani in piazza; viene approvata la Seconda Dichiarazione dell’Avana, un documento che esprime la vocazione latinoamericana e antimperialista della nascente rivoluzione.

Nel 1966 convoca a l'Avana una conferenza per creare l'Organizzazione latino-americana di solidarietà (OLAS), un accordo tra stati per sostenere l'azione rivoluzionaria in tutti i paesi latino-americani.

6Cuba e i problemi economici

7 maggio 1964: Fidel Castro con il premier sovietico Nikita Khrushchev (1894-1971) al Mausoleo di Lenin in Piazza Rossa di Mosca
7 maggio 1964: Fidel Castro con il premier sovietico Nikita Khrushchev (1894-1971) al Mausoleo di Lenin in Piazza Rossa di Mosca — Fonte: getty-images

L'economia cubana non riesce a beneficiare delle importanti riforme compiute; con un totalizzante controllo statale, sono troppe le cose che diventano vietate e in automatico si sviluppa un mercato clandestino.

Il mercato nero mina ulteriormente un’economia stagnante caratterizzata inoltre da un'industria insufficiente, che continua a essere incentrata sull'esportazione della canna da zucchero e sulla dipendenza dalle politiche commerciali sovietiche (che stanziano fondi per aggirare i danni provenienti dall'embargo degli USA).

Dopo varie divergenze relative soprattutto alla politica internazionale, nel 1972 il premier cubano è costretto a un riavvicinamento politico con l'URSS e Cuba aderisce al Comecon.

Nel 1976 la nuova costituzione crea un'Assemblea nazionale e Castro diventa presidente del Consiglio di Stato, mantenendo l'incarico di presidente della Repubblica, di primo ministro e di capo delle forze armate; lascia al fratello il ministero dell'esercito, ma di fatto il controllo del paese è assoluto.

In un mondo diviso dalla guerra fredda, Cuba guida il movimento dei paesi non allineati (NAM) ospitando la presidenza dal 1979 al 1983.

Spesso mette in campo l'esercito cubano per aiutare altri movimenti filo marxisti in giro per il mondo, specialmente in Africa; negli anni manifesta più volte la volontà di riprendere lo scambio diplomatico con gli USA in cambio della fine dell'embargo; a tale scopo, nel 1980 libera 125.000 immigrati che si riversano negli USA partendo dal porto di Mariel, la cosiddetta flottiglia della libertà.

7Cuba, un esperimento durato 50 anni

Con l’elezione di Gorbaciov gli equilibri cambiano ancora e Castro decide che la perestrojka non gli piace; così intraprende una politica autarchica ancora più rigida, bruscamente interrotta dal crollo dell'URSS nel 1991 con la fine dei sussidi sovietici.

Cuba si ritrova in un isolamento internazionale molto pesante, aggravato dal perdurare dell’embargo statunitense; il leader maximo è costretto a consentire una modesta liberalizzazione del mercato per non affossare l'economia nazionale e acconsente a forti investimenti nelle infrastrutture per avviare l’unica fetta di mercato che sembra accessibile al momento: il turismo.

Nel 1994 si moltiplicano le manifestazioni antigovernative, con assalto alle ambasciate occidentali e una continua fuga verso l’estero dei cittadini; nell’arco di qualche anno vengono tolte le restrizioni a lasciare l’isola: migliaia di persone fuggono negli Stati Uniti.

Giovanni Paolo II e Fidel Castro
Giovanni Paolo II e Fidel Castro — Fonte: getty-images

Nel 1996 si reca a Roma al vertice della FAO e in quest’occasione organizza la visita del pontefice nel 1998, in occasione della quale vengono liberati 200 prigionieri politici; il papa si schiera pubblicamente contro l’embargo. 

Le apparenti aperture verso l'esterno svaniscono in breve tempo: nel 2003 vengono arrestati numerosi dissidenti, giornalisti e attivisti, poco prima l'Assemblea rinnova l'incarico a Castro per altri 5 anni. 

Solo per motivi di salute cede provvisoriamente il potere al fratello Raúl nel luglio 2006; nel febbraio 2008 consegna ufficialmente le dimissioni come capo del governo e nel 2011 si dimette anche come segretario generale del partito, carica che passa al fratello. Muore nel 2016.