Storia della Fiat dalle origini al 2008

Riassunto sulla storia della Fiat dalle origini al 2008 e sui principali eventi che hanno scandito la storia della più grande casa automobilistica italiana

Storia della Fiat dalle origini al 2008
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Storia della FIAT

Un'immagine della FIAT di Torino
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Fiat, ovvero Fabbrica italiana automobili Torino, è una società che è stata costituita nel 1899 per iniziativa di alcuni esponenti della borghesia torinese (tra cui Giovanni Agnelli, Ludovico Scarfiotti, Roberto Biscaretti di Ruffia, Alfonso Ferrero di Ventimiglia, Cesare Goria Gatti ed Emanuele di Bricherasio).

Le vetture Fiat seppero imporsi subito non solo sul mercato italiano, ma anche su quello internazionale, mentre il marchio Fiat si affermava nelle competizioni automobilistiche.

Dopo aver intrapreso la produzione di autocarri e mezzi marini, anche la costruzione di motori avio e di autobus fecero parte delle attività Fiat.

La FIAT sotto Giovanni Agnelli

Con la prima crisi del settore, nel 1907, la Fiat passò sotto la guida di Giovanni Agnelli. Nel 1912, Agnelli decise di concentrare la produzione nel campo delle vetture di massa.

Con la guerra in Libia e la Prima guerra mondiale lo sviluppo della Fiat fu assicurato dalle commesse militari.

Nel 1919-1920, denominato biennio rosso, la Fiat fu il centro propulsore dello scontro sociale e politico che portò all’occupazione delle fabbriche.

Nel 1923 si inaugurò lo stabilimento del Lingotto e, con la Balilla 508, la Fiat imboccò la strategia della vettura utilitaria, confermata nel lancio della 500 nel 1936.

Nel 1939 fu inaugurato lo stabilimento di Mirafiori con l’obiettivo di incrementare la produzione puntando su modelli di piccola cilindrata, alla portata di tutti.

Sotto la direzione di Valletta, nel 1954 la Fiat presentò la 600, auto costruita in quasi 1 milione di esemplari, e nel 1957 la nuova 500, anch’essa destinata alla motorizzazione di massa.

Gli anni ’50, caratterizzati da una forte repressione anticomunista, iniziavano con l’entrata in produzione della 1400, prima auto italiana disponibile in versione diesel.

La gestione di Gianni Agnelli

Presente con propri stabilimenti in numerosi paesi esteri, la Fiat, presieduta nel 1966 da Gianni Agnelli, nipote del fondatore, realizzò anche diversi impianti nell’Italia meridionale, assumendo progressivamente altre case automobilistiche italiane.

La crisi a cavallo degli anni ’60 e ’70, sollevò pesanti interrogativi sul futuro dell’automobile. Ad aggravare ulteriormente gli effetti di questi fenomeni si aggiunse l’alto prezzo di sangue che la Fiat pagò al terrorismo.

Emersero altre incertezze strategiche, superate negli anni ’80 con il rapido rinnovo dei modelli (Panda, Uno, Regata, ecc.). In particolare, la Uno contraddistinse positivamente la gestione del manager Ghidella che contribuì alla ricollocazione della Fiat tra i grandi dell’auto. Il resto lo fecero l’adozione di profondi cambiamenti tecnologici e il nuovo clima di relazioni industriali, seguito allo scontro tra l’azienda e il sindacato che culminò nel licenziamento di 61 dipendenti e nella vertenza dell’autunno 1980: un confronto aspro durato 35 giorni con blocchi di fabbrica e manifestazioni.

L’internazionalizzazione della società, già presente negli anni ’70, venne ripresa nel decennio successivo con l’acquisizione dell’Alfa Romeo.

Nel 1991 venne costituita con la Ford la New Holland, tra le principali produttrici mondiali di macchine per l’agricoltura.

Nell’estate del 1988, lo scontro tra Cesare Romiti e Ghidella si concluse con l’uscita dalla Fiat del papà della Uno e il rafforzamento del potere nelle mani di Romiti.

I primi anni ’90 sono stati caratterizzati dal lancio della Punto, costruita nello stabilimento di Melfi.

Alla Punto sono seguite Bravo, Marea, Palio.

Gli anni '90

Negli anni ’90 sono stati creati inoltre impianti produttivi in India e avviati accordi per la produzione di automobili e veicoli industriali in Cina.

All’inizio del 1996 Gianni Agnelli ha lasciato la presidenza del gruppo per raggiunti limiti d’età; gli è succeduto Cesare Romiti, affiancato da Paolo Cantarella nel ruolo di amministratore delegato. Due anni più tardi, al posto di Romiti è arrivato Paolo Fresco, che nel 2000 ha siglato l’accordo della Fiat con General Motors Corporation.

Gli anni 2000

Nel 2002, sono state avviate operazioni di rafforzamento finanziario e industriale per fronteggiare le difficoltà dell’azienda.

Nel febbraio 2003, un mese dopo la scomparsa del fratello Gianni, Umberto Agnelli ha assunto la presidenza del gruppo. Giuseppe Morchio è divenuto amministratore delegato.

Le attività del gruppo Fiat, oltre alla produzione di automobili, veicoli industriali, trattori e macchine agricole, si estendeva a prodotti metallurgici, motori per aviazione, ingegneria, robot e macchine utensili, sistemi ferroviari, biotecnologie ed editoria. In particolare, la Fiat ha privilegiato l’attività nel settore ferroviario dove, tra il 1917 e il 2000, ha raggiunto significativi risultati.

Nuovi e rielaborati modelli molto promettenti hanno dato nuovi impulsi e dovrebbero essere in grado di far fronte alle esigenze qualitative più sofisticate. La nuova Fiat Panda ha ottenuto nel 2004 il riconoscimento europeo di "Auto dell'anno". La nuovissima 500 è l'auto dell'anno 2008.

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