Storia della fotografia: dalle origini alla fotografia digitale

Storia della fotografia: dalle origini alla fotografia digitale A cura di Joshua De Loa.

Quando e come è nata la fotografia? Protagonisti, tecniche e tecnologie che hanno fatto la storia della fotografia rendendola la forma d’arte del XX e del XXI secolo

1Introduzione

Pierre-Louis Pierson (1822-1913) fotografo francese, 1860 circa
Pierre-Louis Pierson (1822-1913) fotografo francese, 1860 circa — Fonte: getty-images

Termine derivante dal greco antico, phôs e graphè, ossia scrittura della o con la luce, la fotografia è quella arte e/o tecnologia che, tramite lo strumento della macchina fotografica o fotocamera, permette di ottenere una registrazione definitiva di un’immagine statica su un supporto fotosensibile

L’incredibile versatilità di questa tecnica ha permesso alla fotografia di essere utilizzata in differenti campi: come quello del giornalismo, dell’astronomia, della medicina o della ricerca scientifica. In alcune circostanze, la fotografia è anche ritenuta un mezzo espressivo artistico

2Proto-fotografia

2.1Antichità e Medioevo

Illustrazione del principio della camera oscura
Illustrazione del principio della camera oscura — Fonte: getty-images

Più che giustamente la storia della fotografia la si fa iniziare tradizionalmente nell’Ottocento. Tuttavia, il principio della camera oscura, base della fotografia, era già conosciuto dagli antichi: uno dei primi a descrivere tale processo fu il filosofo cinese Mo Di (470-391 a.C.), ma successivamente ne trattarono anche i greci Aristotele (384/383-322 a.C.) ed Euclide (IV sec. a.C.). 

Il primo a servirsi di una superficie su cui proiettare le immagini della camera oscura fu il matematico arabo Alhazen (965-1039). Tale accorgimento fu poi adoperato in seguito dall’astronomo francese Guglielmo di Saint-Cloud (XIII sec.) e dallo scienziato inglese Ruggero Bacone (1214 ca-1292 ca). 

2.2Età moderna

Nel corso del XVI e del XVII secolo, la camera oscura fu sottoposta a diverse modifiche per, da una parte, rendere la proiezione più nitida e, dall’altra, per correggere l’immagine capovolta.

Nel 1657 il gesuita tedesco Gaspar Schott (1608-1666) dotò della messa a fuoco la camera oscura; mentre nel 1685, l’inventore tedesco Johann Zahn (1641-1707) concettualizzò il funzionamento dell’attuale macchina fotografica Reflex, raddrizzando così l’immagine proiettata.

2.3I composti fotosensibili

John Herschel (1792-1871): il fotografo inglese nel 1852 circa
John Herschel (1792-1871): il fotografo inglese nel 1852 circa — Fonte: getty-images

Parallelamente alle innovazioni della camera oscura si sperimentarono anche delle soluzioni per imprimere indelebilmente le immagini proiettate: i primi tentativi tra il XVI e il XVII secolo portarono a fissarle solo per un breve periodo di tempo.

Alla fine del XVIII secolo, il ceramista inglese Thomas Wedgwood (1771-1805) realizzò la primapellicola sensibile”, immergendo dei fogli di carta nel nitrato d’argento

Ma la svolta avvenne con John Herschel (1792-1871) nel 1819 con l’aggiunta del tiosolfato di sodio ad un foglio imbevuto di nitrato d’argento: il composto infatti rimuoveva l'argento che non aveva fatto reazione con la luce solare, evitando così che si scurisse l'intero foglio. 

3Nascita della fotografia

3.1Il contributo di Niépce

La prima fotografia della storia: "Point de due du Gras" di Niépce
La prima fotografia della storia: "Point de due du Gras" di Niépce — Fonte: getty-images

Gli esperimenti per trovare un modo per fissare le immagini in maniera permanente attraverso la camera oscura continuarono. Per compensare le sue limitate attitudini grafiche, l’inventore francese Joseph Nicéphore Niépce (1765-1833) sviluppò il procedimento dell’eliografia, attraverso l’utilizzo del bitume di Giudea.

I tentativi di Niépce si protrassero fino ad arrivare alla realizzazione di Point de due du Gras (1826/1827). Sebbene sia un’eliografia e la qualità dell’immagine sia molto povera, è comunque ritenuta la fotografia più antica esistente ad oggi conosciuta

3.2La dagherrotipia

La prima immagine dagherrotipica di Daguerre prodotta su una lastra d'argento
La prima immagine dagherrotipica di Daguerre prodotta su una lastra d'argento — Fonte: getty-images

La dagherrotipia, brevettata nel 1839 dal fotografo e artista francese Louis-Jacques-Mandé Daguerre (1787-1851), grazie anche al contributo importante di Niépce, è considerata il primo procedimento di stampa fotografica per lo sviluppo di immagini della storia

Il procedimento dagherrotipo si diffuse velocemente in Europa: dal fatto che con questa tecnica vi era la possibilità di riprodurre ancor più fedelmente la realtà circostante, molti ritrattisti abbandonarono i pennelli per scegliere la macchina fotografica come il loro strumento principale

3.3La calotipia di Talbot

Pencil of Nature di Talbot, 1844: esempio di fotografia calotipia
Pencil of Nature di Talbot, 1844: esempio di fotografia calotipia — Fonte: getty-images

Mentre in Francia si sviluppava la dagherrotipia, in Inghilterra il fotografo inglese William Henry Fox Talbot (1800-1877) brevettò nel 1841 il procedimento della calotipia

Questa tecnica si basava sull’impiego di un negativo su carta preparata: in questa maniera, con una singola fotografia era possibile realizzare molte copie. Da qui nacque la fotografia analogica attuale

4Fotografia moderna

4.1Gli inizi dell’industria fotografica

L'immagine ritrae una bambina mentre scatta una fotografia con la Kodak box Brownie, 1935 circa
L'immagine ritrae una bambina mentre scatta una fotografia con la Kodak box Brownie, 1935 circa — Fonte: getty-images

Gli sviluppi delle tecniche fotografiche, come la ferrotipia e l’ambrotipia, furono enormi durante la seconda metà dell’Ottocento: diffusissima era la moda dei ritratti, ma molto richieste erano anche le fotografie paesaggistiche.

Notando l’ingente richiesta di apparecchiature fotografiche e di fotografie, l’imprenditore americano George Eastman (1854-1932) fondò nel 1883 la Kodak, la quale realizzò la prima vera macchina fotografica al cui interno vi era un rullo di carta speciale che permetteva di fare 100 scatti.

Per promuovere i propri prodotti, la Kodak utilizzò lo slogan pubblicitario della: «You press the button, we do the rest». L’azienda, oltre a vendere la macchina fotografica, forniva anche il servizio di sviluppo delle fotografie che sarebbero poi state spedite al cliente.

4.2La sperimentazione fotografica

Le sperimentazioni fotografiche di Nadar erano innumerevoli: una delle fotografie più famose di Nadar è il ritratto dell’attrice francese Sarah Bernhardt (1865)
Le sperimentazioni fotografiche di Nadar erano innumerevoli: una delle fotografie più famose di Nadar è il ritratto dell’attrice francese Sarah Bernhardt (1865) — Fonte: getty-images

La fotografia fu uno strumento di cui si avvalsero molti artisti a supporto delle loro attività. Colui che invece iniziò ad adottarla in maniera autonoma fu l’artista francese Nadar, pseudonimo di Gaspard-Félix Tournachon (1820-1910): sperimentò un stile estetico ricercato, lavorando sulla psicologica dei soggetti, sulle pose, sulle inquadrature e sull’illuminazione inedite

Un tentativo per elevare la fotografia come arte fu il movimento del pittorialismo di fine Ottocento. I pittorialisti, come Gustave Le Gray (1820-1882), Julia Margaret Cameron (1815-1879) e Alfred Stieglitz (1864-1946), intervenivano manualmente sulla fotografia al fine di renderla il più vicino possibile all’arte per eccellenza, ossia alla pittura.

4.3La fotografia come arte

Agli inizi del Novecento la volontà comune dei fotografi era quella di affrancarsi dalla pittura con lo scopo di raggiungere uno statuto artistico autonomo. In opposizione al pittorialismo, che lavorava sulla manipolazione della fotografia, in America si diffuse la corrente della Straight photography che invece preferiva uno scatto che fosse più “puro” e più “vero”.

Migrant Mother: foto di Dorothea Lange del 1936
Migrant Mother: foto di Dorothea Lange del 1936 — Fonte: getty-images

Nel contesto della Grande Depressione americana, diversi fotografi scelsero di documentare lo situazione economica e sociale drammatica in cui versava il paese. I protagonisti della fotografia documentaria furono gli statunitensi Dorothea Lange (1895-1965) e Walker Evans (1903-1975).

Gli statunitensi Edward Weston (1886-1958) e Paul Strand (1890-1976), i francesi Eugéne Atget (1857- 1927) e Man Ray (1890-1976) e i russi El Lissitzky (1890-1941) e Aleksandr Rodčenko (1891-1956) furono invece protagonisti di sperimentazioni originali. Le loro esperienze testimoniarono come anche il mezzo fotografico avesse possibilità espressive eterogenee e autonome.

5Fotografia contemporanea

Un ragazzo francese mangia della cioccolata che gli è stata donata da alcuni soldati americani. Foto del 1944 di Robert Capa
Un ragazzo francese mangia della cioccolata che gli è stata donata da alcuni soldati americani. Foto del 1944 di Robert Capa — Fonte: getty-images

Dopo aver conquistato la propria autonomia in quanto linguaggio artistico al pari delle altre tecniche, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la fotografia si trovò nella situazione in cui si interrogò sul proprio ruolo e sulle proprie funzioni.

Le due correnti principali che possono essere sommariamente indicati sono il reportage fotografico e la ricerca artistica pura.

Anche se con funzioni e intenzioni completamente differenti l’una dall’altra, il fotogiornalismo e la Street photography possono essere accomunati per l’importanza che attribuiscono all’inquadratura e al tempismo dello scatto

Degli esempi di fotografi celebri sono Henri Cartier-Bresson (1908-2004), Israëlis Bidermanas (1911-1980), Robert Capa (1913-1954) e Caio Mario Garrubba (1923-2015) e Letizia Battaglia (1935-2022). 

Le esperienze di ricerca fotografica durante la seconda metà del XX secolo sono innumerevoli e fra loro eterogenee. Di seguito alcuni nomi degli artisti più rilevanti a livello internazionale: i coniugi Bernd (1931-2007) e Hilla (1934-2015) Becher, Luigi Ghirri (1943-1992), Nan Goldin (1953), Cindy Shermann (1954), Thomas Struth (1954), Andreas Gursky (1955) e Sam Taylor-Wood (1967).

Se fino agli anni Settanta del Novecento i fotografi lavoravano in analogico, l’introduzione della tecnologia digitale fu una rivoluzione incredibile: gli artisti e i materiali son aumentati, e continuano a farlo, a dismisura, tanto da rendere difficile seguire i percorsi o le evoluzioni.